THIRTEEN

Se vi è piaciuto l’amore positivo, forse vi chiederete come si diventa cittadini di Terra2. Visto che ci si diventa ammettendo l’esistenza delle relazioni negative, ci serve qualche film dove la negatività è ben illustrata. A questo serve il miniciclo che comincia con questo film, continua con JUNO e termina con TANGUY. Tracy, la 13-enne protagonista di THIRTEEN – 13 ANNI (Catherine Hardwicke, USA 2003), non ha nessun problema a parte i problemi che crea lei stessa per far sentire in colpa sua madre, che ci sta a prendersi le colpe che non ha, e per far sentire in colpa suo padre, che non ci sta a prendersi le colpe che vorrebbe dargli la figlia. (Continua)

Clicca qui per la presentazione col Riassunto e col Commento (27’R+33’C=60′) 


Film completo (fonte: cineblog)


|<= 1 – Colpiscimi

Tracy: – Colpiscimi. Avanti, tanto non sento niente. Colpiscimi!


  • Il primo atto della protagonista è una sofferenza per scelta visto che per poco che possa sentire uno schiaffo è sempre meno piacevole di una carezza e questo segno iniziale negativo basta per concludere che lei è dentro a relazioni negative, caratterizzate da sofferenza voluta e dal fallimento finale voluto, dove la volontà è quella del suo sistema emozionale per cui Tracy non è cosciente di essere lei a volere la sofferenza e questo è importante perché altrimenti il suo sistema razionale non potrebbe dare la colpa di quella sofferenza all’altra persona pretendendo da lei un risarcimento che è la parte utile della sofferenza per scelta.

Evie le dà uno schiaffo e Tracy: “Ancora! Più forte, dai!”, per cui arriva un secondo schiaffo con Tracy che ride dicendo: – Non sento più niente, è una cosa fantastica.

Evie: – Io sento come degli ua ua ua in tutta la testa.
Tracy: – È il cervello che sta scoppiando.
Evie: – Ora tu.
Tracy prime le chiede se è sicura, poi le da uno schiaffo e infine dice: – Me lo hai chiesto tu.

Tracy: – Colpiscimi. Più forte. dammi un pugno.

Il pugno di Evie la manda a sbattere sul comodino, ferendola sulle labbra, dopo di che anche Evie chiede un pugno, che arriva seguito da un “si!” detto da entrambe allo stesso momento e da molte risate.


  • Il gioco Colpiscimi è quello di farsi fare del male dall’altra persona per poi sostenere che si è vittime e il sistema emozionale di Tracy non lo vuol terminare prima che le percosse abbiano lasciato un segno visibile, qui una ferita sul labbro, da mostrare a terze persone come prova che è stata picchiata da Evie, la quale sa bene che il gioco è questo e si tutela chiedendo di essere picchiata a sua volta.

|<= 1 – Quattro mesi prima

Quattro mesi prima Tracy porta a spasso il cane prima di andare a scuola e notiamo che ha al polso una fascetta.


  • Solo alla fine si scoprirà che la fascetta aveva la funzione di nascondere i tagli al polso che la ragazza si fa da sola, autolesionismo che qualifica come sicuramente negativa la relazione con la madre perché tagliarsi non fa piacere ma permette di dare alla madre colpe che non ha, il che non esclude che abbia altre colpe ma solo che non ha quelle per attribuirgli le quali Tracy si taglia.

Questo è il piede di Melanie, la madre di Tracy, impegnato a spegnere la sigaretta non appena vede arrivare Tracy.


  • Dipingersi le unghie dei piedi è un piccolo sacrificio dietro cui sta una grossa pretesa: pretende di piacere in quanto donna indipendentemente da quanto sia piacevole quello che fa nella relazione, il che insieme al farsi del male da sola in quanto fumatrice ci autorizza a classificarla fin dalla prima inquadratura una donna impegnata in relazioni possessive.

La prima cosa che Tracy dice alla madre è un “mamma, sono le 8 meno un quarto, andiamo, andiamo” che nel tono di voce contiene l’accusa di puntare a farle far tardi nel suo primo giorno di scuola media.


  • Rimprovero evidentemente ingiustificato visto che la madre stava fumando mentre aspettava il ritorno di lei ed è più vicina all’auto della figlia, tanto tipico da poter definire le relazioni negative come le relazioni basate sui rimproveri invece che sui complimenti.

Entrambe poi chiamano con tono di rimprovero Mason, il fratello 14-enne di Tracy.


  • Notare che qui Melanie indossa una maglietta con sopra una croce, simbolo di una religione che benedice le relazioni negative e demonizza quelle positive visto che considera meritoria la sofferenza e peccaminoso il piacere, per cui questa croce fa coppia perfetta col copripolso di Tracy, con la figlia che tagliandosi attribuisce alla madre colpe che non è e la madre che se le piglia, procurandosi una sofferenza da attribuire ad altri senza bisogno di ferirsi da sola come fa la figlia.

“Ciao troia” dice a Tracy il ragazzo col beretto

La comparsa di Evie suscita un’ondata di commenti tra i ragazzi, qualificandola come la ragazza più in vista della scuola.


  • Ma anche i commenti che sembrano di apprezzamento sono di disprezzo e il “come stai bellezza” vale il “porca troia”, detto tra se e se ma avendo cura che si senta perché vale come offerta di relazione possessiva, di relazione dove ci si sente tanto più in gamba quanto più si disprezza l’altro.

|<= 3 – Il libro delle bugie

Melanie fa i capelli ad un bimbo a casa sua chiedendo il gel a Tracy, che glielo porta sottolineando che è il suo gel, e poi offre da mangiare al ragazzo una lasagna, lamentandosi quando poi va via che la mancia sia stata solo di due dollari.

Tracy: – Papà ha mandato l’assegno mensile?

Mason: – Lascia stare papà, Tracy. Ha cominciato un nuovo lavoro.
Melanie rassicura la figlia dicendole che ha una settimana piena di appuntamenti.

Tracy legge alla madre una sua poesia che comincia con “L’uomo era storpio” e termina con una lei che “chiude il sacro libro delle menzogne e si copre gli occhi negando ciò che credeva fosse successo”.


  • Poesia che parla di una lei negativa visto che le menzogne non si usano nelle relazioni positive mentre in una relazione negativa sono strutturali tanto quanto lo sono le neoemozioni, emozioni spiacevoli che diventano utili se e solo se sono accompagnate da una spiegazione falsa sulla loro origine, attribuita a demeriti altrui quando invece è una libera scelta del proprio sistema emozionale, e l’importanza di queste spiegazioni false è tale che la poesia di Tracy definisce sacro il libro delle menzogne, dove libro sta a dire che non si tratta di menzogne occasionali ma sistematiche e organizzate.

Irrompe nella casa un’amica della madre, vestita in un modo che è difficile non notare, che comincia lamentandosi dell’autobus che non arrivava e continua pretendendo da Melanie la cena per sua figlia e da Tracy che la guardi mentre lei va con Melanie ad una seduta del gruppo di aiutoaiuto per ex-alcolisti.

|<= 4 – Belle calze!

Alcune compagne di scuola osannano Evie e ridono di Tracy: “Ma che bei calzini” dice questa ragazza antipatica già dall’aspetto e un’altra rincara la dose: “Ma l’avete vista quella? Secondo me gioca ancora con le bambole”.

Arrivata a casa Tracy cestina i suoi calzini da bambina.


