TANGUY

Il mondo è pieno di madri negative verso i figli, ma raramente si fanno prendere con le mani nel sacco come succede in TANGUY (Étienne Chatiliez, Francia 2001), un film prezioso per vedere anche la negatività dei genitori (oltre a quella ampiamente mostrata dei figli). Il figlio in questione, Tanguy, ha però una splendida positività tanto nello studio/lavoro che nel privato (nonostante sia stato additato, del tutto a torto, come esempio di figlio che si aggrappa alla famiglia per non crescere). Il suo problema è che cerca una donna positiva ed è per questo che tarda ad andarsene di casa. Alla fine sposa una cinese, ma più che una soluzione è un cadere dalla padella alla brace.

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INDICE DEL RIASSUNTO DEL FILM COI MIEI COMMENTI

APPROFONDIMENTI

Tanguy paga a caro prezzo il “soggiorno” nella pancia della madre


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Fonte: cineblog

fonte: filmsenzalimiti


|<= 1 – Per tutta la vita

Edith (madre di Tanguy, da giovane): – Credo che mi siano rotte le acque. Sarà il caso di andare.
Paul (padre, da giovane): – Tu dici? Sei sicura questa volta?
E. (dubbiosa): – Si, credo.
Lui si affretta a vestirsi, cadendo in terra mentre si sta infilando i calzini e andando a urtare contro la pancia di lei.

Edith ha le doglie e l’infermiera la invita a fare dei respiri profondi per sopportare meglio il dolore.
Paul: – Vado di là un momento, così stai più tranquilla.

Ginecologo (vestendosi): – Signor Guetz! Allora, si è finalmente deciso a uscire questo bambino?
Paul: Si, pare di si.
L’infermiera (porgendogli i pantaloni): – Tenga, non ho trovato altro. Dovrebbero andare.
Ginecologo: – Nervoso il futuro padre?
P.: – No, no-no, è solo che poco fa, a casa, per la fretta, ho dimenticato di mettermi i pantaloni.
Il padre preferisce non assistere al parto e guarda la TV mentre si sentono le urla di dolore della moglie.

Edith (al neonato che ha chiamato Tanguy, che derivando dal celtico tan ‘fuoco’ e guy ‘cane’ significa guardiano del focolare): – Oh si, Tanguy, lo sai che sei un amore? Se vuoi puoi restare qui con noi per tutta la vita. Si

|<= 2 – Un tesoro di ragazzo

Tanguy (a 28 anni): – A ovest del lago dell’est c’è una grande strada. Grande nel senso di… (indicando un segno alla lavagna) Fate attenzione allo specificativo. Chi è che se ne ricorda? Lo abbiamo trovato qualche settimana fa.


  • La storia di Tanguy comincia con la sua nascita ma poi continua con lui che ha 28 anni e ci sono due modi molto diversi di leggere questo salto di 28 anni, il quale di fatto afferma che essi non contano nulla perché il segno del finale era già scritto fin dall’inizio.
  • La prima spiegazione è che il finale è scritto nei geni ed è una spiegazione molto gettonata in un mondo negativo in amore dove invece che lo star bene proprio si persegue lo star male altrui, perché la persona che fa stare male l’altro può farlo impunemente se passa la tesi che lei non è condannabile visto che è nata così, per cui non ha scelto lei di essere una che crea problemi.
  • La seconda spiegazione è che il tipo di relazione, positivo o negativo, si sceglie all’inizio e se si è scelta la relazione negativa il finale spiacevole della relazione genitori figli è scritto fin da quando il figlio viene al mondo anche se per vedere il finale dobbiamo aspettare ancora 20 anni se il figlio non fa l’università e almeno 25 anni se invece completa i suoi studi frequentando l’università.
  • SUL SEGNO INIZIALE. Abbiamo motivi per pensare fin da questo momento della storia, ovvero prima ancora di vedere la prima interazione tra questi genitori e questo figlio da grande, che la relazione tra i genitori e il figlio non è orientata al piacere e quindi finirà sicuramente in modo spiacevole per tutti? Si. Vediamo perché.
    • La figura centrale è quella di Edith, perché stiamo supponendo che il ruolo femminile sia quello dirigenziale sia all’interno della coppia sia all’interno della relazione genitori figli, Edith è una madre possessiva visto che si augura che suo figlio resti coi genitori per tutta la vita e possessività è sinonimo di negatività.
    • L’unica cosa che abbiamo visto fare a Edith per ora è quella di soffrire durante il parto, e se questo è il riassunto della sua vita prima che arrivasse il figlio non possiamo certo considerarla una vita orientata al piacere.
    • L’orientamento al piacere dovrebbe venire dalla parte maschile della coppia, ma un Paul che si presenta dormendo, che continua cadendo addosso alla pancia della moglie mentre si mette i calzini, dimenticandosi di mettere i pantaloni prima di andare all’ospedale, lasciando sola la moglie durante le doglie e non assistendo al parto non è uno che aiuta la moglie a star bene ma uno che la aiuta a star male.

