Film 2011

ATTENZIONE: quest’elenco non è aggiornato e per vedere tutti i film 2011 inseriti nella mia selezione e la loro posizione relativa aggiornata si veda la pagina FILM al paragrafo 2011.

Film prodotti nel 2011 recensiti su http://www.mymovies.it/film/2011/ presentati qui dal più utile al meno utile per avvicinarsi a Terra2 (per altri dettagli => PRECISAZIONI)


  1. + EVA * Kike Maillo, Spagna 2011, 94′, 6.3/10 (MyMExtra15€ 6Dic)
  2. AMICI DI LETTO * Will Gluck, USA 2011, 109′, 4.8/10 (MyMExtra6€)
  3. + HYSTERIA * Tanya Wexler, Gran Bretagna, 100′, 6.8/10 (MyMExtra – €)
  4. + MARILYN * S. Curtis, GB-USA 2011, 99′, 6.4/10 (MMExtra18€Ott)
  5. + LE DONNE DEL 6° PIANO * P. Le Guay Francia,106′, 6.5(MEx10€) pB
  6. + E SE VIVESSIMO TUTTI INSIEME? * S. Robelin, Francia, 96′, 5.6 (M) pB
  7. + L’INCREDIBILE STORIA DI WINTER IL DELFINO* Smith, USA,5.9 (M) pB
  8. + QUELL’IDIOTA DI NOSTRO FRATELLO*J. Peretz,USA,95′, 7.1(CsM13€) pB
  9. PARADISO AMARO * Alexander Payne, USA, 110′, 6.7/10 (MMExtra13€)
  10. IMMATURI * Paolo Genovese, Italia 2011, 108′, 5.9/10 (=> MyMExtra7 €)
  11. ONE DAY * Lone Scherfig, USA 2011, 107′, 5.8/10 (=> MyMExtra 11 €)
  12. SCIALLA! (STAI SERENO) F. Bruni, Italia, 95′, 6.6 (MMExtra– 8€) pBook
  13. ARTURO * Jason Winer, USA 2011, 110′, 4/10 FTV (MyMExtra7€)
  14. LA GUERRA E’ DICHIARATA * Valérie Donzelli, Francia, 7.3 (MMExtra – €)
  15. IL GIORNO IN PIU’  Massimo Venier, Italia, 4.1/10 (MyMExtra11€)
  16. A DANGEROUS METHOD * D. Cronenberg, GB-Ger., 93′, 5.9 (MMEx11€)
  17. QUASI AMICI* O. Nakache, Francia, 112′, 7.2/10 (MM – Extra15€Sett)
  18. GIANNI E LE DONNE* Gianni Di Gregorio, Italia, 90′, 5.9 (MM – Extra) pB
  19. I PRIMI DELLA LISTA* R. Johnson, Italia, 85′, 6.5 (M – Extra – 14€) pressbook
  20. CARNAGE, ** Roman Polanski, Fr.Ger.Pol.Sp., 79′, 7.5 (MyMExtra13€)
  21. GLI SFIORATI *Matteo Rovere, Ita, 106′, 5.6 (MMExtra – 18€Sett)
  22. WILLIAM & KATE *  Mark Rosman, GB-USA, 83′, 5 FTV (MyM)
  23. AMICI, AMANTI E… * Ivan Reitman, USA 2011, 108′, 5/10 (MyMExtra5 €)

|<= IMMATURI, Paolo Genovese, Italia 2011, 108′ (=> MyMoviesExtra7 €)


Sto guardando questo film per la seconda volta e più lo guardo più mi piace, per cui lo metto provvisoriamente in prima posizione nel mio elenco, perchè…


La negatività dei protagonisti mi sembra pseudo-negatività

Quello che a 38 anni vive ancora coi genitori è negativo perché disprezza se stesso privandosi di un ambiente dove tutto sia scelto da lui. Quello che si finge sposato per non impegnarsi con la fidanzata disprezza la verità, dicendo una bugia ad ogni frase che dice a lei. Quello che ama la fidanzata ma un figlio insieme non lo vuole, disprezza lei e la relazione che ha con lei. Quella che il sesso come pulsione si, il sesso come segno di amore no, disprezza ogni cosa che esiste se è vero che ogni cosa viene fatta esistere dall’amore. Quella divorziata con figlia ha una relazione negativa alle spalle e visto che a prendere le decisioni che contano sono le donne è stata senz’altro negativa. Di negatività è pieno questo film, eppure i protagonisti appaiono simpatici. La spiegazione potrebbe essere nel fatto che quelle negatività sono di facciata, nascondendo una positività che a 38 anni non vuole ancora rassegnarsi alla classica unione coniugale negativa. Alla fine dovranno rassegnarsi ad essere negativi, se non vogliono restare da soli, ma il fatto che cerchino ancora di non rassegnarsi a questa resa a 38 anni è qualcosa che rende la negatività attuale una parentesi, una pseudo-negatività che nasconde la positività del futuro desiderato.