  • Tracy cestina i calzini perché una ragazza appena arrivata in prima media non è certamente in grado di fare la donna in una relazione che punta a costruire un prodotto come quella positiva ma può fare benissimo la donna in una relazione negativa dove l’unica attività è il disprezzare e l’unica finalità è l’imporsi sull’altro, sostituendo il farsi del male da sola dei tagli al polso col farsi far male dai ragazzi ai quali a sua volta lei cerca di fare del male in quella guerra tra uomini e donne che è l’amore nella sua versione possessiva.

Alla madre che non capisce questo improvviso bisogno di rinnovare il guardaroba Tracy dice che vestita così sembra una stupida e la madre benedice questa crescita un po’ troppo improvvisa per non rientrare nel libro delle bugie correndo insieme alla figlia a comprare nuovi vestiti (“mamma questa mi piace, è fica”), vestiti che paga usando fino all’ultimo spicciolo che ha in tasca

|<= 5 – Nuovo look, nuovi amici

Tracy vuole Evie come amica e la segue…


  • Al sistema razionale di Tracy risulta che vuole Evie come amica perché vorrebbe essere apprezzata dai ragazzi quanto lei, ma l’impostazione negativa del suo sistema emozionale ci induce a ipotizzare che vada dietro alla compagna più negativa per dare alla sua cattiva influenza la colpa della negatività che intende mettere nei rapporti con gli altri in genere e coi ragazzi in particolare.

…ma aspetta che a rivolgerle la parola sia l’altra, che lo fa dicendo “bella maglietta” senza fermarsi e senza girarsi.


  • L’ipotesi che Tracy stia proponendo a Evie un’amicizia negativa diventa certezza quando la vediamo aspettare che a offrirle relazione sia Evie, perché una relazione negativa finisce sicuramente male e la responsabilità di averla inziata vuole darla a Evie, che però accetta di prendersi colpe che non ha perché le sofferenze che ne deriveranno lei le userà per dare ad altri colpe che non hanno visto che anche lei è negativa, come risulta evidente dal suo “bella maglietta”, un apprezzamento del vestito di Trace (una maglietta che ha un rapace sul seno, cosa che lascia pochi dubbi sulle intenzioni di Tracy verso i ragazzi che cercheranno il suo seno) che è un atto di disprezzo verso la persona che lo indossa.

“Grazie, bella cinta” risponde Tracy senza aspettare che l’altra si fermi e si giri verso di lei, dopo di che finalmente Evie si gira e dopo averla squadrata dice “Chiamami più tardi, andiamo a fare shopping da Melrose” e le lascia il suo numero di cellulare

Tracy fa salti di gioia, ma quando più tardi liquida le amiche con la bugia che deve andare a ginnastica e chiama Evie questa non risponde, al che Tracy prende a calci un cesto presente in cucina, mostrando cosa farebbe a Evie se l’avesse a portata di rabbia

|<= 6 – Shopping a Melrose

Tracy va con l’autobus in centro e al magazzino Melrose trova Evie che fa spese con un’amica, divertendosi molto a rubare mutandine e collane.


  • Rubare è fondamentale in una relazione negativa dove si aumenta il proprio valore distruggendo quello dell’altro per cui si ruba il valore altrui, e le ragazze mentre disprezzano le commesse, il proprietario del magazzino e tutte le persone oneste che le cose le comprano, attribuiscono a se stesse più valore delle persone che stanno disprezzando, provando una grande soddisfazione, che però durerà solo un attimo perché non costruisce nulla che resta.

Tracy torna in strada dicendo che va a bere e ruba il portafoglio della donna che sta telefonando.


  • Se il rubare di Tracy fosse dovuto al cattivo esempio di Evie ci vorrebbe del tempo perché la cattiva influenza prevalga sulle buone abitudini di Tracy, mentre la conversione al furto manifesto di Tracy è istantanea perché lei rubava almeno fin da quando si feriva da sola per darne la colpa alla madre e ora che può dare a Evie la colpa di aver trasformato in una ladra la brava ragazza che giocava con le bambole non ha più bisogno di nascondere a se stessa che ruba.

Le ragazze spendono molti dei soldi rubati da Tracy in scarpe, evidenziando che non erano i soldi che volevano ma la soddisfazione di poterli rubare impunemente, e qui Tracy sta correndo a vantarsi di essere uscita con Evie col fratello Mason, che ha scelto di abitare nel garage.


  • Mason che va ad abitare in garage non è una stranezza ma la corretta applicazione del primo comandamento dell’analisi della domanda: non colludere con la possessività altrui e se loro non sono disponibili a relazioni di scambio è molto meglio non avere nessuna relazione che una relazione piena di sofferenze e destinata ad un sicuro fallimento, con danno per tutti.

|<= 7 – Ospite per cena

“Mamma, perché ci sono 4 posti a tavola?” chiede Tracy e preso atto che la madre ha invitato a cena Brady appena tornato dalla comunità di recupero, lei chiede a sua madre “perché ti vuoi fare del male?”


  • Rispondere a questa domanda sarebbe importante, perché se si ammettesse che serve per dare all’altro colpe che non ha all’interno di una relazione negativa nessuno si prenderebbe più le colpe che non ha e di conseguenza nessuno si farebbe più del male da solo per darne la colpa ad altri, ma viviamo in un mondo fondato sulle relazione negativa e prima di esplicitare la sua scorrettezza fondamentale bisogna gettare le basi per ricostruire il mondo su basi positive.

Tracy (più tardi, a tavola): – Allora, Brady, com’era la comunità?
Brady: – Identica all’ultima, Tracy.

|<= 8 – Chaperone

A scuola Tracy fa finta di non vedere la sua amica Noel che la saluta.


  • Questo e i prossimi atti di disprezzo verso la sua amica di prima ci mostrano che una relazione possessiva è nemica di ogni altra relazione e in particolare di quelle che fanno star bene perché far star male l’altro è un obiettivo nelle relazioni negative e ogni relazione positiva lo rende più difficile da conseguire.

Melanie porta volentieri Tracy e Evie al magazzino di vestiti Melrose, ma visto che non la vogliono con loro chiede il numero della mamma di Evie, che glielo da precisando che Brooke non è la madre ma la tutrice.

Tracy (che non vuole aspettare questa telefonata prima di andare con Evie): – Mamma, ti prego, non farmi questo. È la giornata più bella della mia vita. Ti uccido se mi imbarazzi.

Poi Melanie raggiunge le ragazze, perché “Brooke dice che non puoi andare in giro a Melrose senza un adulto” e a Melanie piace il jeans con la pelle di leopardo “ma non per 75 dollari”.

|<= 9 – Punto di ritrovo

A casa di Tracy ci sono gli amici di Mason vedono un film su DVD e si dicono delusi perché non si sono viste le chiappe della protagonista e neppure le tette.

Poi Evie va al parco e Tracy pure anche se non gli sarebbe permesso, e appena arrivata al parco Evie si mette a vendere bustine di droga a 4 dollari e mezzo

|<= 10 – Al settimo cielo

Evie dà una bustina di droga anche a Tracy, dicendo che gliela può pagare più tardi.


  • Questa bustina non autorizza a concludere che è Evie che mette su una cattiva strada Tracy perché non è Evie che ha cercato Tracy ma il contrario, perché nessuno l’ha obbligata a prendere la bustina e perché Tracy si feriva da sola prima di conoscere Evie e ora ha solo cambiato il modo di farsi del male adottando quello di Evie perché così può darne la colpa a lei

Le due ragazze fumano la loro dose stese sul prato in mezzo a molti ragazzi, poi si accendono gli innaffiatori del prato e tutti fanno il bagno, più o meno vestiti, saltando allegramente, fino a quando non arriva Mason per portare a casa la sorella.

|<= 11 – Il primo taglio

A casa Tracy trova la madre con Brady che le hanno comprato un gioco di carte che voleva (“Sono due settimane che mi tormenti con quel gioco, dice la madre) e anche se ora le carte non le interessano più, Tracy potrebbe risparmiarsi di disprezzare la loro gentilezza buttando in aria le carte dopo aver ruggito “sono un leone”.


