Vergogna scuola

 04/06/2019 Diapositive PowerPoint CON AUDIO di elettronica, sistemi e telecomunicazioni, questo sarebbe stato il titolo di questa pagina se le scuole secondarie superiori dove si insegnano queste materie non fossero delle oscenità dove: (1) nessuno studente studia seriamente; (2) nessun professore spiega in modo efficace; (3) nessun dirigente decide le cattedre aiutando gli insegnanti a insegnare (cosa che i prof non cercano nemmeno di fare secondo il punto 2 e che nessuno studente chiede veramente di fare secondo il punto 1). Invece si intitola Vergogna scuola, perché le diapositive che erano nate per insegnare saranno usate per esporre i numeri della vergogna a scuola: ... (continua al paragrafo Continuazione dell’introduzione) (=> ai commenti)

  1. Le 69 diapositive (da 8′) di Sistemi (da stampare, da ascoltare, da scaricare 1)
  2. Le 18 diapositive di Laboratorio in A3_S_L_T (da stam.da ascoltareda scar.)
  3. Le 76 dia (da 8′) di Elettronica (da stampareda ascoltareda scaricare)
  4. Le 73 dia (da 4′) di Telecomunicazioni (da stampda ascoltda scaricare)
  5. Le 48 diapositive (da 6′) di Tecnologie Informatiche (da stampascoltscaric.)
  6. Le 38 diapositive (da 4′) di PHOTOSHOP CC 2017 (da stamp, da ascolt, da scar)

69+18+76+73+48+38=322 diapos. in 6 file mai ascoltate davvero da 1 solo studente

Su questa brutta storia della scuola tecnica e professionale italiana (perché sono in questi due tipi di scuole ad esserci una maggioranza di studenti negativi che rendono poi negative tutte le persone coinvolte, dalla prima all’ultima) si ascolti la diapositiva del mio libro sull’amore positivo dal titolo “Il ladro di valori e quel 45% di scuola superiore inaccettabile di terra1” (durata 12′) (cliccare sul link in verde), il cui contenuto è mostrato nel PNG qui sotto


|<=  Le 69 diapositive di Sistemi automatici  (pdf da stampare – file da ascoltare – file da scaricare, 1 – poi decomprimere, entrare nella cartelle e doppio clic su “index” per aprirlo nel browser, per es. in Chrome):

Sono di Sistemi anche le due colonne a sinistra del file A3_SLT  per cui il totale delle diapositive di Sistemi è 96 e la durata dell’audio è di 771′ (durata media 8′)


|<=  Le 18 diapositive di  Laboratorio di A3_Sist_Lab_Tecnol (pdf da stampare – file da ascoltare – file da scaricare):

Colo l’occasione del formato anomalo di questo file (che ripeto va stampato su formato A3) per dire che l’uso corretto di questi materiali didattici prevede che prima dell’ascolto sia stampato (in alta qualità perché spesso il carattere è molto piccolo) il file pdf, così durante l’ascolto si può evidenziare sulla carta quello che si ritiene importante da ricordare di quella spiegazione. La maggiore utilità didattica delle diapositive PowerPoint con audio rispetto ad un video è che la diapositiva fornisce su carta le cose da ricordare, mentre il video non fornisce nulla e dovrà essere l’utilizzatore a “prendere appunti”, segnando su un quaderno quello che vuole ricordare della spiegazione. Perché ovviamente poi il cervello dimentica la spiegazione, ma rinfrescare i suoi contenuti sarà rapido e indolore se si sono presi buoni appunti dal video o se sono state evidenziate le cose da ricordare sulla stampa del pdf (una stampa che io chiamo libro e che non ha molte pagine, ma la sua densità di contenuto è altissima). Questo se qualcuno volesse imparare questi contenuti, ma il problema è che in 19 anni non ho visto un solo studente imparare davvero e per intero una sola diapositiva. Questo è il primo numero dei “numeri della vergogna scuola“. O no?


