amami se hai coraggio

AMAMI SE HAI CORAGGIO (Yann Samuell, Francia 2003) è qui come esempio di amore negativo, anche se per molti spettatori è un esempio di grande amore e non è difficile capire come mai. Oltre al fatto che dura tutta la vita (qualità che è il pregio delle relazioni negative) esso esprime l’ideale del litigio perfetto. I due protagonisti litigano sempre, ma litigando si divertono e stanno bene. Sullo schermo, perché nella realtà c’è una contraddizione insanabile tra il litigare (che ha la funzione di far star male l’altra persona costringendola a sottomettersi perché cessi l’aggressione al suo star bene) e lo star bene, per cui o c’è l’una cosa o c’è l’altra. Pretendere che all’altra persona piaccia è però la pretesa (richiesta impossibile) presente in ogni relazione negativa e qui viene spacciata per pienamente realizzata. Un’attimo di soddisfazione in effetti c’è, nel far soffrire una persona che prima ha fatto soffrire te, ma dura un attimo e per il resto della giornata, della settimana, del mese o dell’anno il piacere lascia il posto alla rabbia per la sofferenza gratuita che ti è stata fatta, per nulla compensata dal breve piacere di infliggere sofferenza vendicando la prima.

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fonte: VK by Cineblog [Yann Samuell, Francia 2003, 93′, 7.6 (MM)]


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