Marilyn

MARILYN (Simon Curtis, Gran Bretagna 2011, Cs). La settimana di baci e vicinanza tra un ragazzo 23-enne (Colin) e la donna più famosa e desiderata della terra (Marilyn, che all’epoca dei fatti aveva 30 anni e si era appena sposata per la terza volta) è un esempio di amore temporaneo che ho appena spostato subito dopo SCUSA SE MI PIACE TUO PADRE (dove si raccontano le due settimane di baci e vicinanza tra la 24-enne Nina e il 50-enne David), perché dal punto di vista cerebrale le due relazioni sono identiche. Questi sono pertanto due film da vedere uno di seguito all’altro, risultando l’uno la versione stellare e l’altro la versione quotidiana della stessa cosa, quell’amore temporaneo tanto apprezzato e considerato sacro su Terra2 quanto biasimato e criminalizzato su Terra1 (se lui non viene da un castello e lei dalle stelle). La natura dell’amore temporaneo è quella dei sogni e questo si vede bene in MARILYN, ma per sognare non c’è bisogno di nulla di più di quello che abbiamo già e questo si vede bene in SCUSA SE MI PIACE TUO PADRE.

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INDICE DEL RIASSUNTO DEL FILM COI MIEI COMMENTI

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fonte: NowVideo by cineblog (leggi il PressBook completo del film)


|<= 1 – Inizio film


Un ragazzo seduto in prima fila nel cinema (Colin) guarda Marilyn con espressione rapita. Alla fine della sua esibizione Marilyn manda con la mano un bacio a tutti gli uomini che la stanno guardando e Colin sorride.


  • [ Fig. 1: la canzone di Marilyn =>F2 ] Quando l’amore non c’è / Tutto va male / Questo è quello che so / Quando l’amore non c’è / L’uomo se ne va / La donna diventa insopportabile / Sentiamo un’ondata di caldo / Un caldo tropicale / La temperatura sale / Non e’ sorprendente / Di certo riuscirai / Ho iniziato quest’ondata di calore / Lasciando il mio dondolo / Di modo che / I clienti possano dire / Che ce la farò / Farò.. farò / Sentiamo un’ondata di caldo / Un caldo tropicale / Nel modo in cui mi muovo, il termometro dice / Che ce la farò.
  • [ F1<=Fig. 2: la storia di un sogno diventato reale per qualche giorno è la storia di un amore temporaneo =>F3 ]  Per sognare c’è bisogno anche di una occasione favorevole ma soprattutto c’è bisogno di aver voglia di sognare. Tale voglia c’è se si sta costruendo qualcosa di nuovo nel proprio cervello a livello delle cortecce associative, perché immaginare una situazione oggi assente mette il cervello (davanti) al lavoro su come farvi fronte nel modo migliore, dal momento che quella situazione è presente per lui]

Colin: – [ Ognuno di noi ricorda il suo primo lavoro. Questa è la storia del mio. Ero il più piccolo di una famiglia di persone di successo. Mio padre era uno storico dell’arte noto in tutto il mondo e mio fratello era più bravo di me in tutto. Io rappresentavo sempre la delusione.]

Colin: – [Trovavo conforto nel piccolo cinema in cui mi rifugiavo ogni giovedì sera. Alfred Hitchcock, Orson Welles, Laurence (Larry) Olivier, questi erano i miei eroi. Volevo far parte del loro mondo. E a 23 anni ebbi la mia chance]


  • Si può sognare una situazione oggi assente anche per evitare di confrontarsi col presente, invece che per prepararsi a far fronte al futuro, ma non è il caso di Colin perché come vedremo lui, dopo aver fatto i suoi sogni, si mette a fare per cercare di realizzarli.

Padre: – Ah, Colin, vieni. Conosci già James e Anna, i miei brillantissimi allievi?
Colin: – Piacere. Io vado a Londra, papà.
Padre: – Il tuo stupido colloquio di lavoro. Allora bonne chance (auguri in francese) figliolo. Io posso sempre trovarti un posto da assistente al Victoria and Albert Museum quando ti sarai tolto dalla testa questa idea del cinema.