Il ragazzo con la sciarpa sa la risposta alla domanda fatta dal professore ma non la dice e poi si lamenta che a rispondere sia stata la cinese in seconda fila dicendo al suo amico: – Bello sforzo. Per lei è facile.


  • SUL SEGNO INIZIALE Tanguy a 28 anni sta tenendo una lezione di filosofia all’università, il che ci dice è un ragazzo orientato al successo sul lavoro perché insegnare all’università a 28 anni è un traguardo prestigioso che non arriva da solo ma va prima desiderato e poi raggiunto, cose che evidentemente lui ha fatto se è qui per meriti propri e non per giochi di potere, tipo avere una raccomandazione di ferro. (Che Tanguy sia alla cattedra per giochi di potere lo possiamo escludere subito, però, notando che ha la faccia soddisfatta di chi sta facendo qualcosa che gli piace di fare).

Noelle (segretaria del dipartimento, dopo aver mandato un bacione al prof che ha telefonato per dirle se gli poteva trovare un sostituto): – Di un po’, ti puoi prendere il secondo anno per qualche settimana?
Tanguy: – No, Noelle, mi sta bene qualche lezione ogni tanto per arrotondare, ma già così non ho il tempo di lavorare alla tesi e un’altra classe…”
N.: – Dai, non ti far pregare, Antoine è stato lasciato dalla moglie ed è sull’orlo del suicidio, Silvia è in malattia, l’altro non so che gli è successo e io sono nella merda fino al collo.

Noelle: – Ti organizzo un viaggio di studi quando vuoi e dove vuoi, ma adesso ti supplico dammi una mano a uscirne.
Tanguy: – Beh, dovrei andare a Pechino per cercare dei documenti.
N.: – D’accordo, aggiudicato.
T. (sorridendo): – D’accordo.

N. (canticchiando): – Vedrai che non sono un’ingrata.


  • Tanguy appare contento dopo aver fatto questo accordo con Noelle e ha motivo di esserlo perché una relazione in cui si dà qualcosa e si riceve qualcos’altro con soddisfazione di entrambi è per definizione una relazione di scambio, che è la relazione che io sto chiamando emozionalmente positiva perché dare quello che ti è stato chiesto a una persona che ricambia dandoti quello che le hai chiesto produce piacere.
  • Le relazioni di scambio sono paritarie anche in presenza di un dislivello, come qui visto che Tanguy è un prof e Noelle è una segretaria, e a creare la parità nonostante le differenze di ruolo è l’apprezzamento di una parte per quello che l’altra parte gli sta dando, quello stesso apprezzamento che è responsabile del piacere per cui parità, apprezzamento e orientamento al piacere vanno sempre insieme.
  • SUL SEGNO INIZIALE Il rapporto piacevole di Tanguy con Noelle conferma il rapporto piacevole di lui con gli studenti e la conclusione che lui è orientato al piacere e al successo sul lavoro, permettendoci di prevedere fin da adesso che alla fine della storia Tanguy avrà un lavoro e sarà contento di esso.

Segreteria del telefono in camera di Tanguy (mentre lui si spoglia): – Buongiorno, sono Mirelle Lelimou del gabinetto del ministro. La chiamo per il progetto di riforma delle lingue orientali. Il ministro vorrebbe conoscere la sua opinione al più presto. La prego di richiamarci. Arrivederci.

Tanguy fa la doccia, senza rimettere in ordine, poi cena a yogurt e salatini senza ripulire il suo tavolo ed esce di corsa (“Uh, è tardi”) dopo aver preso le chiavi di un’auto dal portachiavi e due bottiglie di vino dalla cantinetta.

Lo aspetta un amico (Bruno) con due ragazze, una europea e una giapponese (Kimiko Isayoko) e l’europea dice che ha lavorato col padre della giapponese all’ambasciata di Tokyo e che sta facendo un favore al padre portandola con se.
Bruno (a Tanguy che ha presentato come praticamente un fratello): – La puoi anche chiamare “vecchia troia” (Kimiko si fa seria). (Bruno a Kimiko sorridendo) Ciao vecchia troia -:) (lei risponde con un sorriso al sorriso di lui). Non capisce niente.