  • Tracy sarà anche stata fuori di se per la droga ma è un fatto che sta disprezzando sia la madre che Brady fin dal primo minuto della storia per cui appare più plausibile l’idea che la droga assunta sia una scusa per non nascondere ma ostentare il suo disprezzo.

Melanie va in camera a litigare con Tracy, nonostante Brady cerchi di dissuaderla a farlo, ma la figlia la manda via pretendendo il rispetto del suo spazio privato.


  • Andare a litigare con una persona negativa è colludere con la sua negatività rafforzandola, perché aggredendo la persona possessiva la fai sentire una vittima facendo il suo gioco che è appunto lo spacciarsi per vittima, mentre non andarci come consiglia Brady non è disinteresse ma evitare di far sentire importante Tracy quando crea problemi, che è un motivo in meno per creare problemi.

Mentre Tracy e Evie scoppiano a ridere, Melanie fa l’offesa attaccandosi alla bottiglia e Brady (con un tono di voce molto dolce) le dice: “Dai, vacci piano con quel sidro di mele, tesoro”


  • Melanie torna al suo vecchio vizio, visto che frequenta un gruppo di auto aiuto per ex alcolisti, e ci torna proprio adesso perché dopo essersi fatta buttare fuori da Tracy può dare alla figlia la colpa del suo farsi del male con l’alcool.

Con toni di voce, sguardi e gesti da vero innamorato Brady accarezza Melanie.

Tracy li guarda

Poi Tracy ripensa a quella volta che da quella stessa finestra vide Brady andare in overdose e sua madre chiudere la porta perché la sua bambina non si impressionasse vedendo Brady mezzo morto e lei così agitata.


  • “Questa scena del flashback non era prevista in origine” precisa la regista nel suo commento al film dopo aver notato che nel film Brady si comporta bene per cui non si capisce il motivo per cui Tracy non lo sopporta “e l’abbiamo dovuta aggiungere perché bisognava mostrare che Tracy aveva vissuto queste brutte situazioni in passato”.
  • L’ostilità di Tracy deriva proprio dal fatto che Brady si comporta bene con Melanie, perché facendo così la rallegra facendo fallire i piani di Tracy, che la vuole far preoccupare per poi comandarla.

Un ultimo sguardo alla scena d’amore attuale poi Tracy va nel bagno e prende le forbicine per tagliarsi sul polso (anche se il taglio e il sangue in quest’occasione non vengono mostrati).


  • È importante notare che Tracy non si taglia quando sta molto male lei (come dovrebbe essere se si tagliasse per esternare con un dolore fisico un più grave dolore interiore) bensì quando stanno molto bene quelli con cui è in relazione (Melanie e Evie) perché l’utilità di farli star male sta nel costringerli a lavorare per lo star bene dell’aggressore se vogliono ritrovare il benessere che provavano prima dell’aggressione [(oppure, detto in termini di valore anziché di emozioni ma la sostanza è la stessa, perché chi disprezza attribuisce a se il valore che toglie agli altri disprezzandoli e per ottenere il massimo li aggredisce col suo disprezzo nel momento in cui il loro valore è al massimo che nella vita privata è quando qualcuno desidera far sesso con loro, facendoli sentire la persona migliore del mondo per lui).
  • Tracy si fa il primo taglio nel giorno più bello della sua vita (parole sue), dopo essere andata al parco come desiderava, dopo aver trovato rientrando a casa il regalo che aveva chiesto, con Evie che dorme nel suo letto e Brady in quello della madre, facendo appello a un ricordo del passato in cui Brady creava un problema a sua madre che ha in comune col presente i protagonisti ma non certo l’atmosfera.

|<= 12 – Il mattino dopo

La mattina dopo Evie si alza, salta, corre, ride e Tracy pure.


  • Il che ovviamente fa a pugni con la spiegazione secondo la quale Tracy si taglia quando, poverina, sta tanto male.

Tracy aggredisce sua madre perché il bagno è occupato da Brady.
Evie: – Andiamo a farla fuori, frignona.
Evie prima di andare dice a Melanie che quella è anche la sua colazione preferita.

Mentre Tracy dice al cane che è il suo piccolino, Evie dice a Mason “ti piacerebbe abbassare il mio perizoma, eh!” e poi gli mostra il seno alzando la sua maglietta.


  • Provocare è l’attività preferita delle persone impegnate in relazioni possessive e la provocazione può essere aggressiva (come quella di Tracy verso la madre) o seduttiva (come quella di Evie verso Mason in questa scena e più avanti in quella con Luke il bagnino) ma in ambo i casi si propone di imcanalare l’emozione e il comportamento altrui nella direzione voluta da noi, con le minacce nella forma aggressiva e con promesse allettanti che non verranno mantenute nella forma seduttiva.

Le tre ragazze avanzano nel cortile della scuola come se il mondo fosse ai loro piedi.


  • Che in casa comandano le donne lo sanno tutti ma non va detto a voce alta perché ufficialmente le donne sono sottomesse agli uomini da almeno 5000 anni, comunque qualunque sia la parte sottomessa la relazione non è paritaria e dunque è possessiva, dopo di che comincia ad essere chiaro perché viviamo in un mondo possessivo.

Tracy entra in classe mentre il prof sta spiegando agli studenti che devono progettare un ambiente nel quale vivranno per due anni, creando fonti d’acqua, fonti di energia…”.
Prof: – E tu perché sei in ritardo signorina Freeland (pr. frilen)?
Tracy: – Scusi, ora non si può più neanche andare in bagno?
I compagni di classe ridono per questa risposta (evidentemente falsa).

|<= 13 – Ricerca in biblioteca

Mentre Evie cerca di convincere l’uomo a fare un piercing a Tracy anche se è minorenne, questa telefona alla madre.
Tracy: – Mamma, tu la sai la differenza tra funzione lineare e funzione quadratica? Vedi, è per questo che devo restarmene qui in biblioteca.

Tracy si fa perforare la lingua per metterci un piercing.


  • Per poco che possa far male il farsi forare la lingua certo non è piacevole per cui questo piercing è sofferenza per scelta, come il tagliarsi i polsi solo che nel caso del piercing sulla lingua Tracy può sostenere che gli fa piacere portare una pallina infilata lì con tutti quelli che la pallina non non ce l’hanno e dunque non sanno esattamente che effetti produce l’avercela.

|<= 14 – Cattive notizie

Cyntia (cliente e amica, parlando dell’ex marito di Melanie): – Mi fa piacere che lui stia finalmente pagando i debiti. Ma che male gli fa lavorare nel weekend? Tu l’hai fatto anche con due bambini.

“Mamma, mamma, non siamo sexy così?” dice Tracy mentre la madre si dipinge le unghie dei piedi nella pausa della pettinatura di Cyntia e Melanie rivolta a Cyntia dice: “Era la maglia preferita di Mason” e poi mostrando le sue unghie dipinte “Non siete le uniche Jennifer Lopez della casa”


  • La vera droga di Tracy non è quella nelle bustine ma quella che si mette addosso dopo aver scelto di essere negativa verso i ragazzi, ma questa è legale, usata da tutte le donne negative in amore, benedetta da tutte le religioni che promuovono la sofferenza come il cristianesimo o la sottomissione come l’Islam, per cui non c’è da meravigliarsi della psicologia che fa finta di non vederla (ma del fatto che sia arrivata ad essere insegnata all’università una clinica che la combatte promuovendo la relazione alternativa a quella possessiva).