Colin (rincorrendo sua madre): – Io vado mamma.
Madre: – Dove?
C.: – Al mio colloquio di lavoro.
M. (senza fermarsi): – Oh. E non resti a cena? Non c’è niente da mangiare, ma la conversazione sarà affascinante.
C.: – Non voglio far tardi, domattina.
M.: – Nessuno ti dirà niente. Tra poco sarai un regista famoso.

Colin: – [Avevo tutto da dimostrare alla mia famiglia. Ma ancora di più a me stesso. Come giovane dovevo crearmi la mia strada. Così decisi di andar via di casa e (intanto suona il campanello sotto a Laurence Olivier Produtions) unirmi al circo.
Uomo alla scrivania (Hughie): – Che cosa vuoi?
C.: – Un lavoro nel suo prossimo film.
Hughie: – Sei un attore. È così?
C.: – No. Voglio un posto nella produzione.
H.: – Non giriamo prima di otto settimane. Torna per quella data.
C.: – Posso aspettare finché non trova qualcosa?

Colin si mette ad aspettare seduto sul divano davanti alla segretaria (Vanessa), la quale lo guarda volentieri.


  • [ F2<= Fig. 3: il vestito aperto di Marilyn sul palcoscenico aiuta a sognare di poter aprire il vestito chiuso di Vanessa =>F4 ]  È importante capire che Vanessa è bella e desiderabile tanto quanto Marilyn, perché ogni donna assomma in sé la bellezza di tutte le donne del mondo, dal momento che ogni approvazione femminile è un’approvazione ufficiale riconosciuta valida da tutte le altre donne. Preso atto che ogni donna ha il potere di approvarlo ufficialmente, Colin (come ogni altro uomo) concentra i suoi sforzi sulla donna che sembra più disponibile ad approvarlo, ovvero su Marilyn, che in qualità di attrice è chiamata a dare corpo e concretezza al sogno maschile di ottenere l’approvazione di una donna.

La giornata lavorativa è finita.
Hughie (sulla porta, scandendo le parole): – Non ci sono lavori.
Colin: – Va bene. Torno domani, non si sa mai.
H. (mettendo il cappello e andando via): – È un paese libero.
Il giorno dopo Colin entra e si siede dicendo Buongiorno alla segretaria.
Vanessa: – Sei molto determinato.
Colin: – Farei qualsiasi cosa per lavorare nel cinema.
V.: – Qualsiasi cosa?
C. (rispondendo al telefono al posto di Vanessa): – Produzioni Laurence Olivier. … Temo sia a Notley fino alla fine della settimana. (A Hughie che lo guarda perplesso) Vanessa mi ha chiesto…
H.: – Ah, davvero? Mi serve il numero di Noel Coward. Non e’ nella rubrica.
Poco dopo Colin poggia sulla scrivania di Hughie un foglietto col numero cercato.

Laurence: – Hughie! E’ impossibile parlare al telefono con Marilyn Monroe. Il tesorino passa tutto il giorno a dormire. Ciao figliolo. Ricordami.
Vivien: – È Colin. L’hai conosciuto dai Clark, al party.
L.: – Oh, ma certo. Cosa ci fai qui?
Colin: – Mi ha detto che potevo lavorare al suo film.
L. (dopo avergli dato un pacchetto di sigarette marcate “Olivier”): – Non ci sarà nessun film se la signora Monroe non alza il suo splendido posteriore dal letto.
Hughie: – Vogliono trattenere il passaporto di Miller. Niente Arthur, niente Marilyn.
L.: – Parlerò con l’ambasciatore americano. L’ho invitato a vedere lo spettacolo di Vivien giovedì.
Vivien (a Colin): – E’ il primo attore, dopo Du Maurier, ad avere il marchio col suo nome. Lo pagano una fortuna incredibile, ma sono davvero disgustose. (Mentre Colin ride, a Vanessa): – Non è uno schianto, Vanessa?
Vanessa (guardando Colin con interesse): – Si. Non è niente male.
V.: – Tesoro, devi fare qualcosa per Colin. Andiamo, glielo avevi promesso.
L.: – Hughie, vedi di trovargli qualcosa da fare. Vieni tesoro.
V. (andando via, a Colin): – Baderai tu al mio amato Larry, vero?