  • Non capisce niente delle parole ma capisce tutto delle emozioni che si accompagnano ad esse, una lingua compresa da ogni persona di ogni cultura, e infatti Kimiko si fa seria quando Bruno dice restando serio “la puoi anche chiamare vecchia troia”, mentre sorride quando Bruno le dice con un sorriso “ciao vecchia troia”

Tanguy si rivolge a lei in giapponese. Kimiko (in giapponese, sorridendo in tutt’altro modo): – Parla giapponese?
Tanguy (sempre in giapponese): – Si, un po’


  • SUL SEGNO INIZIALE Tangy mostra apprezzamento verso Kimiko proponendole una relazione positiva o mostra disprezzo proponendosi solo di farci sesso?
  • A Tanguy non va di disprezzare Kimiko, che ricambia con un bel sorriso aperto l’apprezzamento alla cultura giapponese di uno che ne ha imparato la lingua e l’apprezzamento a lei di uno che le rivolge la parola con rispetto.

Tanguy parla in giapponese con Kimiko e quando un urto gli fa cadere il bicchiere risponde alle scusa con “Non importa, non fa niente”, poi cita un proverbio (se la pietra cade sull’uovo peggio per l’uovo), che Kimiko corregge in: se l’uovo cade sulla pietra peggio per l’uovo, prima di passargli il suo bicchiere  con un “tieni” detto nella lingua di lui.
T.: – Grazie.
K.: – Ho voglia di te.
T.: – Ne sono molto lusingato.


  • “Ho voglia di te” può significare “ho voglia di fare sesso con te”  ma anche “ho voglia di essere amata da te stanotte”, dove l’amore per una notte è un amore che rende reale per una notte un amore che al momento è sognato, con il sognarlo che ha l’importante funzione di preparare una nuova struttura cerebrale da condividere con un’altra persona quando si troverà la persona giusta, dopo averla modificata insieme fino a far coincidere le due strutture diverse preparate da lui e da lei nella fase in cui l’amore era solo sognato.
  • Questa preparazione interiore ad un amore futuro io la chiamo incubazione di un amore a due e comunque la si voglia chiamare è qualcosa di molto concreto perché modifica il cervello della persona che la vive facendo nascere una nuova struttura che al momento non viene utilizzata per far fronte alle situazioni, coincidendo il suo primo utilizzo con la fase di amore a due o amore manifesto, motivo per cui l’incubazione è poco visibile all’esterno ma non per questo poco importante, essendo la fase creativa del cervello.
  • Notare che si può amare una donna appena conosciuta se si sta facendo l’incubazione di un amore futuro perché si può offrire a lei quello che ci si sta preparando ad offrire alla donna che si sogna d’incontrare, semplicemente pensando per una sera che la donna dei propri sogni potrebbe essere proprio lei.
  • Tra una nottata di sesso e una d’amore, con tutta l’intimità fisica che si vuole ma senza quel sesso che è il confine tra l’amore e l’amicizia con amore di una incubazione, c’è la stessa differenza che c’è tra l’amore negativo orientato al disprezzo sia pure in versione seduttiva e quindi con un apprezzamento iniziale di facciata che nasconde l’orientamento al disprezzo e l’amore positivo orientato all’apprezzamento.

Tangy fa l’amore con Kimiko e lei ha un orgasmo.


  • Non vediamo nessun atto d’amore ma solo un atto sessuale, pure con grande distanza tra la testa di lei e quella di lui, per cui Kimiko offre e Tanguy accetta un incontro all’insegna della negatività.

La mattina dopo Kimico aiuta Tanguy a perfezionare la sua pronuncia del giapponese, con Kimiko che corregge con voce e sguardi dolci gli errori di lui e Tanguy che mette in atto volentieri i suggerimenti di lui.
 Kimico accarezza con dolcezza i capelli di lui e Tanguy ricambia accarezzando con uguale dolcezza quelli di lei.


  • La sera prima dell’atto sessuale e la mattina dopo sia Tanguy che Kimiko appaiono nettamente orientati all’apprezzamento reciproco, per cui la negatività del fare sesso senza essersi detti “ti amo” ne a parole ne con baci va classificata come pseudo-negatività, una negatività momentanea che protegge la positività nascondendola agli occhi di un ambiente ostile alle relazioni positive in amore, in pratica un atto d’amore con scambio di gentilezze reciproche occultato dietro ad un sesso che non è il fine dell’incontro ma una scusa per incontrarsi e uno strumento utile per dare piacere all’altra persona e riceverlo da lei.

Edith: – Buongiorno, tesoro.
Tanguy: – Buongiorno, mamma.
E. (dandogli una grossa busta): – Ieri sera un pony ha portato questo per te.
T.: – Grazie.
La madre gli da un bacio, poi sorride a Kimiko dicendole “Buongiorno” e passa oltre.
T.: – Buongiorno, papà.
Paul: – Buongiorno Tanguy. Signorina.
T. (sorridendo) – Vi presento Kimiko.
Madre: – Piacere.

Kimico chiede qualcosa in giapponese.
Tanguy: – Mi ha chiesto chi siete.
Paul: – Ah, lei è la mamma e io sono il papà di questo giuggiolone.
Kimiko: – Erano qui quando l’abbiamo fatto?
T. (accennando di si): – Perché?
T. (ai genitori): – È sorpresa perché abitiamo insieme.
Paul (avvicinandosi al tavolo): – Tutto bene con Marguerite?
T.: – Siamo in pausa di riflessione.