Tracy rifiuta l’offerta di prepararle un panino della madre e dice “stai lontano da me, cibo”


  • Un’altra droga, in una storia dove si farebbe molto prima a chiedersi che cosa non è droga, è un rapporto col cibo da anoressica nella negatività seduttiva o da sovrappeso nella negatività aggressiva, e l’eccessiva magrezza di Tracy è una seconda sofferenza per scelta, oltre a quella del ferirsi con le forbicine, che precede l’arrivo di Evie e conferma la tesi che Tracy l’abbia cercata per darle la colpa di una negatività che ha già da tempo.

“Mamma, allora non hai imparato niente! Quante altre volte vuoi fartelo mettere nel culo?” dice Tracy dopo aver trovato i vestiti di Brady sopra la lavatrice in attesa di essere lavati.

Tracy (mentre Cyntia cerca invano la sua borsetta scomparsa): – I suoi vestiti non dovrebbero essere qui, l’hai promesso a Mason, l’hai promesso a me.

Melanie: – Non ve l’ho mai promesso.


  • Assumere droga è un farsi del male da soli per darne la colpa agli altri e Brady è sicuramente stato molto negativo, ma non sono le colpe che si hanno bensì quelle che non si hanno che vengono rimproverate in una relazione negativa e qui Tracy non è dispiaciuta per le sofferenze che in passato Brady ha procurato a sua madre ma per i piaceri che le procura oggi col suo comportamento da vero innamorato, vanificando gli sforzi di Tracy per far star male sua madre.

Evie sorride soddisfatta mentre si appresta a frugare nella borsetta di Cyntia per rubarle i soldi.


  • La possibilità di rubare impunemente è quello che ci si guadagna a farsi del male da sole o a farselo fare da altri per scelta, e a dirlo non è uno psicologo che usa l’analisi della domanda ma la regista con le sue scelte nel film, che però sono inconsce essendo fatte dal suo sistema emozionale visto che lei mette nel film quello che gli piace di metterci e il piacere è un fatto emozionale, e così nella vita la regista subisce la negatività della figliastra non ammettendo con se stessa quello che in tutto il film mostra di sapere benissimo a livello emozionale.

Una Melanie abbattuta dopo che Tracy le ha detto “è papà, sta con con la bambina” dice a Evie di tornare a casa sua, ma quando la ragazza dice che non può perché Brooke è a un convegno, che il ragazzo di Brooke la picchia e che sua madre non c’è più, Melanie abbraccia Evie autorizzandola di fatto a restare a casa sua.

Tracy porge il cellulare a sua madre dicendole che suo padre vuole parlarle, che si sono già trasferiti e che non è una villa ma un appartamento.
Poi il padre dice al telefono che non può tenere i figli nel fine settimana perché ha un impegno (importante visto che Melanie dice “sembra una cosa grossa” e poi “congratulazioni”).
Tracy non la prende bene: – Ma che cazzo! Perché non può tenerci? È nostro padre, cazzo! Non sta mai con noi.

|<= 15 – Jeans leopardati

Evie infila un piercing all’ombelico di Tracy dopo averla avvertita che le farà più male del buco sulla lingua e dopo che Tracy s’è messa un pupazzo in bocca per non urlare.
Tracy (che prova un dolore non sopportabile): – Merda, ma che cazzo hai fatto?

Melanie porta i jeans su cui ha cucito la pelle di leopardo che piaceva a Tracy, criticata per questo da Tracy e lodata da Evie loda.
Melanie: – Tracy, domani devi assolutamente fare i compiti. Magari puoi andare da Noel, che ha chiamato un paio di volte.

Tracy gli vieta di toccare in futuro i suoi vestiti e rifiuta il bacio di buonanotte di sua madre, mentre Evie anticipa il bacio sulla guancia di melanie baciandola sulle labbra e dicendole “Ti voglio bene, Mel”.

|<= 16 – Fa così male

Evie esce dalla finestra per andare al parco con KK e Tracy vorrebbe seguirla, ma Evie le dice che è un appuntamento a due.

Tracy si butta nel letto affranta mentre si sente il ragazzo dire a Evie “Smettila! Smetti di mordermi”, si rigira e poi si alza con una faccia che non promette nulla di buono

Tracy si chiude a chiave nel bagno, si taglia sul polso con le forbicine che tiene tra le creme dietro allo specchio, e poi va a dormire.

Quando Evie torna, nota le nuove ferite, le accarezza col dito e poi si mette a dormire a contatto con Tracy dicendo: “Ti voglio bene, Tracy”


  • Tracy si taglia la prima volta che Evie esce da sola con un ragazzo perché il piacere di Evie con KK la disturba tanto quanto il piacere di sua madre con Brady e la disturba perché allontana la possibilità di imporre la pretesa che Evie sia in ogni momento a sua completa disposizione, mentre la tesi che Tracy sia triste perché non si sente amata è palesemente contraddetta dal fatto che l’ultima cosa che le ha offerto la madre è un bacio, che fino a prova contraria significa “ti amo”, e dal fatto che Evie dorme nel suo stesso letto, e anche questo è un “ti amo”.

“Scusate il disturbo” dice Tracy indispettita quando svegliandosi li trova tutti insieme a fare colazione.


  • Essere sempre al centro dell’attenzione è quello che pretende una persona negativa, perché è impossibile da ottenere e dunque sempre sfruttabile per colpevolizzare l’altro.

Tracy viene invitata a mangiare, ma rifiuta dicendo che è a dieta.
Mason: – Dai Tracy, lo sai che quando non mangi diventi cattiva.

Tracy: – Vaffanculo.


  • Autorizzarsi a essere cattiva è il fine della sofferenza per scelta “rifiuto del cibo” come di ogni altra sofferenza per scelta.

Melanie scopre che Brooke non ha più un ragazzo e che quello che aveva è partito da due settimane, per cui Evie le ha mentito.

|<= 17 – Un gancio (incontro) con Javi

Le ragazze si chiamano troie a vicenda e Javi (definito “uno schianto” e “fico”) invita Tracy ad un appuntamento e tutte saltano di gioia per il colpo messo a segno da Tracy.

Tracy: – Non voglio che venga a casa mia e veda Mason e il coglione” (ovvero il vicino di casa Luke che Tracy chiama il bagnino).


  • Nel film ci sono solo donne orientate negativamente ma sia ragazzi orientati negativamente come Javì, sia ragazzi orientati positivamente come Mason e Luke il bagnino.

Evie scarica la sua amica Astrid e porta Tracy a casa sua, dove le presenta l’adorabile Brooke, tutrice, cugina e modella trattino attrice, ma Brooke aggiunge “trattino barista che sta facendo tardi al lavoro” e poco dopo esce di casa dopo aver invitato Evie a fare i compiti

Javi telefona dicendo che verrebbe insieme a Ruben e a dirgli che possono venire è Evie, che chiuso il telefono dice esultante: “Stasera ti farai Javi”

Dopo aver fumato e bevuto le ragazze salgono sopra ai ragazzi e cominciano a spogliarsi, guardandosi tra loro invece che guardando i ragazzi.
Poi il film salta al dopo, con Tracy che si dice soddisfatta, anche se “aveva un sapore un po’ schifoso”.

|<= 18 – Perdere il controllo

Tracy sta spalmando una crema sulla schiena di Evie, dove c’è una cicatrice, quando Evie nota il ritorno del vicino di casa di Tracy, Luke il bagnino, al quale i genitori hanno lasciato una casa.

