all relative*

ALL RELATIVE (tutto in famiglia) (J.C. Khoury, USA 2014) potrebbe figurare nella sezione Terra20 per l’amore tra generazioni diverse o nella sezione Amore temporaneo perché la relazione con la madre è decisamente temporanea, ma è qui perché ha l’onore di inaugurare la sezione ABBRACCI e SESSO, dove si riflette sull’ipotesi del modello P che il vero fine non sia il sesso ma gli abbracci (=> diapositiva “Il fare sesso come scusa per abbracciare una persona“). La scena simbolo del film è quando il marito della mamma le dice “ti sei scopata il fidanzato di tua figlia?” e poi scoppia in una risata irrefrenabile, seguito a ruota da una risata altrettanto irrefrenabile di lei. Per capire come mai questo sesso è una bella notizia invece che una brutta notizia, però, bisognerà lasciare la prospettiva del sesso procreativo a favore della prospettiva del sesso approvatorio. ATTENZIONE: i film con l’asterisco (questo è il primo) sono destinati alla parte II (Esercizi svolti) del mio futuro libro di Psicologia generale. Un esercizio svolto è una domanda seguita da una risposta motivata da materiale ufficiale, ovvero da concetti esposti nelle diapositive di queste pagine: psi sociale, psi generale, fisiologia del comportamento) o dalle ipotesi del modello P => Riassunto del film con LE DOMANDE. Alla fine del riassunto risponderò a qualcuna di queste domande (esercizio svolto), ma non ad altre (esercizio da svolgere) =>  LE RISPOSTE ad alcune domande su questo film

VEDERE IL FILM

Fonte: Nowvideo by cineblog [ALL RELATIVE (Tutto in famiglia), subITA, J.C. Khoury, USA 2014, 85′ (tFtWm– …)


|<= Riassunto del film con LE DOMANDE => LE RISPOSTE

|<= 1 – Al bowling

Harry: – Ti dico una cosa. I francesi hanno capito tutto, ok? Ho letto un articolo online, in un blog d’approfondimento, che diceva come le loro relazioni siano più appaganti di quelle americane. Questo perchè loro non seguono obiettivi quando si parla di amore. Non giudicano una relazione basandosi solo sul risultato finale. Danno valore all’intero percorso.
Jared: – Senti, non puoi punirti ancora per ciò che è successo.
H.: – L’ho lasciata, Jared.

2) Jared: – Sì, un anno fa. Puoi spolverare il tuo schvantz [‘pene’ in yiddish]
Harry: – Ora parli yiddish?
J.: – Stronzo, ho fatto il bar mitzvahed [rito ebraico per il passaggio all’età adulta, a 13 anni per i maschi e a 12 per le femmine].
H.: – Merda, almeno ti sei fatto ridare l’anello [con le iniziali, un regalo comune per quel rito]. è questo l’importante.
J.: – E invece no.

Jared (dopo un tiro a vuoto di Harry): – Sei vergognoso!
Harry: – Mi sto scaldando.
J.: – Amico, vieni. Vieni qui, guarda. Là. Ti sta guardando. Ti sta guardando. Vai lì e dille di giocare con noi.
H.: – Io… no, amico.
J.: – Bello, vuoi… Ti ha guardato ancora. Ti ha guardato ancora!
H.: – Sta scrutando la stanza. Piantala.
J.: – Non è vero, amico. – Se non lo fai tu, lo faccio io.
H.: – No, io… Basta. Smettila.

Jared: – No! Arriva, eccola.
H.: – Scherzi?
Ragazza bionda (Grace): – Ehi!
Harry: – Ehi!
Grace: – Mi chiedevo se avessi un’altra palla da 5 kg.
H.: – Bè… Io-io ho ho solo questa, ma possiamo condividerla, se vuoi. Anzi no, prendila tu!
G.: – No, non preoccuparti. Stai andando alla grande, qui, perciò… Ne cerco un’altra.
H.: – Sicura?
G.: – Sì’! Grazie. Scusa.
H.: – Scusa. Fa niente.

Jared: – Ehi! Ragazze, dovreste proprio giocare una partita con noi. Siamo da soli in una pista così grande.
Ragazza castana: – Certo! Sarà divertente.
Grace: – Fantastico.
Harry: – Ok, figo.
Rag. Cast: – Se vinciamo, ci offrite da bere?
J.: – Lo facciamo comunque, perchè la cavalleria esiste ancora, credeteci o no.
G.: – Ok, mi piace.
Poi giocano insieme, ridendo molto.

Grace: – Bè, sono arrivata.