Kimiko (in giapponese e abbassando lo sguardo): – Che umiliazione.
Edith: – Che cos’ha?
Tanguy: – Ha paura di avervi disturbato.

Paul: – Non abbiamo sentito niente.
Edith: – Ci siamo abituati.
Tanguy (in giapponese): – Non ci sono problemi.
Kimiko continua a tenere la testa bassa e rifiuta la spremuta d’arancia che la madre di Tanguy le propone a gesti, ma poi passa lo zucchero al padre di sua iniziativa, che la ringrazia ma in cinese. Tanguy traduce, poi dice che devono andare e chiede alla madre se le dispiace che lascia tutto così, con la madre che fa cenno di no.
P. (a Kimiko): Arrivederci.
K. (in italiano): – Arrivederci.
T. (alla madre): – Ti voglio bene, mamma.
E.: – Anch’io.
T. (al padre): – Ti voglio bene, papà.
P.: – Anch’io, pulcino.
T.: – Parola?
P.: – Parola.
E.: – Parola.


  • Tanguy non nasconda affatto ai genitori l’amore verso la ragazza e alla ragazza l’amore verso i genitori e questo è un prendere posizione a favore dell’amore positivo, che si chiama anche amore non possessivo perché ammette e incoraggia la coesistenza di amori diversi, mentre l’amore possessivo/negativo si caratterizza per la richiesta di rinunciare a tutte le altre relazioni di amore.

La madre di Tanguy è in strada e guarda preoccupata questo cartello che dice: Questi giovani adulti che vivono ancora coi genitori. È tanto presa dal guardare il cartellone che non vede la fine del marciapiede e casca in terra.


  • Si può restare a vivere coi genitori o perché si apprezza la relazione che si ha coi propri genitori o perché si disprezzano le relazioni che potrebbero prenderne il posto, perché si vuole bene a se stessi regalandosi quello che ti offrono dei buoni genitori o perché si vuole male a stessi privandosi di quello che ti offrono altre coabitazioni.
  • Tanguy non disprezza affatto gli amici e le ragazze che incontra, per cui se sta ancora coi genitori è un atto di apprezzamento verso di loro, e non pare affatto orientato a privarsi di qualcosa visto che studia, insegna, vuole andare a Pechino, collabora col ministro, va a divertirsi con gli amici, fa la corte alle ragazze, per cui se sta coi genitori è per regalarsi i vantaggi di questa coabitazione.

Marguerite: – Tu non mi ami più.
Tanguy: – Ma si che ti amo. Senti, avevamo detto di prenderci 6 mesi per riflettere.
M.: – Siamo già a 5, ti sarai pur fatto un’idea.
T.: – Appunto. A che serve andare a vivere insieme adesso, visto che tra 6 mesi vado a Pechino?
M.: – Beh, se ci mettessi meno tempo a riflettere.


  • Una ragazza che comincia un’interazione con un’accusa sta proponendo un’interazione negativa rendendola spiacevole per costringere lui a fare qualcosa per lei senza che lei faccia nulla per lui oltre allo smettere di renderla spiacevole.
  • Il momento in cui viene detta una cosa è spesso più importante di quello che si dice, perché chi vuol risolvere il problema che denuncia lo deve tirare fuori in un momento di felicità, mentre se lo tira fuori in un momento di tristezza fa capire che non è affatto intenzionato a risolverlo.

Marguerite: – Senti, io do le dimissioni. Vengo a vivere direttamente con te a Pechino.
Tanguy (dopo un’esitazione): – Certo.
M.: – Attento a non scoppiare di felicità, eh!
T.: – Perdonami se non riesco ad essere troppo espansivo, Mi conosci, è il mio temperamento. Te lo giuro, sono felicissimo all’idea che tu mi raggiunga.


  • Sacrificarsi per chiedere sacrifici a chi si ha di fronte se non vuole essere considerato cattivo e senza cuore, questo è quello che fa una Marguerite che ha scelto da sola e con lui lontano di sacrificare il suo posto di lavoro per stare con lui, senza esserne consapevole ma risultando lo stesso chiarissima al sistema emozionale altrui.

Marguerite (scoppiando in un sorriso dopo un’esitazione iniziale): – Davvero? Ti fa piacere?
Tanguy (andando a sederle accanto e invitandola con la mano a venire vicino a lui): – Ma è naturale.