Nessuno ammette di saperlo ma lo sanno tutti che la vita da sposati è brutta…

… per cui si capisce quello che a 38 anni non sente il bisogno di una casa da condividere con una donna restando coi genitori, una bella garanzia contro la tentazione di mettersi insieme a qualcuna. Si capisce quello che si è inventato una moglie con la fidanzata, per non finire dentro ad un matrimonio dal quale evidentemente non s’aspetta nulla di buono. Si capisce anche quella che si è sposata ma poi ha divorziato tornando single, supponendo che non sia riuscita a creare una relazione positiva col marito pur desiderandolo (ma se davvero lo desiderava lei non credo proprio che il marito non ci sarebbe stato, per cui pensiamo che lei da giovane è stata negativa ma poi non ha voluto più continuare una relazione negativa). Anche quella che fino ad ora ha preferito il fare sesso senza impegno al fare un sesso seguito dal mettersi insieme è in qualche modo scusata, se supponiamo che non sapesse come creare una relazione positiva per cui ha preferito non avere una relazione duratura. Si capisce anche quello che un figlio non lo vorrebbe perché un impegno a lungo termine è un matrimonio anche se non si sposano, e una matrimonio è negativo e spiacevole.

La situazione di queste persone non è allegra, ma attenzione perché la situazione degli sposati apparentemente è migliore ma come possibilità di star bene è sicuramente peggiore. Gli sposati, infatti, si sono impegnati a rinunciare al piacere nel momento in cui hanno accettato un matrimonio possessivo/negativo, mentre i nostri protagonisti possono cercare il piacere tutte le volte che vogliono. Se fanno tristezza è perché anche per divertirsi una sera bisogna pensare che quella sera avrà un futuro felice. Se al futuro non ci credono, non possono star bene neppure potendo fare tutto quello che desiderano.

Il finale del film sembra positivo perché si decidono a mettersi insieme stabilmente, ma attenzione perché positivo non può esserlo su questa terra dove relazione stabile è sinonimo di relazione negativa. E se il finale appare positivo è solo perché non viene mostrato il seguito di quelle relazioni. Per un vero finale positivo, bisognerebbe che la relazione coniugale fosse positiva. Per esserlo, però, bisognerebbe ammettere che esistono le relazioni negative, e sto ancora cercando la prima persona disponibile a farlo.


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ONE DAY,  Lone Scherfig, USA 2011, 107′ (=> MyMoviesExtra 11 €)

L’ho visto una sola volta, perché m’interessava molto l’amore dentro ad un’amicizia, e mi sono piaciuti i primi tre quarti (mentre il finale mi è sembrato piuttosto confuso), per cui l’ho messo in una impegnativa seconda posizione (come utilità per venire su Terra2)


La positività (la negatività) come orientamento al successo (all’insuccesso)

Di regola io parlo di relazioni negative e positive ma su questo film vorrei parlare di relazioni orientate all’insuccesso (quelle negative) e di relazioni orientate al successo (quelle positive). Perché lei è quella che voleva spogliarsi la sera della loro laurea (apprezzando lui) e lui è quello che invece si stava rivestendo per scappare (disprezzando lei). Il fatto che ad un certo punto lei abbia successo sul lavoro e lui ottenga invece un insuccesso può apparire dovuto al caso o alla fortuna, ma la teoria mi suggerisce di pensare che è la conseguenza a lungo termine dell’orientamento di lei all’apprezzamento in amore e di lui al disprezzo. Lei voleva il successo e alla fine lo ottiene. Lui voleva l’insuccesso, senza esserne consapevole ma lo voleva, e alla fine lo ottiene.