Harry (guardando lo stabile): – Carina.
G.: – Grazie per avermi accompagnata.
H.: – Di niente. Mi sono divertito…stasera.
G.: – Si.
H.: – Dovremmo rivederci.
G.: – Sì! Cioè… Avrei dovuto dirtelo prima, ma io… mi vedo con qualcuno. Bè, siamo usciti solo due volte, ma…ce ne sarà una terza.
H.: – Io penso che dovremmo uscire. Che potrà mai succedere?
G.: – Dammi il tuo telefono.
H.: – Certo. Grace batte il suo numero e poi restituisce il telefono.

Harry (andando a dare un abbraccio da amici): – Va bene. Allora ciao.

Grace: – Ciao.
H.: – Buonanotte. Una cena?
G.: – ‘Notte. Come amici.

H.: – Sì. Ciao


  • Secondo la teoria della penetrazione sociale (=> “Amicizia e amore” psi sociale, Crisp) una amicizia nasce quando si parla di sé a qualcuno facendo confidenze sempre più personali e intime. Cosa penetra in cosa in questo farsi confidenze?

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  • Cosa Harry non può chiedere a Grace se la relazione è di amicizia (secondo le aggiunte del modello P alla suddetta diapositiva, perché il Crisp non si pronuncia su questo), oltre ovviamente al fatto che non può chiederle di fare sesso?

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  • Perché un abbraccio da amico deve essere formale? Cosa succede di inutilmente spiacevole se è un vero abbraccio (stretto e prolungato)?

|<= 2 – Al bar dell’hotel

Harry (parlando al barista): – La cosa divertente è che un mese fa, sarebbe andata diversamente. Ha promesso a questo ragazzo un terzo appuntamento. Sono sfortunato. è come se tutte le ragazze della città stessero giocando. E più la ragazza è sexy… più il gioco è pazzo.
H. (al barista che sta per versagli da bere): – Sono a posto, bello.
Barista: – Te lo offre lei.
H. (guardando la bella donna al bar, Maren, e sollevando il bicchiere): – Grazie. Io di solito non bevo da solo.
Maren (sorridendo): – Allora non farlo.

  • Qui a prendere l’iniziativa di contattare Harry è Maren e al bowling era stata Grace. Nell’ipotesi che il sesso sia approvatorio, perché il prendere l’iniziativa di una donna prova che lei sta offrendo una relazione orientata al successo?


Harry (avvicinandosi e tendendo la mano): – Io sono Harry.
Maren (stringendola): – Io sono Maren.
H (dopo essersi seduto).: – Ciao Maren! Allora… alloggi in questo hotel?
M.: – Sì. Per il weekend. Sto organizzando degli eventi. Vivo nel Westchester [una delle più ricche contee, facente parte dell’area metropolitana di New York].
H.: Wow. è fantastico!
M.: – Già! Almeno vedo i miei figli, quando sono in città.
H.: – I tuoi figli? Tu non hai figli.
Maren dice con la mano che ha tre figli.
H.: – Hai tre figli. Sì, ne hai tre… Wow.

M.: – Uno è al college, qui in città.


  • Perché nel sesso procreativo il sapere che lei ha tre figli dovrebbe ridurre il desiderio di Harry mentre nel sesso approvatorio dovrebbe aumentarlo?

Harry: – Sei rimasta incinta al liceo?
Maren: – Oh… Che carino. Scommetto che lo dici a tutte le mamme.
Harry: – Sei separata?
Maren non risponde ne si ne no.
H.: – Ehi, sai una cosa? Peggio per lui.
M.: – Allora, Harry… perchè bevevi da solo?
Non sentiamo la risposta di Harry, ma vediamo aprirsi la porta della camera e Harry baciare con grande desiderio Maren. Anche lei prova desiderio, perché la vediamo spingere nel letto Harry e salire sopra di lui.

Harry (quando Maren allunga la mano verso il suo sesso): – Ok! Devo dirti una cosa.
Maren: – Davvero?
H.: – Sì. Non faccio sesso da circa un anno.
M.: – Sei sposato?
H.: – Cosa? No, no, no! No. Io… La mia fidanzata mi tradiva. Un pò di tempo fa.
M.: – Ok. Andiamo piano. Mi passi quel bicchiere? Anch’io devo dirti una cosa.

Harry: – Che cosa?
Maren: – Anch’io sono nervosa.
H. (bevendo dallo stesso bicchiere dove ha bevuto Maren): – Sei nervosa? Va bene. Essere nervosi va bene.
M.: – Vuoi provare una cosa divertente?
H.: – Ok.
M. (dopo aver preso un sorso di vino e averlo passato a Harry con un bacio): – Come al liceo. Te lo ricordi?
H.: – – Non facevo questo al liceo.
M.: – Ah, no?
H.: – Bè, siamo andati in scuole diverse.
M.: – Già.