  • La stessa ragazza diventa brutta quando è seria e diventa bella quando sorride, e qui vediamo prima Tanguy allontanarsi dalla Marguerite brutta esitando prima di pronunciarsi su lei che lascia il lavoro per seguirlo e poi avvcinarsi volentieri alla Marguerite resa bella da un bel sorriso.
  • Una relazione ha un segno e quale sia lo dice l’atto iniziale, che qui è spiacevole per cui questa relazione è impostata negativamente, e il successivo momento positivo è fortemente sospetto di essere pseudo-positività, ovvero una positività racchiusa tre due negatività che ha lo scopo di far passare la negatività nascondendola e addolcendola per un po’.

|<= 3 – Ancora a casa con mamma e papà 

In un luogo di lavoro Irene piange.
Edith: – Cosa le succede? Avanti me lo dica, cosa è successo?
Irene: – È Marc.
E.: – Ha avuto un incidente?
I.: No. Ieri sera ci ha annunciato che lascia la scuola alberghiera perché si è arruolato come aiuto cuoco nella Marina Mercantile. Parte domenica.
E.: – Ma è un ragazzino.
I.: – 17 anni. Come sono crudeli i figli. Non gli chiediamo niente, gli diamo tutto il nostro amore e poi ecco. Oddio quanto mi mancherà.
Edith cerca di consolare la mamma lasciata dal figlio citando un bellissimo proverbio cinese: “una volta che la chiami mamma, resta una mamma per tutta la vita”


  • Questa è sofferenza per scelta, perché la sofferenza di origine esterna dura pochi secondi e per continuare a soffrirci il giorno dopo bisogna andare a ripescare l’evento spiacevole e concentrarsi su di esso, ed è una sofferenza che costringerà il figlio a fare quello che qui fa Edith, cercare di consolarla, invano perché trattandosi di sofferenza per scelta non finirà mai fino a quando lei non ha avuto tutte le attenzioni che desidera dagli altri.

Poi Edith corre in bagno, si siede sul sedile del WC chiuso e si dispera perché invece suo figlio non se ne è ancora andato di casa.


  • Anche la sofferenza di Edith è chiaramente per scelta, acuendosi nel momento in cui avrebbe dovuto attenuarsi perché il fatto che di colpo il figlio di Irene se ne sia andato suggerisce più che domani se ne potrebbe andare anche suo figlio che non il contrario.
  • Notare che rattristarsi davanti ad una persona che si rattrista per costringere gli altri (qui il figlio ma un poco anche Edith) a darle attenzioni dovute, ovvero attenzioni per la quali non li ringrazierà affatto, non è affatto un partecipare al loro dolore per consolarli, visto che un dolore in più non lenisce ma aumenta il dolore già in atto, ma un modo per sottrarsi ad un obbligo creando un altro obbligo uguale e contrario.

Odile (madre di Paul, firmando un documento): – Senti un po’. Sono anni che faccio parte del tuo consiglio di amministrazione. Ma io cosa ci guadagno?
Paul: – Ah, niente.
Odile commenta con una “Ah!” di disapprovazione.


  • Odile apre questa interazione rimproverando il figlio Paul di non darle nulla in cambio delle cose che firma, ma un’interazione che comincia con un rimprovero è negativa e trattandosi del primo atto mostrato della relazione tra Paul e Odile è l’intera relazione che va etichettata col segno negativo.

Odile sostiene che Tanguy è intenzionato a restare ancora a lungo coi genitori.
Paul: – Sta ancora studiando. Oggi a 30 anni non sei ancora arrivato. Se non hai come minimo un master ti ritrovi disoccupato.
O.: – Laurea in scienze politiche, insegnante di filosofia, il giapponese [che parla] e la laurea in cinese. Se è disoccupato lui, allora il resto dell’umanità che cosa deve fare?
P.: – Discute la tesi a giugno e assume l’incarico a Pechino a settembre.
O.: – Però tra il dire e il fare [ovvero vedrai che troverà qualche scusa per non andare via]

Odile sostiene che “un ragazzo nato con 13 giorni di ritardo avrà sempre difficoltà ad andarsene”, ripete per la centesima volta che lui si trova tutto lavato/stirato e rimprovera a Paul di aver violato l’ultimo tabù, permettendo a Tanguy di portarsi a casa le conquiste.


  • Spiegare i comportamenti umani con motivazioni genetiche è una vera e propria colonna portante dell’amore negativo e la spiegazione genetica è perfetta in bocca ad una madre tanto possessiva da pretendere un pranzo al ristorante dal figlio per firmargli i documenti che gli servono, durante il quale pranzo vuole il figlio 60-enne accanto a se e nel frattempo gli rimprovera di avere ancora accanto a se il figlio 28-enne.

Tanguy è alla lezione del professore con cui fa la tesi e discute con lui della soggettività nel pensiero cinese, che è l’argomento della sua tesi.