Per altri commenti aspetterò di averlo rivisto. A presto, spero.


|<= SCIALLA! (STAI SERENO), F. Bruni, Italia, 95′, 6.6 (MMExtra8€) pBook


Se vi piace sognare che i vostri problemi siano frutto di malintesi, che prima o poi saranno chiariti, questo film vi aiuterà a farlo. Non confondete i sogni con la realtà, però, perché nella vita privata i malintesi sono voluti e non si risolveranno mai, su Terra1. Invece su Terra2 i malintesi da chiarire di lunga durata non ci sono proprio.

Guarda il film completo (fonte: casacinema)


<= ARTURO, Jason Winer, USA 2011, 110′, 4/10 FTV (MyMExtra7€)


Un film di basso livello intellettuale ma allegro e utile per rispondere alla domanda: come si esce da quel buco nero che è una relazione negativa coi propri genitori? Si esce trovando qualcuna/o (oppure qualcosa) da amare e innamorandosi di questa persona (o di questa causa). Insomma il problema di Arturo non è la mamma troppo assente o il suo sostituto (la tata) troppo presente, ma il non avere una persona che desidera amare e dalla quale desidera amore. Infatti Arturo non fa nulla di costruttivo fino a che non ha un obiettivo suo, ma appena se ne da uno comincia a fare e si avvia a diventare un adulto normale.

Guarda il film completo (fonte: cineblog01)


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LA GUERRA E’ DICHIARATA  Valérie Donzelli, Francia, 7.3 (MMExtra – €)

Mostra una coppia molto positiva ma alle prese con un tumore al cervello del figlio, per cui il risultato è che la positività rende l’atmosfera accettabile nonostante il grave problema medico e alla fine il film non fa tristezza ma nemmeno allegria.

Il film è qui per dirvi che non tutto è male sulla terra dove l’amore è negativo, perché in presenza di problemi si positivizza la coppia e succede che una positività iniziale, normalmente destinata a finire presto, si mantiene in presenza di problemi e può anche diventare (come succede qui) una fortissima positività. Questo è il lato bello di Terra1, perchè non è affatto una cattiva notizia sapere che davanti ad un problema reale potete contare sulla collaborazione del partner. Il lato brutto, e un buon motivo per andare comunque su Terra2 (la terra dove l’amore è positivo) è che una bella vita non si fa mai perché  in assenza di problemi provvede la stessa coppia a crearli. Che i problemi ci siano per conto loro o che vengono creati, in ogni caso il bilancio viene negativo e le persone stanno più male che bene.


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IL GIORNO IN PIU’ Massimo Venier, Italia, 4.1/10 (MyMExtra11€)

Difendendosi dalla negatività altrui con una serie infinita di bugie…

…in buona sostanza il protagonista si difende essendo ancora più negativo di loro e anche se si regala un lieto fine matrimoniale, questo matrimonio non potrà che essere negativo. Tutto ciò avrebbe dovuto rattristarmi, invece a sorpresa ho trovato il film piacevole la prima volta che l’ho visto e anche la seconda. Che storia è questa, mi sono chiesto?

La risposta che mi sono dato è che l’allegra sfilza di bugie del protagonista evidenzia qualcosa d’importante per capire come facciano le persone a trovare ancora vivibile un mondo tanto invivibile come quello dove ogni matrimonio è negativo. Mostra infatti che le persone sono quello che si dicono di essere, se cominciano a raccontare agli altri la stessa storia che raccontano a se stessi (qui sapendo che è falsa, il che rende la storia ironica). Dopo di che sono in qualche modo costretti ad adeguarsi loro alla storia su di se che si sono raccontati.

Vi risparmio perché questo è importante per venire su Terra2, per ora, e vi auguro una buona visione. E se fossi in voi non mi preoccuperei più di tanto del basso voto assegnato dal pubblico, di esperti e di persone normali (solo 4.1/10 su 46 recensione, su Mymovies.it). Ok, la storia è un po’ intellettualoide, ma non sputiamo nel piatto in cui mangiamo, visto che siamo noi stessi a creare intellettualmente il mondo in cui poi abitiamo.

In compenso vi consiglio di diffidare del buon esito delle bugie del protagonista, perché di bugie dette “a fin di bene” secondo chi le dice ne abbiamo già viste troppe. Dopo questa “avvertenza per l’uso” ci si può godere il mondo parallelo abitato dal protagonista, nel quale è vero quello che gli fa comodo di raccontare come vero. Questo è un modo un po’ curioso ma non malvagio di accostarsi a quel gioiello che è nella specie umana (e probabilmente anche nei delfini) la capacità di fare sogni a occhi aperti. I sogni sono anche più reali della realtà, oltre che piacevoli (da cui la piacevolezza del film) ma prima di affezionarsi troppo ad essi bisognerebbe che passassero attraverso l’approvazione di una donna (che è il soggetto autorizzato a decidere cosa è bene e cosa è male, purtroppo visto che le donne al momento continuano a considerare un bene l’amore possessivo).