  • [ F3<= Fig. 4: gli uomini stanno in primo piano ma i limiti entro cui possono muoversi li fissano le donne che hanno dietro =>F5 ]  Colin parla con suo padre prima che con sua madre, ma cosa è autorizzato a fare il padre lo ha fissato la madre. Colin chiede un lavoro a Hughie ma a decidere per prima che lui può essere utile e a dargli la sua prima mansione è Vanessa. Laurence fa il capo, ma lo vediamo impotente davanti a Marilyn e comandato da Vivien, che non nasconde affatto di affidare a Colin il compito di controllare il marito in sua assenza.

Hughie: – Quello è il vestito che piace a Larry.
Uomo con Marilyn: – La macchina da presa è in estasi.
Marilyn: – Oh, che frase seria.
H. (a Colin): – Arthur Jacobs, l’agente della signora Monroe, arriverà domani per vedere la casa dove lei alloggerà. Trova qualcosa che vada bene.
Colin: – Si signore.
H. (a Colin che sta portando via con se il vassoio tanto è preso dall’incarico): – E lascia quel cavolo di tè.
 Colin lo lascia, chiedendo scusa, mentre Vanessa sorride divertita.

|<= 2 – L’arrivo di Marilyn

Proprietario (Cotes- Preedy): – No. Fuori discussione. Non voglio per casa quella orribile gente del cinema con gli stivali sporchi.
Colin: – Paghiamo 100 sterline la settimana per 18 settimane.
C-P.: – Mia moglie non acconsentirà.
C.: – Peccato, signor Cotes- Preedy, dirò alla signora Monroe di cercare altrove.
C-P.: – Marilyn Monroe?
C.: – Si.
C-P.: – Immagino che me la presenterete.
C. (all’agente appena arrivato): – Buongiorno, signor Jacobs.
Jacobs: – Che cazzo di macchina è?


  • Anche il padrone della casa di lusso tratta senza mai dimenticare che deve accontentare sua moglie e l’importanza di piacere a Marilyn deriva dal fatto che tutte queste donne che controllano l’operato maschile sono tenute a dichiararsi soddisfatte se Marilyn si dichiarasse soddisfatta.

L’agente trova da ridire sulla casa (“ma l’hanno costruita Hansel e Gretel?) però la approva, pretendendo il cambio della carta da parati (“mi fa venire il mal di testa”).
La “prestigiosa dimora inglese di Marilyn” finisce in prima pagina.
Jacobs: – Quella casa era perfetta per Marilyn.
Hughie: – Non possiamo più usarla.
Colin: – Si che possiamo. Sapevo che Cotes- Preedy non avrebbe tenuto la bocca chiusa, così quando mi ha chiesto una casa per la signora Monroe, mi sono premunito trovandone due. L’altra, a Parkside, è un posto migliore e il proprietario è molto discreto.
H.: – Quindi ora abbiamo due case costose quando ce ne serviva solo una.
C.: – Potremmo darla a qualcun altro della produzione.
H.: – Ah, davvero?
Jacobs: – In effetti a Milton potrebbe essere utile. È vicino agli studi e a Marilyn.
Laurence (sorridendo): – Quanto ti paghiamo fanciullo?
C.: – Niente, signore.
L.: – Pensaci tu Hughie. Bravo fanciullo.
J.: – Ottimo lavoro, ragazzo.


  • La contentezza di tutti questi uomini per aver trovato una casa a Marilyn deriva dal fatto che riuscendo nel lavoro accontentano le loro mogli, ma non perché dopo potranno ottenere prestazioni sessuali dalle loro mogli (cosa che notoriamente non entusiasma nessun marito), ma perché una moglie accontentata si asterrà dal creare problemi al marito.

Colin (entrando negli studi Pinewood): – [All’epoca il film doveva intitolarsi il principe addormentato. Marilyn aveva la parte di una ingenua ballerina americana di nome Elsie Marina che veniva sedotta da un principe dell’Europa orientale interpretato da Olivier.]
Secondo aiuto regista: – … e non abbiamo ancora un terzo.
Colin: – Un terzo?
Secondo: – Terzo assistente regista. Almeno hai idea di che lavoro è?
C.: – Aiutare il regista?
Secondo: – Quella è l’ultima delle cose! Lezione 1: il tuo lavoro è fare tutto quello che cazzo ti dico. Che fai lì impalato?
Una ragazza addetta ai vestiti (Lucy) accenna ad un sorriso vedendo passare Colin al seguito del secondo aiuto regista.
Secondo: – Lezione 3: il terzo sta sempre nelle vicinanze, non in un palazzo del cavolo a Londra. Prendi una stanza al “The Dog & Duck”, qui accanto. È un po’ grezzo, ma ti ci abituerai. Ora vedi di renderti utile. A Marilyn serve una guardia del corpo. Fatti venire un’idea.