|<=  Le 76 diapositive di Elettronica (pdf da stampare – file da ascoltare – file da scaricare ascoltabile con Google Chrome), con un totale di audio pari a 578′ (8′ a dia)


|<=  Le 73 diapositive di TELECOMUNICAZIONI (con durata media 4′) (pdf da stamparefile da ascoltarefile da scaricare e sentire offline con Chrome)


|<= Le 48 diapositive (da 6′) di Tecnologie Informatiche (pdf da stamparehtml5 da ascoltarecartella da scaricare)


|<=  Le 38 diapositive di PHOTOSHOP CC 2017 (con durata media di 4′) inserite all’interno di un indice che mostra quanto c’era ancora da pedalare prima di poter dire di conoscere Photoshop (ebbene si: la scuola deve soprattutto trasmettere l’indice di una materia, perché l’indice della categorie è per definizione apprendimento di terzo livello corticale, ovvero apprendimento di categorie astratte) (pdf da stamparele spiegazioni da ascoltare – qui per scaricare sul proprio computer la cartella ascoltabile con un browser):


|<=  Il corso avrebbe avuto valore di 1 su 1000 se non ci fosse stata la relazione


Il corso avrebbe avuto valore di 1 su 1000 (ovvero valore 0) se non ci fosse stata la relazione con la professoressa che spiegava Photoshop a motivarmi a fare le diapositive

Queste 38 diapositive di PHOTOSHOP CC 2017 sono state fatte da me durante un corso Photoshop organizzato dalla scuola come corso di aggiornamento consistente in mi pare 5 lezioni da 4 ore l’una, distribuite all’incirca in un mese.

E’ molto interessante osservare che il corso è stato importante per motivarmi a lavorare su questo argomento, ma di quello che spiego nelle mie diapositive solo l’1% l’ho imparato al corso e il restante 99% l’ho imparato dai video citati e da altri video su YouTube, per cui si può quantizzare in un valore didattico dei video come 100 volte maggiore di una spiegazione d’aula.

Aggiungiamoci che le diapositive durano da 2 a 4 volte meno del video, ma con le ripetizioni necessarie nel video e non necessarie nelle diapositive, che si fermano a ogni frase, il tempo di erogazione della diapositiva è 10 volte meno di quello del video. Le diapositive sono almeno 10 volte più didattiche del video perché lasciano nero su bianco (e anche coi colori) quello da ricordare a fine lezione. Quindi le diapositive valgono 100 volte più dei video, che valevano 100 volte più delle spiegazione di aula. Il totale non fa però 100×100=10000 ma lo facciamo fare 1000 supponendo che un fattore 10 sia contenuto in entrambe le distanze e non si voglia contarlo due volte.

Una spiegazione d’aula che vale 1000 volte meno di una diapositive sarebbe di valore nullo se non ci fosse la componente umana: in aula io mi relazionavo con la prof di Photoshop, che era una bella collega del sesso opposto (il che non guastava affatto nel motivarmi ad avere una relazione con lei, anche perché io mi sento in dovere di invitare ogni donna che incontro a venire a conoscere e possibilmente ad amare terra2).

Le diapositive non sono con audio per sostituire il professore e la relazione con lui, ma per rendere migliore e più gratificante questa relazione, non costretta dall’orologio a volare bassa per portare a casa qualche conoscenza in più, in quest’esempio su Photoshop


|<=  Continuazione dell’introduzione


I principali numeri della vergogna sono i seguenti:

1) 0 studenti in 19 anni di insegnamento hanno imparato una sola delle mie diapositive con mediamente 8 minuti di audio;

2) 0 professori italiani fanno diapositive con audio mettendo in una diapositiva non 3 frasi scritte grandi ma 100 frasi e 50 disegni;