Evie si fa offrire una birra e la casa di lui le deve piacere perché guardandola dice “Luke, sei proprio fortunato” seguito da un “voglio la tua casa”.


  • Nell’amore positivo quello che è dell’altro diventa di entrambi, in quello negativo che ora è preferibile chiamare possessivo invece la parte dominante considera cosa sua ciò che è dell’altro e qui Evie dichiara apertamente le sue intenzioni possessive verso la casa di Luke, e possiamo pensare che sia con queste stesse intenzioni che si è installata in casa di Tracy e che ha atteggiamenti seduttivi nei confronti di Melanie.

Evie: – Io direi di fare un bel sandwich.
Luke: – Io direi che siete minorenni.
Evie: – Baciare non è illegale.
Luke: – Chi lo dice?

Evie: – Io.


  • Baciare è illegale su una terra negativa in amore che spiega con l’istinto sessuale l’attrazione maschile, rendendola obbligatoria anche nei confronti di donne negative che procurano solo sofferenze ai loro partner altrimenti non è un uomo, ma quando le fa comodo Evie si ricorda che baciare è un atto d’amore che può esistere benissimo anche senza sesso, per esempio nei baci dei genitori ai figli anche se i genitori non baciano sulle labbra.

A Luke non dispiacciono affatto i baci delle due ragazzine, ma quando loro allungano le mani verso il suo sesso le invita ad andarsene da casa sua.


  • Luke ha un atteggiamento positivo e una persona positiva non fa sesso senza un motivo per farlo, non perché sia un santo al quale non interessano i piaceri della carne ma perché quel sesso è un atto di disprezzo e il disprezzo uccide il piacere.

Visto che Evie resta seduta sul divano, Luke la tira su ripetendo “per favore, uscite da casa mia”, al che Evie: “levami le mani di dosso, pervertito”


  • Puntuale arriva l’accusa di essere un “pervertito” ovvero un uomo che non è un uomo perché se no davanti ad una donna dovrebbe desiderare di fare sesso qualunque sia la situazione.

Uscita dalla casa di Luke Tracy si rifiuta di aiutare Melanie a scaricare la spesa dicendole “non sono la tua schiava” e quando la madre va a chiederle di non trattarla male la ragazza la tratta anche peggio.
Melanie: – Hai bevuto?
Mason. – Certo che ha bevuto, non fa altro che bere. Di che non è vero”
Tracy: – Perché tu non bevi?

Melanie scopre i molti vestitini che le ragazze hanno rubato al supermercato o comprato spacciando bustine (tra le quali le mutande “vuoi scopare?”), ma Tracy le dice che sono un regalo di Brooke.
Melanie:  – E per quale occasione?
Evie (offrendole una camicetta): – Brooke voleva ringraziarti perché ti prendi cura di me.

Melanie telefona al padre: – No, tu non capisci. Questa volta è diverso. Sta cominciando a spaventarmi”.
Lui non deve credere alla gravità della situazione e si limita a darle dei consigli che sembrano tranquilizzarla.

|<= 19 – Una botta di vita

Brady e Melanie vanno al cinema insieme alle due ragazze, ma la famiglia riunita dura poco perché le ragazze si separano fingendo di andare a vedere l’altro film e poi vanno ad un bar dove c’è musica e si balla.
Evie: – Sei pronta, troietta?
Tracy: – Mamme, chiudete a chiave i vostri maschi.

Mason (vedendo la ragazza con le mutande fuori dai pantaloni e non sospettando che si tratti della sorella): – Oh tesoro, rimetti quel culo a posto!

Tracy cerca Evie e accetta una bevanda con non si sa che cosa dentro da uno sconosciuto che poi le chiede se vuole fargli un pompino e dopo il mondo comincia a girare.
Evie ricompare uscendo da un retrobottega dove stava a fare qualcosa con Javi.

|<= 20 – Fuori di testa

A casa Mason dice a sua madre che vuole parlarle, in privato, e Tracy gli dice: – Perché non parliamo di quante canne vi fate tu e Rafa ogni sera.

Mason: – Lei lo sa che mi faccio le canne, Tracy.


  • La diversità tra Mason e Tracy non sta nella diversità di quello che fanno ma nel perché lo fanno, con un Mason positivo che si fa la canna cercando il proprio piacere e quindi necessariamente anche il piacere altrui e una Tracy negativa che si fa la bustina cercando invece la sofferenza altrui, ovvero cercando di far preoccupare sua madre che infatti si preoccupa, a ragione perché Tracy è orientata a farsi del male ma sarebbe più utile se non si preoccupasse come fa il padre perché è il suo preoccuparsi che rende utile il farsi del male di Tracy.

Tracy aggredisce Mason ferendo l’amica di Melanie e Mason le dice: “Avanti, colpiscimi, forza! Così vai in prigione, brutta troia del cazzo!”  al che lei si dice offesa per essere stata chiamata “troia”.

Melanie la difende dicendo che non ha fatto apposta a ferire la sua amica e al “Non toccarmi!” di Tracy qualcuno dice che è fuori di testa e Melanie le chiede da quand’è che non mangia.
Tracy: – Mamma basta con questa fissazione del cibo.
Melanie: – Allora non mangiare più qui.
Tracy: – Bene, tanto mi fanno schifo le tue scatolette in offerta.
Melanie: – Perfetto, così la smetterò di fare dieci tagli al giorno solo per pagare quella roba.

Melanie si mette a strappare il “pavimento di merda da un dollaro a metro quadro”.

La calma l’intervento di Brady, che l’ha seguita insieme a Mason, molto dolce nel tono di voce.

Brady (mentre cambia le lenzuola sulle quali qualcuno ha fatto la pipì): – Sai una cosa Tracy: devi smetterla di tormentarla.
Tracy: – Non dirmi cosa devo fare, stronzo cocainomane. Sei solo un fallito.

|<= 21 – Problemi familiari

Brady va via da quella casa che gli fa venir voglia di farsi, dopo aver baciato e messo sotto la doccia una Melanie nuda in tutti i sensi, e le ragazze osservano soddisfatte il suo partire, mentre Tracy sniffa coca e subito prima che Evie dica che sua madre era una puttana cocainomane.


  • Notare che Brady viene aggredito perché difende Melanie, a fatti sempre e adesso anche a parole, da una Tracy tutta protesa a farla stare male e che i suoi trascorsi di cocainomane sono una scusa quando ad addebitarglieli è una Tracy che sta sniffando coca mentre lui è così deciso a non ricascarci da lasciare una donna che ama alla pari, e quindi veramente, e dalla quale è riamato visto che Melanie appoggia la sua decisione di partire da una casa che gli incasina il cervello.

Anche Mason va via per andare a fare surf, anche lui scusandosi di dover andare visto che ci sono onde enormi e anche lui col consenso di Melanie.


  • Notare che Melanie è positiva col figlio positivo, trattandolo alla pari all’interno di una relazione sempre serena, e negativa con la figlia negativa, trattandola da incapace di badare a se stessa all’interno di una relazione sempre tesa e non mandandola dal padre pur intuendo che le avrebbe giovato perché possessiva verso la figlia.

Cyntia si propone come terapeuta e come primo atto chiede a Evie se ha qualche amica da cui può stare per un po’, al che Evie le chiede se è iscritta all’albo degli analisti e mentre Melanie dice che ha fatto tanto per lei.