Qui l’approvazione alla fine arriva, ma convince poco perchè non vediamo mai i due lavorare seriamente sul sogno per renderlo condiviso. Lo fanno, ma dandosi 5 giorni di tempo per provare insieme la loro compatibilità. Che è poco, quasi nulla, appunto poco convincente. Più una speranza che una realtà. Andare su Terra2, ovvero costruire un amore migliore degli altri come vorrebbero fare i protagonisti ma senza farlo davvero, è un’altra cosa.


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QUASI AMICI,  Olivier Nakache, Francia 2011, 112′ (=> MyMoviesExtra – €)

Non mi piacciono affatto i film che mostrano una persona negativa diventare positiva davanti ad una occasione favorevole sul lavoro, perché accreditano l’idea falsa e fuorviante che prima quella persona era negativa non per libera scelta ma perché la vita non gli aveva dato occasioni favorevoli. Questo è un invito alle persone ad essere negative, facendosi del male per farlo agli altri, perché invita le vittime della loro negatività a offrire occasioni favorevoli a queste persone. Le quali ringraziano comportandosi positivamente per un po’, per poi tornare ad essere più negative di prima perché la precedente negatività si è dimostrata redditizia.

A parte la cornice estremamente negativa, tale film è piacevole perché mostra una relazione positiva, che è sempre piacevole e resta solo da stabilire di quanto è piacevole. E anche perché mostra un uomo paralizzato che sceglie come badante il candidato che è orientato a fare il proprio interesse, perché se fa davvero il proprio interesse farà anche il suo interesse rallegrandolo. Scartando gli aspiranti badanti negativi, che dichiarandosi contenti di fare il bene altrui a discapito del proprio non faranno star bene né se stessi ne il paralizzato.

Qui sotto trovate il link al film completo  [ma non ti autorizzo moralmente a guardarlo se non hai l’intenzione di comprare il dvd nel caso ti piacesse, come ho fatto io e come fanno tutti su Terra2; quando il dvd sarà disponibile perché per ora su amazon.it non c’è].

Il miliardario paraplegico alla fine trova una donna che lo sposa. Il che non mi meraviglia, non solo perché sposare un miliardario è economicamente conveniente ma anche perché alle donne negative non dispiace di avere una relazione con dei problemi. La relazione che non vogliono è quella senza problemi, se è vero che in assenza di problemi provvedono loro a creare dei problemi.

Sulla positività del giovane dopo quel lavoro non ci sono dati, visto che di lui viene detto solo che è sposato e padre di tre figli. Se resiste, allora la sua negatività iniziale era un fenomeno a termine destinato a finire quando lui esce dalla vita della famiglia per entrare nella propria vita. Quasi tutti gli adolescenti sono infatti negativi verso genitori/scuola/società, ma una volta entrati nella loro vita la maggior parte di loro smette di esserlo (dove possono smettere, ovvero sul lavoro, perché all’interno del matrimonio la scelta tra relazione positiva o negativa non esiste, sulla terra attuale).


|<= GIANNI E LE DONNE * Gianni Di Gregorio, Italia, 90′, 5.9 (MM – Extra) pB


Una speranza di vita che è di 84 anni per le donne italiane è un problema se…

… la madre è negativa. Perché una madre simile concentra tutti i suoi sforzi su un unico obiettivo: impedire al figlio di ricominciare una seconda vita dopo che, superati i 50 anni, la prima è arrivata alla sua scadenza naturale.

L’unico antidoto possibile, per evitare che in futuro la longevità femminile si risolva in un disastro, è capire che le finte gentilezze dei figli verso una madre anziana negativa danno ben poco piacere a quest’ultima quando si percepisce in ogni azione dei figli il desiderio che la madre muoia prima possibile.

Le donne di questo film sembrano vincenti e lo sono, ma è una vittoria molto amara per loro perchè lo spadroneggiare attuale non può dare alcun piacere quando è evidente che saranno cancellate definitivamente dai ricordi del figlio appena dopo il loro ultimo viaggio. Uccidendo la positività dei figli, queste madri negano qualsivoglia futuro a se stesse e certo non si fanno un bel regalo.