3) in 19 anni il Dirigente mi ha messo a insegnare 15 materie diverse come contenuto o come nome o per entrambe le cose, che non è il massimo per l’unico insegnante italiano che prepara e registra le sue spiegazioni con PowerPoint (impiegandoci almeno 2 ore per ogni minuto di audio, ovvero circa 20 ore di lavoro in più rispetto al suo lavoro normale per ogni diapositiva, che poi gli studenti non ascolteranno e i colleghi non pretenderanno siano conosciute dagli studenti che abbiamo in comune di quella che non vedo nessun motivo per chiamare “scuola” (anche se piace moltissimo agli studenti perché ci si fa di tutto meno che scuola, almeno negli indirizzi dell’ITIS (perchè voglio sperare che nel liceo scientifico opzione scienze applicate vada meglio)Senza-titolo-1.

Ci tengo a precisare che quello che dirò di brutto sulla scuola non vale solo per le scuole dove ho insegnato io ma vale per tutte le scuole dove la maggioranza degli studenti ha un atteggiamento negativo, che saranno almeno il 75% delle scuole italiane. Il numero della vergogna n. 2 (zero professori che per spiegare usano il programma per spiegare, ovvero PowerPoint, mettendoci l’audio perché una spiegazione senza audio non è assolutamente considerabile come una spiegazione) vale invece per tutti i professori italiani, interessando quindi il 100% delle scuole. Inoltre le normative valgono per tutte le scuole e sono chiaramente orientate a favorire la scuola dove si passa anche senza sapere davvero nulla di nulla.

Per quanto riguarda i video che si trovano su YouTube cercando “scuola vergogna”, tutti insieme essi non sfiorano neppure lontanamente la vergogna raccontata dai miei “numeri della vergogna”, perché riguardano pochissimi casi singoli, mentre affermazioni come “zero studenti in 19 anni hanno appreso una mia diapositiva, anche una sola ma per intero e dalla diapositiva” oppure “zero professori italiani producono spiegazioni con audio usando il programma per spiegare, perché questo è PowerPoint ” sono enormemente più gravi perché riguardano tutti gli studenti almeno dei tecnici e dei professionali e tutti i professori di ogni tipo di scuola, compresi licei e università, visto che nessuno a parte me ha mai fatto (che io sappia) una diapositiva con la sua voce che spiegava.

Farà tristezza vedere quanto sia indecente e inaccettabile attualmente la scuola secondaria superiore fuori dai licei (non mi meraviglierei, però, se andasse male anche dentro a molti di essi) ma dovrebbe fare allegria pensare che basterebbe ammettere l’esistenza delle relazioni emozionalmente negative e classificare come tale la relazione di molti studenti con la scuola per cancellare d’incanto dall’oggi al domani tutte le brutture della scuola di oggi.

Nel mio libro sull’amore positivo propongo la positività nella relazione di coppia e se essa arrivasse si porterebbe dietro subito anche la positività a scuola. Se invece arrivasse prima la positività a scuola, allora sarebbe essa a portarsi dietro la positività nelle due relazioni private (quella di coppia e quella genitori-figli grandi). e in molti casi anche dentro ad essi).

La tristissima condizione di tanta parte della scuola di oggi è forse il più evidente (nel senso del più sotto gli occhi di tutti) dei motivi per cui è urgente cestinare la terra attuale e trasferirsi in massa su terra2. Come io invito a fare nel libro libro sull’amore positivo (che è il posto più indicato per invitare le persone su terra2, visto che passare all’amore positivo è il passo fondamentale da fare per andare su terra2, che non per nulla è definibile anche come la terra del futuro dove l’amore è positivo; ma per quanto dirò in questa pagina, terra2 è anche la terra dove la scuola sarà positiva e non quella sceneggiata vomitevole che vedo oggi nel 90% del tempo che passo a scuola).