Tracy: – Uh! È una sensitiva. Chintia ti ricordi quando hai tentato di invocare la nonna e il cane si è messo a scoparti la gamba?


  • Il primo atto di Chintia versione terapeuta è di avvallare il gioco di Tracy che vuol dare la colpa delle cose che fa a Evie e quanto abbia aiutato Melanie a non farsi più del male con l’alcool lo vediamo in tutto il film, dove Melanie fa esattamente quello che fa Tracy, passando dal farsi del male da sola con l’alcool al farsi fare del male dalla figlia.

Cyntia rinuncia e Melanie si accorge dei due piercing, chiedendo da quanto tempo li ha.

Tracy: – Oh mamma, li ho fatti duemila anni fa. Io sono una mummia, sono nata 2000 anni fa.


  • Sullo sfondo la croce stampata sulla maglietta di Melanie, simbolo di una religione nata giusto duemila anni fa che benedice il farsi del male degli oppressi veri aiutandoli a sottomettere gli attuali oppressori, ma che assai più spesso benedice quelli che si spacciano da oppressi pur essendo gli oppressori, come fa Tracy con la madre.

Melanie è sconvolta quando Tracy le sbatte in faccia il suo  “niente reggiseno, niente mutandine” e convoca l’ex marito: “Devi tenerla tu per un poco”.
Ex marito: – Mel, non posso. Devi tenerla con te per un po’. Non posso, ho fatto di tutto per liberarmi dagli impegni, ma non posso. Adesso vado a parlarle e andrà tutto bene.

Il padre dà un bacio sulla testa a Tracy dicendole che devono parlare un po’ e che non può tenerla per questo weekend.
Tracy: – Tanto già lo sapevo, papà.
Padre: – Tracy, ascolta amore, tu devi essere comprensiva con me. Io sto cercando di impegnarmi in questo nuovo lavoro, sto cercando di dare più soldi a te e alla mamma…

Squilla il cellulare del padre che dice di spegnerlo ma si limita a rifiutare la telefonata e poi chiede: “Che cos’hai? Che sta succedendo? Vuoi una mano?” e al silenzio della ragazza aggiunge” Tracy, devi parlare con me”.
Tracy: – Papà, ti ricordi qual è l’ultima cosa che abbiamo fatto insieme?

Poi, mentre il cellulare squilla ancora e il padre lo estrae dalla tasca dicendo che potrebbe essere un’emergenza, Tracy aggiunge un risentito: – E rispondi alla mia domanda, cazzo!


  • Qui Tracy non risponde al “Che cos’hai?” del padre esponendo qualche problema perché lei i problemi non li ha ma li fabbrica (con le forbicine e non solo con quelle) per poterli poi rimproverare agli altri, ma guarda caso rimproverandolo e precisamente rimproverandolo di non avere piacere a stare con lei, il che fa ridere visto l’impegno che lei sta mettendo nel far stare male quella che sta con lei ovvero sua madre.

Al telefono il padre dice che ora non può perché è con un cliente e che lo richiama lui dall’aeroporto.
Tracy: – È stato un piacere vederti.
Padre: – Tesoro io non vado da nessuna parte, va bene. E vaffanculo alle cazzate del lavoro, ok? Adesso lo richiamo e gli dico che oggi non ci vado a Houston.
Tracy: – Papà devi andarci, ok? Davvero, ti serve questo lavoro.

Padre: – Si piccola, mi serve questo lavoro.


  • Dopo avergli “chiesto” del tempo con lei (ho messo tra tra virgolette il verbo chiedere perché non è una richiesta ma una pretesa, precisamente la pretesa che a lui faccia piacere stare con una figlia che si fa del male per farlo a lui) Tracy non lo vuole più appena il padre glielo offre mostrando che non era il tempo per lei che voleva ma rimproverarlo.

Il padre in partenza a Mason: – Facciamo surf tra due settimane?


  • Questa è una risposta alla domanda di Tracy “ti ricordi quale è l’ultima cosa che abbiamo fatto insieme?” perché se il tempo per stare col figlio lo trova allora non è il tempo che gli manca per stare con Tracy ma la voglia di farlo, voglia che non può avere perché Tracy si taglia per far star male lui, che la evita nel suo interesse ma anche nell’interesse della figlia perché se facendosi del male Tracy ottiene più attenzioni continuerà a farsi del male.

Mason: – Bisogna aiutarla.
Padre: – Ok, allora quale è il problema? Qualcuno di voi, per favore, potrebbe spiegarmi per bene qual è il suo problema?

Mason per risposta se ne va.


  • Il problema di Tracy sono le persone che credono abbia un problema quando si fa del male da sola, sua madre sempre e Mason in questa occasione, mentre il padre assente non è il problema ma la soluzione al problema, secondo l’analisi della domanda. (Una prova della bontà di questo modo di leggere i fatti è che quando stava con lui Melanie beveva e dopo che è andato via ha smesso di farsi del male da sola con l’alcol, ma non del farsi del male da sola credendo ai problemi di Tracy perché questo gli permette di creare dei doveri al padre).

Brady torna dopo aver ritrovato fuori la serenità che Tracy gli aveva fatto perdere con la sua aggressione, regalando un pupazzo e un sorriso a Melanie.


  • Anche Brady non dà mai l’idea di credere che Tracy abbia dei problemi mostrando un atteggiamento positivo che completa la spaccatura: da un lato gli uomini positivi (Mason, il bagnino, il padre e Brady) e dall’altro lato le donne negative (Tracy, Evie e le sue amiche, la madre e le sue amiche).

|<= 22 – Povera piccola Evie

Tracy: – Io credo che potrei comportarmi molto meglio con tutti quanti se Evie vivesse qui con noi.
Evie: – Brooke ti darebbe dei soldi.
Tracy: “Non sarebbe come con quegli altri scrocconi. È stata violentata, da suo zio, a nove anni.
Evie: – Lui mi metteva dentro degli oggetti. E una volta mi ha spinto nel fuoco. Mi aiuteresti se mi prendessi con te. Forse potresti salvarmi.

Melanie: – Perché mi hai messo in imbarazzo davanti a quella povera ragazza? Non potevo certo rifiutarmi.

Tracy (sorridendo soddisfatta): – Lo so, mamma.


  • Qui Tracy ammette di aver voluto costringere sua madre ad accettare Evie usando con questa finalità i problemi avuti da Evie violentata e questo è l’uso che si fa dei problemi in una relazione negativa, di quelli che ci sono quando ci sono, se no li si crea appositamente, ma senza esserne coscienti.

Compagna di classe: – Mi ha dato mediocre, sto migliorando e tu Tracy cosa hai preso?
Tracy: – Non lo so, ma sento che non mi daranno il premio come studente dell’anno.

|<= 23 – Colpiscimi di nuovo!

Siamo tornati al colpiscimi.

Tracy: – Voglio vedere più sangue, colpiscimi. (E dopo uno schiaffo) non ti sprecare, puttana.


  • Viene facile chiamare puttana una che ti sta dando schiaffi, anche se glieli hai chiesti tu, e qui Tracy confessa che si sta facendo far male per poter poi trattare male di Evie dandole colpe che non ha.

Qui Evie copre col trucco le tracce delle percosse sul viso di Tracy.