Edith (sul lettino dello psicoanalista): – Sono un mostro. Ma non lo posso più sopportare.
Psicanalista: – Signora Guetz, glielo ho già detto: non è anormale che lei dimostri una certa impazienza di vedere che suo figlio di 28 anni acquisire la sua autonomia.
E.: – Ma quando entra nella stanza mi si stringe lo stomaco. Lui mi dice Buongiorno e io ho voglia di schiaffeggiarlo. Lei questo lo trova normale?
Psi: – Ma certo. La sua impazienza si traduce in questa aggressività che lei viene a sfogare qui.


  • Questo psicanalista si rivolge al sistema razionale di Edith, intervento totalmente inefficace nel modificare un orientamento che non è del sistema razionale ma di quello emozionale, così lei continua a creare la propria sofferenza e lo psicoanalista continua a guadagnarci sopra offrendole un posto dove sfogarla, mentre se combattesse davvero la negatività di Edith presto la sua cliente non verrebbe più a sfogarsi da lui perché starebbe bene.
  • L’utilità di lasciare al suo posto la negatività di Edith spiega perché una cosa che conoscono tutti, l’orientamento al farsi del male da soli di molti e in particolare delle donne negative verso i mariti e delle madri negative verso i figli, non risulta a questo psicoanalista, che classificando normale che lei odi suoi figlio senza che lui le abbia fatto nulla la autorizza a continuare ad odiarlo.

Tanguy gioca a tennis in coppia con suo padre, contro due amici del padre, mentre Edith siede a bordo campo con le altre due mogli.
Tanguy (appena finita la partita): – Beh, io devo scappare.
Edith: – Non rimani a prendere un po’ d’aria. Sei pallido come un morto.
T. (salutando sua madre con un bacio sulla guancia): – No, non ho tempo. Bisogna che passi al ministero.
Prima di andare sua madre gli chiede se cena a casa e Tanguy dice “Non lo so vedremo”

Dopo cena Paul e Edith hanno molti amici a casa loro, quando Tanguy rientra in casa insieme ad un amico.
Philomene, la domestica di casa, sentito che non hanno cenato dice ai due ragazzi di andare a prendersi qualcosa in cucina, dove c’è un sacco di roba buona.

|<= 4 – Insopportabile

Dopo essere stato a parlare col professore con cui fa la tesi, Tanguy torna a casa, trovando i genitori che ascoltano alla TV qualcosa sulla clonazione.
Tanguy: – Papà, mamma, vi devo parlare. Beh, ci siamo sempre detti tutto, no.
Edith: – Sempre.



|<= 5 – Piano diabolico


Tanguy: – Tu hai il dono di rovinarti la vita


  • Ovvero tu potendo star bene preferisci star male, tu non cerchi il modo di star bane ma il modo per complicarti la vita, che comunque lo si voglia raccontare è l’essenza di quella relazione che io chiamo negativa e l’analisi della domanda chiama possessiva.

Marguerite: – Sei tu, piuttosto, che hai il dono di prendermi per il culo. Ma come, avverto l’istituto che a giugno do le dimissioni, mi do da fare per trovare un lavoro a Pechino e mi dici che non parti più?
Tanguy: – Ma si che parto, ho solo rimandato
M.: – Quindi tu resti qui e io per un anno sto laggiù e ti aspetto?
T.: – Non sei obbligata. Puoi anche restare qui. Possiamo riconsiderare quell’idea di vivere insieme. Non so, a settembre per esempio.

Marguerite: – Dici sul serio?
Tanguy: – Ma certo.
M. (sorridente): – Che stronzo? Ma ti amo (sporgendosi avanti per baciarlo).
Si baciano sulle labbra.


Poco più avanti troviamo questa ragazza, la quale evidentemente ha passato la notte con Tanguy.



|<= 6 – Senza speranza


Noelle (con voce soddisfatta): – Tieni, questi sono i documenti e i biglietti per Pechino.
Tanguy: – Ah, grazie mille.
N.: – Te l’avevo detto che non sarei stata un’ingrata.
T.: – Sta tranquilla, ti dimostrerò anch’io la mia riconoscenza.

La notte dopo i genitori sentono grida di piacere venire dalla stanza di Tanguy e la mattina dopo Noelle tende la mano a Edith: – Molto piacere, Noelle Sapin. Lei è la mamma di Tanguy?
Edith: – Si.
N.: – Io lavoro all’università.



I genitori ce l’hanno sempre più con Tanguy e il padre spara un servizio di tennis da ex professionista sul collo di Tanguy, mandandolo all’ospedale e facendogli rischiare la paralisi.

Una Marguerite sorridente chiama Tanguy mentre è nella vasca da bagno.
Risponde Edith: – Ahhh Marguerite, come mi fa piacere sentirti. Credevo che aveste litigato tu e Tanguy.
M. (facendosi seria di colpo): – Perché? Te l’ha detto lui?
E.: – No, no, figurati. Ma visto che viene spesso a casa con altre amiche, mi sono detta che forse c’era… beh, insomma, ecco, mi ero fatta delle idee, così, tutto qui.
Marguerite riattacca il telefono.

