MALEDIMIELE

MALEDIMIELE (Marco Pozzi, Italia 2010) mostra una ragazza anoressica, che certo non ci aiuta a capire Terra2, ma anche e soprattutto due splendidi genitori “distratti” (un medico oculista e una gallerista) che hanno il grande merito di non vedere per molto tempo e quando vedono di non preoccuparsi più di tanto. Naturalmente questi genitori non piacciono ai molti sostenitori della anoressia come malattia, ma sono la salvezza della figlia (la quale, preso atto che la sua magrezza non mette le altre persone ai suoi piedi, supplicandola di mangiare, prima o poi smetterà). Altrettanto non colluse con la negatività della bella protagonista sono le sue amiche e pure i ragazzi. C’è un abisso tra questo modo di mostrare l’anoressia e le parole con cui se ne parla oggi e il fatto che questo notevole passo in direzione Terra2 venga da un film italiano rende la cosa ancora più incredibile.

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Fonte: putlocker1 pt2 [sul mio computer il primo tempo su putlocker si blocca per cui consiglio di guardarlo su videopremium oppure (ma è più lento) su nowvideo] [Marco Pozzi, Italia 2010, 106′, 7.2 (MyMCsExtra18€ 7Ma)]


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|<= FINE RIASSUNTO e INIZIO APPROFONDIMENTI

|<= Intervista alla protagonista e commento all’intervista

Commento all’intervista

Benedetta Gargari: – In questo film interpreto una ragazza che si ammala di anoressia.

Eccola sfornata bella calda la condanna a continuare con la recita dell’anoressia, una recita in cui si rischia la propria vita. Benedetta, e con lei tutte le donne di questo pianeta infelice per scelta, non fa l’unica cosa che sarebbe efficace contro l’anoressia: denunciare che è una scelta. E non lo fa non perché non si è accorta che non è una malattia ma una scelta, che anche le pietre lo sanno, ma perché se anche una sola donna rompesse il muro di un’omertà che dura da cinque millenni, dopo sarebbe difficile per ogni donna sfruttare la negatività per avere potere. Ma attenzione, perché anche su Terra2 le donne hanno un potere immenso, per cui quello che si sceglie ogni volta che si vota a favore della malattia è il potere autoritario, contrapposto al potere carismatico (il “potere incompetente” lo chiamava il prof. Renzo Carli contrapposto al “potere competente”). Il potere di avere tutto senza fare nulla (quindi anche senza piacere perché per fare bisogna dare valore a quello che si fa e dare valore procura piacere), contrapposto al potere di avere molto facendo molto, partecipando al progetto, amandolo e ricavandone un piacere continuo.

Benedetta Gargari dice che ha preferito non vedere “Primo amore” (un film in cui lei si fa fare del male da lui che la pretende carne ed ossa, così alla fine può ucciderlo senza sentirsi in colpa; poco male, direte voi, se lui la voleva ridurre così e io sarei d’accordo su questo; purtroppo la protagonista ora si sentirà autorizzata a fare del male ad ogni uomo, perché uno c’è stato a farle del male, e a pagarne il prezzo saranno gli uomini positivi, cosa che io non posso e non voglio digerire). Questo film fino ad ora io l’ho escluso dal mio elenco, perché non mi piace fare pubblicità a queste brutte persone criticandole, ma visto che ora mi sto dedicando all’anoressia forse lo metto. Quanto a “Ragazze interrotte”, anch’esso nominato da Benedetta, ora lo compro e poi deciderò se commentarlo.

Benedetta: – Ho molte amiche anoressiche e infatti spero veramente di poter aiutare queste mie amche.

Notare quanto sia sepolto in profondità il concetto che classificare l’anoressia una malattia aiuta le anoressiche a continuare ad esserlo. Venire su Terra2 è l’unico modo che conosco di combattere l’anoressia e molte altre brutture, ma la prima donna interessata almeno a venire a vedere la sto ancora aspettando. Dopo di che diventa comica la frase “spero veramente di aiutare queste mie amiche”

Benedetta: – Ma soprattutto i genitori devono stare vicine alle loro figlie e devono dare loro più attenzioni.

Ecco il secondo “errore” (ma non è un errore, bensì omertà) mortale, perché se dai più attenzioni a chi le pretende non mangiando, dai a queste persone un motivo per continuare a farsi del male. Seguono più attenzioni, quindi più motivi per continuare a non mangiare e il rischio che la spirale vada a finire male aumenta. D’altro canto un genitore non può restare indifferente e l’unica via d’uscita è far capire che anche una negatività durata millenni può finire da un giorno all’altro, se anche una sola donna si stacca dal gruppo. Raccontatelo alle anoressiche che conoscete e vedrete brillare una luce di paura nei loro occhi, perché se recuperare il peso è facile potrebbe non essere facile recuperare le altre opportunità cestinate mentre erano impegnate a farsi del male.


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