Melanie sta dicendo che dettero sette anni allo zio di Evie quando le ragazze compaiono, vestite da puttane, e puntalmente Melanie chiede a Tracy che ha fatto al labbro.
Tracy: – Niente, mamma, me lo sono morso.
  • Se lo è fatto “mordere” dall’amica, per cui in buona sostanza è vero che se lo è morsa da sola quanto è vero che si faceva i tagli da sola.
  • Visto che lo zio ha violentato davvero Evie una domanda diventa d’obbligo: che ci sono molti uomini che violentano e picchiano le donne arrivando con troppa frequenza anche ad ucciderle è cronaca e storia, ma quante di queste violenze cominciano perché sono in qualche modo chieste dalle stesse donne che ne sono vittime come abbiamo appena visto fare da Tracy?

A scuola è il giorno della consegna del progetto e naturalmente Tracy dà la colpa alle compagne che non glielo hanno ricordato, ma loro dicono. “Ti abbiamo lasciato un sacco di messaggi”. “E anche un bigliettino sull’armadietto”, al che Tracy balbetta che il telefono glielo hanno staccato e che la nonna purtroppo è morta, con l’insegnante che la manda dalla psicologa.

Tracy invece va al bagno, dove chiede all’ex amica di Evie se gli va di andare sul lungomare a vendere un po’ di roba, la quale rifiuta dicendo che non ha tempo perché deve andare a biologia per il saggio, nel quale lei fa la sirena.

|<= 24 – Evie torna a casa

Melanie va con Tracy e Evie a casa di Brooke, le dice che è due settimane che la chiama invano e Brooke piangendo dice che non voleva farsi vedere così, che le hanno tagliato le orecchie, che lei non lo sapeva che per levarsi il doppio mento che nelle fotografie era un problema le avrebbero preso così tanta pelle dalle orecchie, ma conviene con Melanie che adesso è tutto a posto.

Melanie (a Evie): – Più tardi ti porto la tua valigia”
Evie: – Vuol dire che non mi adotti, Mel?
Tracy: – Evie, cerca di capire… Brooke è tornata, quindi…

Evie esce di casa e Tracy le va dietro, trovandola a piangere in un angolo del cortile, ma torna indietro senza dirle nulla.


  • Ovviamente Melanie ha tutto il diritto di riportare Evie a casa sua, ma facendolo attribuisce la colpa dei problemi di Tracy ad Evie che è giusto quello che voleva ottenere Tracy, come possiamo vedere dal fatto che Tracy non contesta la decisione della madre ma la sostiene.

|<= 25 – Di male in peggio

All’uscita di scuola Evie va via in auto con Javi e le vecchie amiche facendo finta di non vedere Tracy, che le telefona dicendo “Sei stata spiritosa, ora però viene a prendermi”.
Evie, però, interrompe la telefonata quando scopre che è lei.

Tracy (a Mason che è nel bagno): – Ti dai una mossa?
Mason: – Un momento.
T.: – Ma che cazzo ci fai la dentro, ti stai facendo una sega?
M. (uscendo dal bagno): – Non vedo l’ora che te ne vai da papà.
Tracy drizza le antenne: – Che cazzo hai detto?
Mason: – Niente, ho solo sentito mamma e papà che ne parlavano, chiaro? Non ci pensare, dai.

Entrata nel bagno Tracy va dritta a cercare le forbicine e non trovandole prende una lametta da barba, con la quale si taglia sul solito polso.


  • Questo terzo taglio Tracy non se lo fa con le forbicine, una cosa da donne, ma con la lametta da barba, una cosa da uomini, subito dopo aver saputo che la madre la vuol mandare dal padre perché questo allontanamento sarebbe letale per una relazione negativa, che ha bisogno della vicinanza della vittima per farla star male chiedendo, per smettere di farla star male, di accettare una sottomissione senza condizioni.

La professoressa di italiano gli dice che è stata proposta per essere bocciata e Tracy appare meravigliata.

|<= 26 – Cattive amicizie

Tracy dice che sta andando da una compagna quando Brady viene a prelevarla per portarla a casa evidentemente perché c’è un problema, e qui Brady le fa coraggio con un “Andrà tutto bene”

A casa trova la madre con Evie e Brooke, tutte e tre con facce da funerale

Tracy va in bagno, dopo aver lasciato la borsetta per ordine della madre.
Evie (dopo averla seguita nel bagno): – Mi hanno trovato la roba e ho dovuto dirglielo per forza. Ti voglio bene, chiaro? Tu sei la mia migliore amica. Ti voglio bene.

Brooke vuota sul tavolino una scatola con molta roba compromettente e Tracy nega che sia sua.
Melanie (piangendo): – L’abbiamo trovata…
Tracy (interrompendo, con voce cattiva): – Cosa? Alza la voce, mamma, non riesco a sentirti.

Brooke: – Non parlare con quel tono a tua madre. Ha detto che l’abbiamo trovata nella tua stanza, in tutti i tuoi piccoli nascondigli.


  • Ricordo che la definizione di relazione possessiva (relazione che qui sto chiamando negativa) è emozionale, per cui il tono con cui vengono dette le cose conta più di quanto viene detto, e giustamente Brooke rileva che il tono aggressivo di Tracy non è quello di chi vuol risolvere i problemi, mentre il tono che usa lei è deciso ma aperto, un tono che non obbliga gli altri ad avere certe reazioni emozionali ma li lascia liberi di scegliere come reagire.

Tracy si allontana bruscamente da Evie, accusandola evidentemente di averla tradita, poi aggredisce Brooke con un: – E tu chi cazzo sei per entrare così in camera mia?

Brooke (con voce calma): – Meglio per te che non c’è entrata prima la polizia.


  • Notare che Tracy tratta tutte le persone allo stesso modo perché una persona negativa non sente la diversità delle situazioni esterne essendo il suo sistema emozionale dominato da quelle emozioni autoprodotte che nell’analisi della domanda sono chiamate neoemozioni, per cui lei aggredisce tutti e disprezza tutti allo stesso modo, da sua madre a Brooke, da Evie a Mason, da suo padre a Brady, compresa se stessa perché per tagliarsi – ma anche per farsi bocciare o per drogarsi – ha bisogno di molta aggressività e di molto disprezzo rivolto verso se stessa.

Melanie (piangendo): – Come me li spieghi 860 dollari nella tua borsa?

Tracy: – Che cosa ti aspetti che ti dica, mamma? Sono rubati, sei contenta? Non posso certo contare su di te che non hai mai niente da darmi. Mamma, quando Brady è andato in comunità, che fine hanno fatto il telefono e la TV satellitare? Non riuscivi neanche a pagare le bollette. Ci credo che papà ha chiesto il divorzio, non hai neanche finito il liceo.


  • Oltre all’esiguità delle giustificazioni di Tracy (che lamenta la mancanza del telefono ma è sempre col cellulare in mano per cui sta lamentando solo la mancanza della TV satellitare), è significativo quel feroce atto di disprezzo finale del tutto gratuito, quel “non hai neanche finito il liceo e per forza che papà ha chiesto il divorzio” che non porta nessun aumento di benessere per quanto modesto ma vuole solo demolire l’autostima della madre, colpevole di voler risolvere i problemi che lei invece crea e guai a chi si prova a risolverli perché essi ci devono essere per assicurare il suo predominio nella relazione.

Melanie: – Non viviamo nel lusso, Tracy, ma ce la caviamo. Lo sai che ce la caviamo. Non hai bisogno di rubare.
Tracy: – Oh mamma, tu l’hai sempre saputo. Come mai avevo tutti quei vestiti? Cristo, non sei mica stupida, no?

Melanie: – Non credevo che fossi arrivata a tanto.