Maren: – Avevo un appuntamento stasera. Il primo dopo… davvero tanto tempo. E… era con questo ragazzo che non vedevo dal college. Sai quelle cose che si creano dopo diverse e-mail e messaggi? E… alla fine ci siamo incontrati ed era così strano.
Harry: – Perchè strano?
M.: – Bè, partiamo con… la dimensione. Era tipo… – Bè, 19 kg più grosso del…
H.: – Oh, pensavo a qualcosa di diverso.
M.: – Sarei dovuta andarmene, no? Ma…sono rimasta. Così lui ha iniziato a succhiarmi le dita a… cena.
H. (dopo aver riso di gusto): – Ma chi è che lo fa?
Si sdraiano sul letto.
H. (prima di baciarla): – Ehi. Voglio tu sappia che non tutti i ragazzi là fuor sono come quello lì. Sai, non siamo tutti ciccioni, disonesti, strambi succhia-dita a cena.
Maren ride di gusto.

14)

Maren (con voce dolce, dopo un bacio di lui): – Non dobbiamo per forza correre, stasera. Qualunque cosa accada, non importa.
Harry la bacia e la abbraccia più strettamente.

|<= 3 – Il giorno dopo


Jared: – Sono molto confuso. Ho organizzato tutto per te. – Non ci credo che non te la sei fatta!
Harry: – L’ho accompagnata, mi piaceva. Scopare. Perchè bisogna sempre scopare?
J.: – Ok. Poi sei uscito da solo e te ne sei fatto un’altra dopo essere stato rifiutato.
H.: – è diverso e non sono stato rifiutato. Noi… ci siamo salutati da amici.
J.: – Almeno avete limonato?
H.: – No. Ma… Ceneremo insieme. E…
J.: – E questa relazione è morta.
H.: – Sì? Perché lo pensi?
J.: – Hai mai avuto un appuntamento di successo senza bacetti o accenni di progresso entro la fine della serata?
H.: – Ho il suo numero.
J.: – Inutile, se non l’hai baciata. Ma, sai cosa? Parlami della seconda.

Harry: – Non lo so. è stata una cosa di una notte. Niente di che.
Jared: – Era sexy?
H.: – Sì. Più grande. Sì.
J.: – Più grande, ok. Ora puoi riprovarci con la prima con la confidenza che ti mancava.
H.: – Sono confuso. Pensavo che la prima fosse morta.
J.: – Scrivile qualcosa di spinto. Tipo, cosa… Che mutandine indossa o… se grida.
H.: – Vede un altro, ok?
J.: – Via dalla lista. Allora scrivi alla milf. Lei è la tua mano forte.
H.: – Non scriverò a nessuno.
J.: – Hai l’occasione d’oro di divertirti, senza il pericolo di essere feriti.
H. (rispondendo a una telefonata): – Pronto? […] Ok, sì. Ciao.
J.: – Chi era?
H.: – La seconda. Mi ha chiesto di uscire dopo, quindi potremmo, sai… Jared, smettila, non guardarmi così. Forse prendiamo solo un caffè. Guardami. Tutto qui!

Harry (sudato, smettendo di abbracciarla): – Dio.
Maren (sudata, col fiatone e felice): – Oh, Dio. Il tuo segreto sta venendo fuori.
H.: – Che segreto?
M.: – Quando le altre scopriranno quanto sei bravo, dovrò togliertele di dosso con un bastone.
Harry la guarda perplesso.
M. (dopo una grande e allegra risata): – Ti sto solo prendendo in giro. Non voglio che questo sia più di quel che è.
H.: – Sì.

Harry va a baciarla.
Maren: – Raccontami della ragazza di ieri.
H. (dopo un sorriso e un altro bacio): – Quale ragazza di ieri?
M.: – Lo sai.
H.: – Quale ragazza di ieri?
M. (con voce dolce): – Quella per cui eri agitato al bar, ieri. È carina?
H. (staccandosi da lei): – E dai. Lei… Sì. Pensavo avessimo un buon feeling, e poi mi ha detto che si stava vedendo con un altro. Gli aveva promesso un terzo appuntamento, quindi… Ad ogni modo… Che vuoi farci? Storia chiusa.

Maren: – Ma che dici? No che non è chiusa!
Harry: – Storia stra-chiusa.
M.: – No! Scrivile.
H.: – Adesso?
M.: – Sì!
H.: – Vuole solo essere amica.
M.: – Sta facendo la preziosa.
H.: – Sei incredibile! Mi stai incoraggiando?
M. (sporgendosi per prendere il cellulare): – Sai cosa? Le scrivo io.
H. (fermandola): – No, non lo farai. Non scrivi a nessuno, signorina. Le scrivo io. Quando sarò a casa.
M.: – Scrivile ora.

Maren: – Se risponde subito, è perchè le piaci.





|<= R<= LE RISPOSTE ad alcune domande su questo film


 


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