Una Marguerite infuriata punta dritta verso il tavolo del bar dove Tanguy sta leggendo un libro in cinese.
Tanguy (sorridente): – Che cos’è quella faccia?

Tanguy (a sua madre che sta disinfettando il livido che gli ha fatto Marguerite): – Mamma, smettila di farti il sangue amaro, tu non c’entri niente.
Edith: – C’entro eccome. È colpa mia.
T.: – No, era inevitabile. Anzi ti dirò di più: mi hai fatto un favore.
E.: – Ehh?
T.: – Voglio molto bene a Marguerite, ma sono tanti mesi che mi assilla per prendere un appartamento insieme. Vuole che facciamo dei figli, figurati.
E.: – Non è possibile.

Tanguy: – E siccome le voglio molto bene, cercavo di tergiversare. Ma più cercavo di calmarla più mi impegolavo. Non sapevo più come uscire da questa situazione. Cominciavo addirittura a rassegnarmi. Mi dicevo “Forse la vita è questa”
Edith: – Ma si, naturalmente, è questa la vita. Forse la potrei richiamare per dirle che le ho fatto uno scherzo.
T.: – Tu pensi che sia questa l’idea che ho della vita con una donna che dovrei amare? No mamma, grazie a te ho ritrovato la mia dignità.


  • Voler bene ad una persona, ma io preferisco il più esplicito “amare una persona”, significa desiderare la sua felicità come la tua, il che non è una bella cosa quando ad amare è una persona negativa che lavora contro la propria felicità invece che a favore, ma Tanguy lo abbiamo visto orientato a star bene, per cui l’amore verso Marguerite è desiderio di vederla felice.
  • Purtroppo la “felicità” di una Marguerite negativa nella relazione con lui passa attraverso l’ottenimento dell’infelicità di Tanguy, cosa a cui il 28-enne non si era ancora rassegnato, anche se stava per cedere evidentemente perché una ragazza orientata positivamente verso di lui non l’aveva ancora trovata e cominciava a pensare che forse una donna orientata al piacere in amore non esiste sulla faccia della terra.
  • Tanguy ringrazia sua madre perché ora può rompere con Marguerite avendo l’occhio nero come prova che non è lui a non desiderare la felcità di Marguerite ma lei stessa, come già le aveva detto ma senza poterlo provare, se tratta così il ragazzo che dice di amare, colpevole di cercare con ogni ragazza disponibile quell’amore positiva che Marguerite non vuole dargli e che farebbe star bene entrambi, tergiversando il più a lungo possibile prima di accettare una relazione negativa che invece farebbe stare male entrambi, anche se la parte negativa lo negherebbe dicendosi soddisfatta ma essendola quanto lo è Edith mentre tortura il figlio, cioè per nulla.



|<= 7 – Breve vacanza



|<= 8 – Fuori di casa



Mei Lin (turista a Parigi): – Scusi, stiamo cercando la piramide del Louvre.
Tanguy: – Ah, la piramide del Louvre. Si, vi possiamo accompagnare. (Poi in cinese) Siete cinesi?
Mei Lin (sorridendo): – Lei parla cinese benissimo.
T.: – Me la cavo.
Mei Kin (ai suoi genitori): – Lo seguiamo.
Tanguy si avvia, ma il ragazzo a cui dà ripetizioni, indicando la direzione opposta, dice: – Credo sia da questa parte.


  • L’inizio di tale relazione è basato sull’apprezzamento reciproco, e quindi è destinata a finire piacevolmente, perché Mei Lin sceglie lui per avere informazioni e poi apprezza il suo cinese e la sua offerta di guidarli, mentre Tanguy la apprezza accompagnando la ragazza.

|<= 9 – In tribunale



|<= 10 – Di nuovo nel nido



|<= 11 – Sempre più in basso



Questa è la bambinaia a cui lasciano Tanguy prima di uscire,


  • L’intenzione è di mettere in ridicolo Tanguy, ma ridicoli risultano loro genitori.



Paul paga due loschi individui perché spacchino la faccia al figlio.


  • La relazione tra genitori e Tanguy finisce in modo spiacevole visto che Paul paga due loschi individui perché spacchino la faccia al figlio, colpevole solo di aver apprezzato i genitori, ricambiando l’apprezzamento col disprezzo come succede in ogni amore negativo..
  • Quella che finisce male è la relazione tra di loro, non nel senso che si separano ma nel senso che sono stati male cercando di far star male il figlio, senza riuscire in questo secondo intento ma riuscendo benissimo a star male loro, come evidenzia la faccia spaccata del padre nel non riuscito tentativo di spaccare la faccia del figlio.

|<= 12 – L’addio

Tanguy è partito per Pechino e ha lasciato questa lettera.

