LA CASA SUL LAGO…

LA CASA SUL LAGO DEL TEMPO (Alejandro Agresti, USA 2006, rifacimento del film IL MARE, Hyun-seung Lee, Corea del Sud 2000 che però non ho trovato ne in streaming ne su dvd) è la storia di due persone che potrebbero mettersi insieme perché hanno gli stessi gusti, ma lei (Kate) è due anni più avanti di lui (Alex) nella costruzione della struttura cerebrale che potrebbero condividere mettendosi insieme. Kate e Alex non potrebbero parlare tra di loro sulla base di questa struttura cerebrale, perché lei l’ha costruita e lui deve ancora costruirla, ma possono parlarsi lo stesso attraverso una cassetta postale “magica” (cioè non sappiamo come facciano a parlarsi, ma supponiamo che ci riescano). Alex vorrebbe incontrarla subito, ma quando ci prova a farlo va a finire male perché non ci sono ancora le condizioni cerebrali per incontrarsi comprendendosi. Per evitare che finisca così, lei gli chiede di aspettare i 2 anni che servono per costruire anche lui la struttura cerebrale che lei ha già costruito. Alex lo fa e alla fine s’incontrano e si mettono insieme.

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Nell’amore a tre (io, il mio partner di oggi e il partner sognato per domani) è vitale…

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Fonte: filmsenzalimiti (leggi il PressBook del film)


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2 thoughts on “LA CASA SUL LAGO…

    • Lei abita nella casa dove Alex è stato bambino ed è a questo punto che lei desidera una relazione futura con lui. Quando lui torna da adulto nella casa dove è stato bambino deve ancora incontrare lei (sempre con la mediazione della casa) e desiderare una relazione futura con lei. Per questo lui è in ritardo su di lei nel desiderare una relazione tra di loro.

      Se ti riferisci a lui che muore nell’incidente davanti all’ospedale, quella è una eventualità immaginata (che noi vediamo accadere ma solo per dirci cosa lei ha immaginato nell’eventualità che lui la cerchi ora). Dopo averla immaginata, questa eventualità viene scartata e lui non muore. Completata la sua preparazione di quella relazione, lui può andare da lei con successo.

      Post Scriptum: per capire la prima frase, devi ammettere che una persona mette se stessa nelle cose che ha intorno e che in futuro chi verrà in contatto con quelle cose potrà conoscerla leggendo in qualche modo quelle cose, anche se non l’ha mai incontrata direttamente. E’ possibile? Forse si, ma trattandosi di operazioni non coscienti sia quando si trasferisce se stessi nelle cose, sia quando si legge cosa altri ci hanno trasferito, non sapremo mai se e in che misura sono vere. Comunque fisicamente è possibile e penso possa bastare per farci un film.

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