Hughie (a Roger, la guardia del corpo trovata da Colin): – Riesce a comprendere la natura delicata di questo lavoro?
Roger: – Sta parlando di badare a un’attrice del cinema?
H.: – Si. Ma non un’attrice qualsiasi. Marilyn Monroe.
R.: – Ah. Non ho molto tempo per i film.
H.: – Eccellente. Per i prossimi 4 mesi le resterà accanto giorno e notte. Il suo comportamento è notoriamente un po’ eccentrico.
R.: – Cioè beve?
H.: – Tra le altre cose.
R.: – Pillole?
H.: – Sarebbe utile se lei ci tenesse informati sulla… situazione domestica.
R.: – Mi chiede di spiarla?
H.: – Più che altro di avvertire per tempo se pensa che farà ritardo. Questo genere di cose.

Colin: – Buona sera. Colin Clark. Ho prenotato una stanza.
Albergatore: – Molto bene. Ecco. Una firma qui. Che fa da queste parti?
C.: – Un film agli studi Pinewood.
A.: – Uhm. E che film è?
C.: – Si intitola “il principe addormentato”. Con Laurence Olivier e Marilyn Monrore quindi, quindi lavorerò al loro fianco.
A.: – 3 sterline alla settimana. Prima settimana in anticipo. La numero 2. E, se non le dispiace, la dividerà con Grace Kelly.
Le persone presenti ridono.


  • La stanza è misera forte, ma a Colin non importa. [Per questa stanza (come per tante altre situazioni quotidiane tristi) i sogni sono una benedizione, perché fa vivere la persona altrove. La funzione fisiologica dei sogni non è però quella di far dimenticare il presente, ma quella di anticipare il futuro dando tempo al soggetto di preparare buone risposte alle situazioni che pensa di incontrare domani.

Jacobs: – Questa andrà bene per Marilyn. E paula avrà la stanza accanto.
Laurence: – Come dice?
Colin: – Scusi. Chi è Paula?
J.: – Strasberg. Insegna recitazione a Marilyn. È fissata con il metodo.
 L.: – Arthur. Ne avevamo già parlato, mi pare. Stanislavski e il Metodo vanno benissimo in una sala prove, ma certamente non vanno sul set di un film. Lì non c’è tempo.

Hughie: – Larry, ottime notizie. La commissione sicurezza ha deciso che Miller non è comunista.
Jacobs: – Lo è e come. Quei rompiballe di intellettuali neworkesi sono tutti rossi.
H.: – Questo vuol dire che lei arriverà la prossima settimana. Come previsto.
Laurence: – Eccellente notizia.
J.: – Toccherà andare a prenderla.
L.: – Naturalmente io e Vivien saremo lì ad accoglierla. Ma teniamo la cosa informale, va bene?

Cronista: – Ci troviamo all’aeroporto di Londra, dove regna la confusione più assoluta.
Con lei il nuovo marito, il celebratissimo drammaturgo americano autore di “Morte di un commesso viaggiatore”, Arthur Miller.
Sir Laurence Olivier e Scarlett (Rossella) O’Hara in persona, Vivien Leigh, sono qui ad accoglierli. I reali della recitazione inglese incontrano i reali della recitazione d’america.


  • [ F4<= Fig. 5: il Principe e la Ballerina sono occupati a tempo pieno a negarsi ogni valore a vicenda =>F6 ] Guardate questo film su Cineblog e vedrete che il disprezzo ostentato da ambo le parti rade al suolo tutto col plauso degli spettatori, contenti evidentemente di negare ogni valore all’altro sesso, ma l’effetto è quello di rendere tutte le persone grottescamente brutte al di là dei loro vestiti artificiosamente scintillanti.
  • [ F5<= Fig. 6: la bellezza attribuita a Marilyn è potenziale =>F7 ]  Fino ad oggi infatti le donne sono state tutt’altro che belle nella parte che hanno svolta e se vi serve una ripassata su quanto siano state distruttive tenete presente che nelle quasi 4 ore di => VIA COL VENTO i panni sporchi dell’amore negativo sono lavati pubblicamente. Ma poi tornate qui perché ora è il momento di mettersi tutto questo alle spalle puntando diritti sull’amore positivo.