Il libro sull’amore non è scritto con Word ma con PowerPoint, come le lezioni di scuola presenti in questa pagina. Questo non è solo un vestito, ma è sostanza perché definisce un modo di fare scuola. Questo modo di fare scuola non lo ha voluto nessuno negli ultimi 19 anni della mia attività di insegnamento, ma su terra2 quello che nessuno vorrà è la sola spiegazione alla lavagna. Una spiegazione talmente poco efficace per produrre apprendimento (=> Il corso Photoshop avrebbe avuto valore di 1 su 1000 se non ci fosse stata la relazione) che io la chiamo pseudo-spiegazione: sembra che la cosa sia stata spiegata e lo è stata, ma se non si può risentire la spiegazione essa si scioglie come neve al sole e addio apprendimento scolastico (indotto dall’insegnamento, perché nulla vieta di studiare le cose spiegate sul libro di testo conseguendo un apprendimento tanto più solido quanto più tempo si è stati sopra al libro; studiare sul libro non è precisamente lo sport più diffuso nelle mie classi di scuola, ma se viene stampato il pdf delle mie raccolte di diapositive allora si ottiene un libro, con poche pagine per cui non appesantisce lo zaino ma con contenuti dettagliati che coprono i tre anni di una materia studiata nel triennio finale della scuola secondaria superiore)


|<=  Per scrivere questa pagina ci ho messo 19 anni


Per scrivere questa pagina ci ho messo 19 anni e sono stati 19 anni di lavoro ma anche 19 anni di sofferenze difficilmente comprensibili da chi non ha ancora ammesso con se stesso che vive in un mondo estremamente assurdo e spesso altrettanto estremamente sgradevole.

Questa pagina prima si chiamava Elettronica, perché conteneva le diapositive PowerPoint con audio fatte da me a partire dal 1/1/2000 per spiegare l’Elettronica e le sue applicazioni (Sistemi automatici e Telecomunicazioni). Sommando quelle messe online qui fino ad ora sono 69+51+76+66+38 = 300 (considerando che per farne una che dura 7,5 minuti, che è un tempo medio, ci impiego almeno 15 ore, parliamo di 300×15=4500 ore di lavoro, ovvero di 130 settimane da 35 ore l’una lavorate in più rispetto al mio lavoro normale di insegnante; lavoro che non è poco anche a casa per chi ha compiti scritti da correggere ed esercitazioni pratiche da provare di una materia soggetta a continui aggiornamenti).

Ora questa pagina contiene sempre queste diapositive con audio, ma le contiene soprattutto per far vedere che razza di disastro difficile da raccontare e ancora più difficile da credere sia la scuola di oggi (almeno a livello di istituti tecnici e professionali, perché io ho insegnato in questi due tipi di scuola secondaria superiore e solo una materia solo per un anno ad un liceo senza latino che oggi chiamano Scienze Applicate, e quella fu l’unica occasione in cui gli studenti ascoltavano veramente le diapositive per capirle, col risultato che assegnando dopo due lezioni un compito in classe che all’ITI avevo spiegato per 2 mesi, quelli del liceo lo fecero molto meglio).

Raccontare un disastro ovviamente fa tristezza sia a me che scrivo sia a voi che leggete, ma vale la pena di sopportare questa tristezza perché c’è una concretissima possibilità di cancellare totalmente questo disastro in sole 24 ore e in tutte le scuole italiane. Basterebbe che in queste 24 ore passasse sulla TV, sui giornali e su Internet la notizia che esiste il funzionamento emozionale negativo del cervello e che gli studenti negativi verso la scuola non è che non riescono a imparare le mie diapositive, ma non lo vogliono imparare. Dopo di che ovviamente si va a vedere se gli argomenti trattati da me sono da sapere o meno e se sono da sapere chi non lo sa a fine anno farebbe bene a ritirarsi subito perché non passerà mai all’anno successivo.

D’incanto il giorno dopo gli studenti ascolteranno le mie diapositive e chiederanno anche agli altri professori di farle. Una cosa facilissima da fare se a spiegare una materia sono 100 professori, in giro per l’Italia, perché basta che ognuno di loro faccia una sola diapositiva e la condivida per avere subito 100 diapositive per quella materia. Le diapositive si ascoltano in pochi minuti (tempo medio della durata di una di essa inferiore a 10 minuti) e dopo se ne potrebbe parlare in classe, come oggi e più di oggi. In particolare se la diapositiva è fatta da un altro professore, ma anche se fosse fatta dallo stesso professore che la utilizza.