Evitare che le donne arrivino ad essere vecchie restando ancora negative è un obiettivo fondamentale per la qualità della vita oltre i 50 anni di domani. E non si può ottenere che facendo diventare la terra una Terra2, perchè sulla terra attuale una anziana positiva è decisamente una rarità. Il che assicura un finale spiacevole per le donne, prima ancora che per gli uomini.


|<= PARADISO AMARO, Alexander Payne, USA 2011, 110′  (MyMExtra13€)


– Per sopravvivere a un matrimonio negativo si privilegia il lavoro –

Siete liberi di pensare che la vita familiare di Mat sia una bellezza e che lui sia stato lontano da moglie e figlie perché attratto dal successo (dai soldi no, grazie, visto che è ricco di nascita), ma sono cinquemila anni che si privilegia questa versione dei fatti che positivizza il matrimonio e negativizza la figura maschile e il mondo va sempre peggio.

Su Terra2 pensiamo invece che la vita familiare di Mat sia spiacevole come lo è in ogni relazione negativa, dopo di che sia lo stare lontano di lui che la relazione extraconiugale di lei sono atti di autodifesa, ricercando altrove quelle soddisfazioni che non possono venire da una relazione negativa. E pensiamo anche che alla fine la famiglia sia più felice che all’inizio non nonostante la morte della madre, ma proprio perché lei è morta, sciogliendo una relazione negativa che impediva lo star bene di tutti, a cominciare da quello di lei. Tra l’altro se la relazione coniugale fosse stata positiva probabilmente lei non avrebbe sentito il bisogno di emozionarsi praticando sport estremi, per cui l’incidente di cui rimane vittima non ci sarebbe mai stato.

Per sopravvivere ad una relazione matrimoniale negativa Mat ha puntato sul lavoro. D’altro canto in una relazione negativa a lui si rimprovera non le colpe che ha (cosa che rischierebbe di renderlo migliore) ma quelle che non ha (aiutandolo ad essere peggiore così è più facile farlo sentire una nullità). Dopo di che appare chiaro che se lui ha puntato sul lavoro, non si faranno sfuggire l’occasione di fargliene una colpa sia la moglie che ha voluto negativo il matrimonio sia la figlia adolescente che si sta preparando ad essere negativa nel suo futuro matrimonio. Che ne siate consapevoli o meno, signori uomini, questo è il tunnel in cui accettate di entrare quando firmate col sesso prima e con la penna poi l’atto matrimoniale su una terra negativa in amore.

Mat torna a fare il padre quando sua moglie è in coma, non perché prima non gli interessava farlo ma perché prima non poteva farlo con lo stesso atteggiamento positivo che usa sul lavoro, ovvero cercando un risultato soddisfacente e ottenendolo inevitabilmente se le figlie non gli impongono una relazione negativa. Questo succede nel film, dove alla fine le figlie accettano di avere col padre una relazione positiva, ma questa volta l’assenza della madre è solo un facilitatore e non una condizione necessaria, perché come importanza i figli sono un gradino sopra alle mogli e se la positività la vogliono loro ci sarà di sicuro. Purtroppo succede quasi sempre che i figli adolescenti preferiscono disprezzare i genitori, ufficialmente per le loro colpe ma in realtà per non dovere loro alcun ringraziamento per il molto che hanno ricevuto anche nei casi peggiori. Su quest’aspetto Terra2 non promette molto meglio della terra attuale,  ma solo una riduzione delle negatività adolescenziali estreme (tipo l’uso di droga pesante o l’abbandono scolastico prematuro)


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A DANGEROUS METHOD, D. Cronenberg, GB-Ger., 93′, 5.9 (MMExtra11€)

Vidi questo film tempo fa e mi dissi che meritava di far parte della mia lista, ma ora non ricordo perché e mi riprometto di parlarne dopo averlo rivisto. Nel frattempo lo metto qui sotto.



<= I PRIMI DELLA LISTA  R. Johnson, Italia, 85′, 6.5 (MExtra14€) pressbook


  • Ognuno vive nel suo mondo e quello visibile qui è un mondo molto negativo
  • Guarda il film (fonte: casacinema); leggi il pressbook completo del film


|<= CARNAGE, * Roman Polanski, Fr.Ger.Pol.Sp., 79′, 7.5 (MyMExtra13€)



Perché è un film fortemente negativo da usare con cautela

La parola è tanto preziosa nelle relazioni positive quanto dannosa in quelle negative e questo film è fortemente negativo perché mostra persone in una situazione conflittuale che pretendono di risolvere il conflitto non facendo azioni ma parlando, che è il modo più sicuro per non risolvere nulla e per esacerbare il conflitto.

