Ho
56 anni, sono laureato in ingegneria elettronica, insegno elettronica da oltre
25 anni e mi sono scritto alla Facoltà di Psicologia per due volte.
La mia prima iscrizione risale all’anno accademico 1992/93, nel neonato
Corso di laurea in Psicologia presso la Facoltà di Magistero dell’Università
di Firenze. Dura solo due anni accademici, però, il tempo che impiego
per convincermi che nessun professore di tale Corso di laurea ha la benché
minima intenzione di parlare con me di quello che mi interessava allora, cioè
di come il cervello comanda il comportamento (a parte la Prof.ssa Abbamondi
di Fisiologia del sistema nervoso, che colgo l'occasione per ringraziare qui).
Smetto di frequentare a Firenze ma continuo a studiare, arrivando alla prima
versione di quello che oggi chiamo "modello del cervello per psicologi"
e che allora chiamavo "modello del cervello in grado di spiegare lo stato
nascente di Alberoni" o, se preferite, in grado di spiegare l'amore. In
questi anni non mi propongo di superare esami ma in compenso mi propongo di
scrivere libri. Avevo cominciato a farlo nei due anni in cui frequentavo a Firenze,
prima con un libro di psicologia generale e poi con uno di psicologia dinamica,
ma ora lo faccio a tempo pieno, occupandomi prima di amore, poi a seguire del
ruolo femminile, di moda e di psicologia fisiologica per studenti delle superiori
interessati a sostituire le ore di religione con ore di psicologia. Nessuno
di tali lavori approda ad un editore, anche se ci vado vicino col libro sull'amore
arrivato alla sua terza versione, ma ognuno di essi è l’occasione
per approfondire e precisare il modello del cervello iniziato all’università.
La medaglia che porto al collo nella foto qui accanto contiene il simbolo del
mio modello del cervello (lo stesso che trovate nell'indice di ogni mia presentazione)
ed è stata fatta da un orafo fiorentino su mio disegno nel 1994. Il fatto
che vada benissimo per descrivere la versione attuale di tale modello, nata
dieci anni dopo, la dice lunga sul fatto che un’idea è chiara a
livello inconscio molto prima che lo diventi a livello cosciente.
Nel 2000 prendo atto che devo scegliere tra il lasciare nel cassetto dei sogni il mio modello del cervello e la psicologia che si può costruire su di esso o iscrivermi nuovamente all’università per metterla in bella copia mentre studio e supero gli esami di un regolare corso di laurea. Nell’anno accademico 2001/2 mi iscrivo a Psicologia 1 a Roma, indirizzo Intervento clinico, in tempo per gustare le gioie e i dolori dell’appena varata università del 3+2, coi suoi quindici esami da quattro crediti all'anno. Preparo gli esami scrivendo la mia versione di quello che studio, ovvero quella fondata sul mio modello del cervello. In questi anni non scrivo più libri, in compenso produco presentazioni PowerPoint con audio come quelle che trovate oggi sul sito (vere e proprie lezioni di scuola registrate, e come tali nascono nell'anno scolastico 1999/2000 tanto per festeggiare il nuovo millennio; speravo che altri colleghi d'insegnamento adottassero questo strumento a scuola, ma nessuno lo fa e forse capirete come mai ascoltando le mie presentazioni sulla clinica della prof.ssa Paniccia). Fino ad ora questo sito conteneva quelle diapositive, ma ora l'ho tolte perché ho intenzione di rifarle tutte cominciando dall'inizio e usando in tutte la stessa versione di un modello che è insieme un modello del cervello e una proposta di psicologia (solo in rari casi, come nel file sul cervello, uso diapositive vecchie considerandole sempre valide).
Tutto procedeva
bene, come si può vedere dalla tabella in cui riporto gli esami superati
dal 2002 al 2005. Tra i professori del secondo anno, però, ho trovato
il prof. Renzo Carli (che insegnava clinica) e la prof.essa Rosa Maria Paniccia
(che insegnava sviluppo delle culture e convivenza) e dopo l’incontro
con la loro clinica basata sull'analisi della domanda nulla è stato più
come prima nel mio percorso universitario (e anche nella mia vita privata e
in quella professionale come insegnante). Provata sulla mia pelle la validità
di tale clinica e deciso che questa e nessun’altra sarebbe stata la mia
clinica come futuro psicologo, nel caso mi fossi laureato, mi sono assegnato
il compito di innestare la clinica fondata sull’analisi della domanda
di Carli e Paniccia sul mio modello del cervello. Ho rivisto il modello dando
molto più spazio al sistema che gestisce le emozioni a livello corticale
e tarandolo in modo da arrivare alle stesse conclusioni a cui erano arrivati,
per tutt’altra strada, Renzo Carli e Rosa Maria Paniccia.
Al quarto anno di frequentazione a Roma, dovendo cercarmi un tirocinio pre-laurea
ho cominciato a scrivere il libro “PSICOLOGIA CLINICA centrata sul funzionamento
negativo del cervello”. Per scriverlo mi sono preso un anno di pausa dagli
esami, ma sia per motivi personali che per l’enormità di quanto
è emerso mentre scrivevo questo libro, non sono più tornato all’università.
Senza gli stimoli emozionali di un contatto con professori e studenti si è
presto bloccata anche la stesura del mio libro e la storia del mio rapporto
con la psicologia ha rischiato di finire qui.
Questo fino a un mese fa (cioè fino a giugno 2009), quando una possibilità piccola ma non nulla che mio figlio minore si iscrivesse a Psicologia a Roma nell'anno 2010/11 mi ha fatto venire voglia di rifare le mie presentazioni di psicologia e di estenderle a tutti gli esami previsti a Roma.
Aggiornamento al 11/08/2011: poi mio figlio ha fatto altro e nessun studente di Roma si è fatto vivo con me perché interessato ad una psicologia che supportasse l'analisi della domanda. Io porterò avanti lo stesso il mio progetto, però, perché il mondo in cui viviamo mi fa parecchio schifo e quando lavoro a questo progetto posso sognare che domani ci sarà un mondo qualitativamente diverso da quello attuale. Spero sempre di trovare almeno uno studente di psicologia che voglia portare avanti una psicologia in sintonia con la clinica fondata sull'analisi della domanda, ma fino a che non lo trovo continuerò a portarla avanti io e non è detto che non arrivi a fare prima o poi tutti gli esami.
Grazie per aver letto questa mia scheda.