Una scuola secondaria superiore nella quale a inizio anno gli studenti potrebbero scaricare e stampare le diapositive di tutte le materie e di tutti i 5 anni, sarebbe ovviamente tutta un’altra scuola. Io la chiamo “la scuola di terra2”

Se poi volete sostenere che terra2 non esiste oggi e non esisterà mai, sappiate che state sostenendo che uno studente serio non ascolterà mai le spiegazioni del suo professore per impararle. Il che farebbe ridere, se non facesse piangere.


|<= Il 10 numero della vergogna è 0 correzioni in 19 anni perché 0 veri utilizzatori


Attenzione nell’uso di queste diapositive, perché possono contenere errori visto che in 19 anni (la mia prima presentazione la portai a scuola il 1/1/2000) nessuna frase di nessuna diapositiva è mai stata corretta (o anche solo modificata) su indicazione di uno studente o di un professore o di un genitore, che aveva trovato qualcosa di sbagliato (o qualcosa che non si capiva bene cosa significasse).

Come può essere che nessuno mi abbia mai detto nulla a proposito di una affermazione fatta in una diapositiva?

Il fatto è che nessuno studente, nessun professore, nessun genitore ha mai ascoltato una sola delle mie diapositive con l’intenzione di capirla, confrontando quanto detto da me con quello che sapeva già o con quello che diceva sullo stesso argomento il libro (di testo o anche non in adozione in quella classe scolastica)

Questo è il primo dei numeri che più avanti chiamerò “i numeri della vergogna”.

La vergogna è che uno studente che si è rifiutato di imparare anche una sola delle cose spiegate da me abbia poi avuto promozione e diploma di perito in elettronica ed elettrotecnica.

Attenzione: io non ho detto che nessuno studente sapesse nulla, ma solo che quello che sapeva non lo aveva di sicuro imparato dalla mia spiegazione.

Capita abbastanza spesso che in una classe ci sia uno studente nettamente più bravo di tutti gli altri studenti. Questo studente in genere sa integralmente il contenuto di una mia diapositiva nel 5% dei casi e sa molto del contenuto di un altro 50% delle diapositive. Ma non le ha imparate dalle mie diapositive, che sono state usate a volte per riascoltare qualche punto ma mai (dico mai) dall’inizio alla fine. Perchè questo rifiuto di usarle? Perché l’atteggiamento emozionale (che può essere orientato ad apprezzare o a disprezzare e che chiaramente è orientato al disprezzo in chi si rifiuta di ascoltare una presentazione che dura 7 minuti) è una cosa che va a maggioranza. Se il 51% degli studenti vuole disprezzare il professore e le sue spiegazioni, dopo anche lo studente che ha 10 in pagella su quella materia è tenuto a far vedere che disprezza il professore (in questo caso si tratta di pseudo-disprezzo, una sceneggiata a beneficio più del gruppo che di se stessi o del professore)

Tornando agli studenti normali (non quelli da 10 in pagella) diciamo che quello che sanno a fine anno non lo hanno imparato dalle mie diapositive ma perché certe conoscenze gli servivano per far camminare un robot, ad esempio, (attività tanto di moda nella mia scuola da essersi inventata una materia chiamata “robotica”, ovviamente un mix di elettronica, informatica, telecomunicazioni e meccanica, che sono materie oneste, mentre non è una materia onesta il loro mix). Se però una cosa è  imparata così allora essa è apprendimento sulle cortecce di secondo livello (come gli apprendimenti fatti sul lavoro) e non sulle cortecce di terzo livello (come gli apprendimenti scolastici) (o almeno non tutti sono sulle cortecce di terzo livello).