Odile si fa male ed è contenta di poter costringere suo figlio a badare a lei con una legge simile a quella invocata da Tanguy.


  • La relazione tra Odile e Paul finisce male e non perché lei ora ha bisogno di cure ma perché è contenta di creare un problema al figlio e alla moglie, per cui assisterla sarà una sofferenza e non un piacere, sofferenza voluta da Odile e accettata da Paul continuando ad andare al ristorante con una madre contenta di farlo star male, ieri torturandolo col pretesto di Tanguy e oggi torturandolo con cure dovute per le quali lei non ha alcuna intenzione di rinfraziarlo perché questo gli farebbe piacere mentre lei desidera la sua sofferenza, per ottenere la quale lavora dal primo all’ultimo minuto.

Odile appare addolorata.


  • La faccia addolorata di Edith è solo una sceneggiata perché ieri potendo star bene ha preferito di star male dando a Tanguy colpe che non aveva, per cui ora dovrebbe ringraziare Odile che gli permette di continuare a star male, se non fosse che oggi vittima del disprezzo altrui lo è davvero per cui non ha la soddisfazione di imporre se stessa a qualcuno facendo la vittima, ma è Odile che si impone su di lei chiedendo cure dovute.

Una Edith molto abbattuta si rallegra di colpo quando riceve una lettera da Tanguy che la invita a casa sua a Pechino e Odile va con loro, continuando a torturarli visto che sceglie proprio il momento in cui si baciano per chiedere di essere accompagnata al bagno

Alla fine Tanguy è andato a lavorare a Pechino e ha sposato la turista Mei Lin, visto che qui presenta ai propri genitori appena arrivati da Parigi sua moglie Mei Lin incinta, Deng e consorte che sono i genitori di lei e i genitori di Deng.

Deng dice qualcosa in cinese agli ospiti.
Tanguy: – Dice che è molto onorato di ricevere la famiglia di Tanguy, la cui presenza in questa modesta dimora sarà una pura, pura delizia.
Odile: – E vivete tutti qui?
T.: – Ma certo.


  • Il fatto che sia il padre della sposa a dire come sarà la presenza dei genitori di Tanguy in quella casa chiarisce che non è lui ad essere ospite in casa di Tanguy ma il contrario.
  • La possessività di Edith che fa il bello e il cattivo tempo a casa sua e quello in Marguerite intenzionata a fare altrettanto nella sua futura casa sua non piaceva a Tanguy, ma se la ritrova anche a Pechino dove la possessività non solo non si può vincere ma nemmeno guardare negli occhi perché ufficialmente che tempo deve fare in casa lo decide un uomo, Deng, il che vuol dire che quella che comanda davvero, sua moglie, lavora nell’ombra e risponde di quello che fa solo a se stessa.

Durante la gita turistica Tanguy bacia la moglie


Anche il figlio di Tanguy si sta facendo aspettare e Odile pronostica che sarà un altro che non vorrà mai andarsene da casa


|<= FINE RIASSUNTO e INIZIO APPROFONDIMENTI

|<= La comica tesi dei gentori di Tanguy e la lunga ricerca di una ragazza positiva


Quando a disprezzare un figlio perfetto sotto tutti i punti di vista sono i genitori (a cominciare dalla madre)… i figli ringraziano e i genitori non si offendono, ben sapendo quanto sia poco diffusa questa situazione.

“Intellettualmente dotato (Normale Superiore, master in filosofia e in giapponese e con una tesi in cinese in corso di stesura) ma anche affascinante (i genitori hanno perso il conto delle sue conquiste femminili)” dice la recensione su MyMovies, “con un solo problema: non intende andarsene da casa”. Quello che si scorda di dire il recensore è “secondo i genitori“. In realtà Tanguy ha già una cattedra che lo aspetta a Pechino, e a pensare che non ha alcuna intenzione di andarci sono due donne, sua madre e sua nonna. Che è una garanzia sul fatto che a lavorare a Pechino ci andrà, visto che a pensare il contrario sono due donne di una terra che non conosce eccezioni alla negatività femminile in famiglia. E infatti a lavorare a Pechino ci andrà. Quel che pensano le donne, però, è legge sulla terra attuale e anche su Terra2, per cui al marito non resta che adeguarsi. Seguito dallo spettatore abitante sulla terra attuale, ma non dallo spettatore che guarda i fatti da Terra2, che invece si fa delle grasse risate.

La tesi dei genitori di Tanguy è comica nella sua totale infondatezza. C’è poco da ridere invece sul fatto che Tanguy ritarda così tanto di accasarsi con una donna perché cerca una donna positiva all’interno di un matrimonio. Che ovviamente non trova a Parigi e nemmeno a Pechino, ma sulle donne cinesi deve sapere poco e dunque può ancora illudersi che siano più positive di quelle occidentali.


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