Appena visto questo film mi sono detto che mai e poi mai lo avrei incluso nel mio elenco, perché promuovendo l’uso del parlare per risolvere un conflitto insegna come non risolvere il conflitto. Invece l’ho messo, per poter mostrare con un esempio che i problemi non vanno affrontati parlando, se si vuole risolverli e non aggravarli. Inoltre tocca un argomento importante, quello del rapporto tra genitori e figli in atteggiamento negativo, per cui capire gli atti che invece di risolvere il conflitto lo aggravano è cosa preziosa per ogni genitore che cerca la strada per minimizzare i danni prodotti dal conflitto che i figli gli impongono.


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GLI SFIORATI, Matteo Rovere, Ita, 106′, 5.6 (MMExtraDal 9/2012 18€)

La 250-esima spiegazione alternativa alla scelta di essere negativi

Da quando è stata inventata la scrittura, 250 generazioni fa se chiamiamo generazione un arco di 20 anni, la relazione uomo-donna non è paritaria e dunque è negativa, conflittuale e insoddisfacente. La negatività non è mai esistita esplicitamente per nessuno, però, per cui ognuna delle 250 generazioni che si sono succedute nella parte di terra dove abitate voi che state leggendo queste parole si deve essere inventata una sua spiegazione per giustificare la mancata soddisfazione nelle relazioni con l’altro sesso. La spiegazione proposta da questo film è un aggiornamento al presente di questa lunga serie di spiegazioni che in realtà non spiegano nulla ma tanto una spiegazione efficace non la desidera nessun maschio e a maggior ragione nessuna femmina della razza umana.

L’amore negativo porta una grande confusione nella vita privata, che era in qualche modo bilanciato da un grande ordine nella vita lavorativa fino a che i figli erano destinati a prendere il posto dei genitori in ambito lavorativo. La confusione è aumentata di molto quando non è stato più prevedibile che lavoro avrebbero fatto i figli ed è aumentata ancora quando non è stato più prevedibile nemmeno che avrebbero avuto un lavoro duraturo. Oggi che in dubbio è la stessa possibilità di lavorare, la confusione fuori dalla vita privata si adegua a quella dentro la vita privata, toccando un livello eguagliabile ma non superabile. Giovani totalmente incerti su quello che faranno sul lavoro, divisi in giovani che possono contare sui soldi dei genitori (ormai ampiamente divorziati e magari anche risposati) e giovani che non ci possono contare, e una buona fetta di spiegazione che non spiega nulla è pronta all’uso come giustificazione della scelta di essere negativi dentro e fuori dalla vita privata.

Aggiungiamoci ragazze dal sesso facile, che si accontentano di una serata dedicata a loro dal bel ragazzo di turno per passarci la notte insieme, con lui che si sente in diritto e in dovere di farci sesso, e abbiamo la seconda fetta di spiegazione della confusione che regna sovrana la mattina dopo di quello che una volta sarebbe stato classificato il lieto evento di due persone diverse come sesso che si incontrano.

Se vi basta come spiegazione, questo film è una bella finestra sull’avere vent’anni nel 2010, con i giovani che hanno tutto intorno, poco dentro e nulla di questo condiviso con la persona con cui fanno sesso che sono definiti “sfiorati”. Sfiorati da una vita che passa accanto ma non da loro. Sul perché succede questo un abitante di Terra2 ha le sue idee, sempre le stesse al mutare delle condizioni esterne, mentre gli abitanti della terra attuale confezionano tante spiegazioni quanto sono le condizioni esterne, visto che la spiegazione la cercano in quello che sta intorno avendo scelto di non cercarla nel tipo di relazione che un soggetto offre e chiede a chi incontra.

Io non metto un film qui per piangermi addosso, però, e questo film è qui per dirvi che in un mondo dove la confusione esterna alla vita privata è massima, non sarebbe affatto una cattiva idea portare ordine dentro alla vita privata offrendo e chiedendo amore positivo. Questo implica venire ad abitare su Terra2, però, e se questa opzione non vi interessa allora godetevi la confusione sul lavoro che dà la mano alla confusione nel privato. Se vi riesce.


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