La grave conseguenza di aver imparato quelle cose su un caso di uso concreto è che esse non sono scuola. In concreto quelle conoscenze non sono trasportabili su un altro caso applicativo diverso e questo è un ottimo motivo per non far aumentare il titolo di studio di quella persona (ovvero il suo livello di preparazione su quella materia)

Ebbene si, la stragrande maggioranza degli studenti che ho visto io (per l’esattezza tutti meno il 90% di una classe di liceo scientifico senza latino ma con una materia tecnica, che era quella che insegnai io nell’unico anno in cui una unica classe ascoltava con religioso silenzio le spiegazioni che proponevo sotto forma di diapositive con audio) hanno preso il diploma in elettronica senza sapere una sola cosa di elettronica, che sarebbe come uno che prende la laurea in medicina senza sapere una sola cosa di medicina sul livello alto del suo cervello (diciamo sul livello dei principi, delle cose che si applicano a diverse situazioni concrete). Voi vi fareste curare da un tale medico?

Se avete risposto di no, potete sperare che all’università la storia cambia e chi non studia seriamente non passa gli esami. Dovrebbe essere così e io spero tanto che lo sia. Purtroppo non è così alle superiori, almeno nelle 15 materie diverse (a volte come nome e a volte come programma, perché elettronica di IV ha un altro programma e un altro libro di testo rispetto a elettronica di III) che mi hanno fatto insegnare in 19 anni i vari dirigenti della mia scuola. E anche questo rientrerà nei numeri della vergogna, perchè se un professore prepara lezioni registrate e pubblicamente accessibili per una materia, il dirigente dovrebbe quanto meno cercare di non mandarlo a insegnare un’altra materia l’anno dopo, dove le diapositive non ce le ha e neanche dovrebbe farle, se l’anno dopo viene messo su un terza materia ancora.

Ma io non riuscivo a trattenermi dal farle, perché altrimenti mi sembrava di non spiegare adeguatamente.

Mentre io lavoravo giorno e notte, domenica compresa, a fare diapositive, gli studenti con me si comportavano come potete immaginare si comporti uno deciso a non imparare una sola cosa dalle mie spiegazioni. Tutto questo è ovviamente stato per me un incubo lungo 19 anni. Al quale forse riuscirò a sopravvivere, grazie all’anticipo di 1 anno del mio pensionamento.

E non venite a chiedermi “perché non li bocciava questi studenti a zero apprendimenti di scuola?”. Perché loro qualcosa portavano di imparato, non di scuola, e la scuola ha fatto una serie di leggi per obbligare gli insegnanti a considerare scuola quella roba lì. Inoltre io, insegnante singolo, non posso bocciare nessuno. E vai allora col giocare a freccette col professore e vince chi pianta più frecce nella sua carne, tanto dalla parte di quel prof non c’è nessuno, ma proprio nessuno


|<= Chi si dovrebbe vergognare per quello che fa a scuola e perché


A parte le eccezioni (che si contano sulle dita di una sola mano), si dovrebbero vergognare tutti quelli che oggi operano nella scuola secondaria superiore (quella che io conosco direttamente avendo insegnato 17 anni al professionale ovvero all’IPSIA e poi 19 anni all’istituto tecnico ovvero all’ITI): gli studenti, i professori, i dirigenti scolastici e anche i genitori degli studenti

Prima di vedere il secondo numero della vergogna bisogna dare un significato cerebrale alla differenza tra un apprendimento fatto a scuola, con aumento del livello del titolo di studio, e un apprendimento fatto sul lavoro, senza alcun aumento del titolo di studio. Con riferimento alla figura qui sotto (presa dalla diapositiva “Modello P e terra2“), che mostra i tre livelli sui quali è organizzata la corteccia cerebrale, possiamo senz’altro dire che un apprendimento fatto a scuola scrive sulla corteccia di terzo livello, mentre un apprendimento fatto sul lavoro scrive sulle cortecce di secondo livello.

scuola

Un apprendimento sul terzo livello (un apprendimento di scuola) è caratterizzato dal fatto che si applica a problemi diversi. Invece un apprendimento sul secondo livello (un apprendimento sul lavoro) riguarda un problema specifico, per cui di fronte ad un problema nuovo non si sa cosa fare.