Laurence: – Cari signori, è con grande, immenso piacere che vi presento una donna che non ha alcun bisogno di presentazione.
Giornalista: – Marilyn, com’è essere sposati? È bello?
Marilyn: – Mi piace. Mi piace tanto.
G.: – La terza volta è quella buona?
M. (stringendo la mano di lui): – Ci puoi scommettere.
Giornalista 2: – Ed è vero che vorrebbe diventare un’attrice classica?
M.: – Voglio essere la miglior attrice possibile.
G3: – Vivien, lei ha creato il ruolo di Elsie a teatro. Ha qualche consiglio da dare a Marilyn?
Vivien: – Qualora la signora Monroe avesse bisogno di consigli, li avrà dal suo regista. Dicono che sia molto bravo.
G4: – Marilyn, è vero che a letto indossa soltanto profumo?
M.: – Tesoro, visto che siamo in Inghilterra indosserò soltanto lavanda inglese.
Risata generale.


  • [ F6<= Fig. 7: l’amore temporaneo è compatibile al 200% col matrimonio di uno dei due o di entrambi =>F8 ] Vediamo qui il primo confronto diretto tra la storia di questo film e la storia narrata in SCUSA MI PIACE TUO PADRE, notando che il marito di Marilyn non si lamenta affatto dei baci dati a Colin, mentre la moglie di David se ne lamenta moltissimo. Chi ha una posizione adeguata ai fatti non è Paige ma Miller, che lontano da Marilyn può tornare a pensare mentre Colin fa volentieri la spalla di Marilyn. Un Miller che non finge di non sapere che ci sono anche i baci degli amori temporanei e che non hanno mai ucciso alcun matrimonio, se non vengono presi a pretesto, ovviamente.

Nuove foto davanti alla residenza di Marilyn a Londra.
Milton H. Greene (a Laurence): – Davvero un bel posto.
Laurence: – Ringrazia il mio assistente. Il merito è suo. Colin, ti presento Milton Greene. Sii molto gentile con lui, possiede metà delle produzioni Marilyn Monroe.
M.: – 49%, Larry.
L.: – Sigaretta?
M.: – No, non fumo. E a Hollywood vogliono un altro titolo.
L.: – Idiozia. Non lo cambierò mai.

Vivien: – Favolosa. Non è favolosa?
Colin: – Non è male.
V.: – Larry se ne è disperatamente innamorato a New York. È molto determinato a sedurla.
C.: – Ma è sposata da 3 settimane!
V.: – Oh Colin. Ti credevo un uomo di mondo. Certo, Larry non mi lascerebbe mai. Ma se dovesse succedere qualcosa tu me lo diresti, vero?
C.: – Sono certo che la ama moltissimo.
V.: – Oh, non fare il bambino. Ho 43 anni, tesoro. Nessuno mi amerà per molti anni ancora. Neanche tu.


  • [ F7<= Fig. 8: il grande sponsor dell’amore positivo e dell’amore temporaneo è l’aumento di 20/30 anni della speranza di vita =>F9 ] L’amore temporaneo è un momento della preparazione di un amore per domani. Ieri non aveva senso prepararsi ad un secondo amore che non c’era il tempo di vivere, ma oggi non ha senso non fare tale preparazione (che in sovrappiù riporta l’amore e il piacere dentro al matrimonio)

|<= 3 – Si comincia a girare

Dopo che Laurence e gli altri vestiti di tutto punto hanno aspettato a lungo e invano l’arrivo sul set di Marilyn, Colin viene mandato a vedere.
Colin (a Paula che gli ha aperto): – Scusi. Sir Laurence manda a dire che è pronto per girare.
Paula: – Ma Marilyn non è pronta. Si sta preparando.
Marilyn (guardandolo dallo specchio e sorridendogli): – Scusa. Ho una faccia orrenda.
Colin la guarda ma senza dire nulla




|<= FINE COMMENTO e INIZIO APPROFONDIMENTI


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