A scuola si usa distinguere questi due apprendimenti chiamando “apprendimento di una conoscenza” un apprendimento sul terzo livello, e “apprendimento di una competenza, apprendimento di un saper fare una cosa specifica” un apprendimento sul secondo livello delle cortecce.

Le mie diapositive spiegano principi generali applicabili a molte situazioni e sono scuola, vera scuola (quella che trasmette conoscenze) e non finta scuola ma vero lavoro (quella che trasmette competenze). Il rifiuto totale dei miei studenti di usare le diapositive per apprendere è un rifiuto totale della scuola. Imparare cercando di far camminare i robot non è un apprendimento di scuola perché le cose che si imparano vengono legate all’oggetto che si sta facendo camminare. Se non c’era il robot fisico e si ipotizzava alla lavagna un robot immaginario, allora la cosa diventava scuola.

Attenzione, però, perché molti apprendimenti sulle cortecce di secondo livello che ruotano intorno allo stesso problema danno origine ad un apprendimento sul terzo livello che tiene insieme queste conoscenze. In pratica esaminando molti casi concreti si scoprono alcune leggi che valgono sempre, per cui sono di diritto apprendimenti sul terzo livello.

Questo interessa una categoria di studenti poco numerosa ma neppure troppo rara (diciamo che una volta ogni 3 classi io trovo un esempio di questo tipo, dove il tipo in questione è lo studente che a fine anno si è indecisi se portare allo scrutinio finale con 9 o con 10). Lo studente da 10, chiamiamolo così, non studia neppure lui una sola delle mie diapositive, in compenso ha come passione quella di risolvere i problemi di quella materia e ne risolve abbastanza da costruire da solo qualcosa sul terzo livello. Costruisce poco sul terzo livello, diciamo pure un centesimo di quello che avrebbe costruito se si faceva spiegare da chi ne sapeva più di lui, ma di fronte agli altri studenti che costruiscono zero sulle cortecce di terzo livello è un eroe.


|<= Il 20 numero della vergogna è 0 prof che han fatto anche 1 sola dia con audio


Il secondo numero di cui si devono vergognare le persone più importanti in una scuola, ovvero i professori, è che nessun professore italiano ha mai fatto una sola spiegazione PowerPoint con audio.

Per me questo è traducibile con “nessun professore italiano spiega davvero e tutti fanno solo finta di spiegare”. Capisco che questa sia una affermazione grave e che sia grave al quadrato se detta da un professore, ma ho qualche motivo per dirla e ora vi racconto quali sono le cose che a mio avviso provano che in una grossa fetta di scuola italiana non ci sono solo studenti che si rifiutano di studiare seriamente qualunque cosa, ma anche professori che si rifiutano di spiegare seriamente qualsiasi cosa


|<= il 30 numero della vergogna è che ho dovuto insegnare 15 materie in 19 anni


Per mia sfortuna ho una laurea che permette di insegnare molte materie scolastiche diverse:

  1. elettronica;
  2. sistemi automatici di controllo;
  3. telecomunicazioni;
  4. tecnologie informatiche;
  5. tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici (dove i sistemi elettrici appartengono ad una materia completamente diversa dall’elettronica che è l’elettrotecnica);
  6. Gestione, progetto e organizzazione d’impresa (che ovviamente non c’entra nulla con l’elettronica, per cui mettere me a insegnare questa materia sarebbe assurdo, se non fossimo in una scuola dove gli studenti non studiano e i professori non spiegano, per cui se vengono messi a insegnare cose che non sanno non se ne accorge nessuno)

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One thought on “Vergogna scuola

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