  • Si, la madre l’ha sempre saputo che Tracy aveva con lei un certo tipo di relazione, il cuore della quale è il rubare il valore altrui nel momento in cui lo distruggi col tuo disprezzo, anche se lo sapeva a livello emozionale e quindi senza esserne cosciente, e quando rubare a livello emozionale è la tua occupazione ci sta che rubi anche a livello materiale ma la madre non poteva ammetterlo con se stessa perché quella è la relazione che da sempre le donne hanno con gli uomini e su questo orientamento femminile Melanie ci ha costruito prima la relazione con l’ex marito (visto che lei si faceva del male da sola con l’alcool) e poi il suo lavoro di parrucchiera ed è tanto orientata in tal senso da portare continuamente la maglietta con la croce.

Brooke: “Noi ci trasferiremo a Ojai (pr. Oai) così non vedrai mai più Evie. Mai più. Tu sei molto cattiva, Tracy. Si, sono sicura che sai essere una brava ragazza, ma al momento hai un’influenza negativa sulla gente. Insomma tu imbrogli, dici bugie, rubi.


  • Brooke aveva molte meno informazioni di Melanie su Tracy eppure ha visto, come del resto hanno visto tutti gli uomini, da Mason al padre fino a Brady, e questo dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio che Melanie non ha voluto vedere, per cui è negativa quanto Tracy (il che non dovrebbe meravigliare perché negative o positive non sono le persone ma le relazioni) e responsabile anche più di Tracy in quanto madre, ma è proprio perché non è la madre di Evie che Brooke può permettersi il lusso di vedere potendo recedere dalla tutela di Evie, cosa però che anche Melanie aveva la possibilità di fare semplicemente mandando Tracy a stare col padre.

Tracy: – Oh, mio Dio! Mi prendi in giro? Secondo te da chi ho imparato tutto questo?

Melanie: “Tracy giocava con le bambole prima di incontrare Evie.


  • Come prevedibile e previsto da chiunque ammetta l’esistenza delle relazioni negative, Tracy dà a Evie la colpa di averla portata a rubare e a spacciare droga e il fatto che Melanie appoggi con convinzione questa tesi è un’altra prova del fatto che negativa non è Tracy ma la coppia Tracy-Melanie. Pertanto anche Melanie vuol dare ad Evie colpe che non ha, il che non esclude che colpe le abbia perché Tracy probabilmente non si sarebbe messa a spacciare droga se non trovava una Evie che la spacciava a cui darne la colpa quando la cosa sarebbe venuta fuori.

Brooke: – Si? E ti ha insegnato anche a riempirla di botte? Non fare la furba con me, li ho visti i lividi, chiaro!
Tracy: – Ma che cazzo le hai raccontato, Evie?

Brooke (mostrando il livido sulla fronte di Evie): – Che ne dici di questo?


  • Raccontando a Brooke che è stata riempita di botte da Tracy, Evie ha raccontato una cosa formalmente falsa ma sostanzialmente vera, perché il gioco Colpiscimi l’ha proposto Tracy e lei è stata costretta a chiedere a Tracy di fare altrettanto perché era evidente (al sistema emozionale di lei come al sistema emozionale di qualunque spettatore anche se tutti si guardano bene dall’ammettere di saperlo a livello cosciente) che i lividi sarebbero stati usati per darle colpe che non aveva e non c’è nessun modo per impedire a una persona negativa di prendersi la ragione in un mondo che ha scelto di non vedere la negatività se non quello di essere negativa anche lei facendosi fare delle ferite da addebitare a Tracy nel momento in cui lei avesse tentato di darle colpe che non aveva.

Visto che la giustificazione di Tracy (“Ma che cazzo c’entra, eravamo strafatte”) non viene presa in considerazione da nessuno e che il “non è stata lei” di Melanie viene smentito con forza da Evie (“Si che è stata lei”) Tracy cala il suo asso: – Stronzate. Anche lei mi ha picchiato.

Brooke (prendendo e scoprendo il braccio di Tracy cob le cicatrici mentre Melanie dice “Toglile le mani di dosso!”. ): – E guarda questo, Mel. Tracy si taglia.

Melanie accusa il colpo e fa fatica a tenersi in piedi.


  • Il colpo che Melanie accusa non può essere quello di scoprire che Tracy si fa del male, essendo questo evidente in ogni comportamento della figlia, ma quello di non poter più dare ad Evie la colpa di questo farsi del male di Tracy visto che la fascetta al braccio la portava da prima di conoscerla, e anche di non poter più negare a se stessa di non aver voluto vedere per anni quello che una che non voleva prendersi colpe che non aveva, Evie, ha visto fin dal primo giorno insieme a Tracy e che il suo sistema emozionale ha visto benissimo, facendole urlare a Brooke diretta verso il polso di Tracy un perentorio quanto inascoltato “toglile le mani di dosso”

Tracy (urlando): – Questi non sono affari tuoi, stronza Frankestain del cazzo!
Brooke: – Oh no, questa ragazzina è affar mio, puttanella”.
Melanie: – Ora basta, andate via di qui
B.: – Andiamo Evie. Andiamo
M.: – Fuori!”.

Evie: – E chi ci vuole restare in questo buco di merda. C’è puzza di merda qui dentro, Mel!


  • Tracy ha perfettamente ragione a dire che non sono affari di Brooke perché quelli sono affari tra lei e sua madre, ma come giustamente nota Brooke diventano affari suoi quando Tracy tenta di dare a Evie la colpa di un farsi del male da sola nato nella relazione con sua madre e solo dopo portato nella relazione con Evie.
  • Una relazione negativa è una relazione destinata fin dal primo istante a finire male e questo finale della relazione Evie-Tracy è la prova della negatività, di entrambe le ragazze perché negativa è la loro relazione, una piccola relazione negativa che vediamo dall’inizio alla fine usata dalla regista per dimostrare la negatività della relazione importante, quella Tracy-Melanie, che cominciando prima del film e finendo dopo non potrebbe essere giudicata con altrettanta certezza dallo spettatore.
  • La tecnica usata dalla regista è la stessa tecnica usata nell’analisi della domanda perché lo psicologo stabilisce la negatività o positività delle relazioni importanti del cliente analizzando il segno di una piccola relazione, quella che il cliente propone allo psicologo, il quale accetta solo relazioni positive perché quelle negative sono destinate a finire male e oltre a rafforzare la negatività del cliente aumentando le sue sofferenze non darebbero allo psicologo alcuna soddisfazione, lasciandolo come Evie alla fine di questo film, solo che lei non può lamentarsi del finale avendo accettato la relazione negativa offertale da Tracy.
  • Quanto alla merda di cui parla qui Tracy è interessante osservare che nel linguaggio corrente la persona negativa è definita stronza perché oltre a far star male gli altri fa stare male pure se stessa e che l’ambiguità di questa parolaccia è il suo pregio maggiore, permettendo a chi lo usa di non esplicitare di cosa sta accusando l’altra persona, esplicitazione pericolosa in un mondo dove la possessività è talmente frequente da coinvolgere tutti, direttamente o indirettamente.

|<= 27 – Abbracci e pianti

Tracy (alla madre che vuole abbracciarla): – Oh, no, mamma. Lasciami stare. Ti odio. Lasciami.
Melanie: – Vieni qui. Io ti adoro. Adoro te e tuo fratello più di ogni cosa al mondo. Morirei per te e non ti lascerò mai sola.
T. (spingendola via): – Mason mi ha detto che volevi mandarmi da papà. Tu non mi vuoi.
M.: – Voglio solo che tuo padre sia più presente. Io ti voglio qui con me. Sei la mia vita. Tornerà tutto a posto.
T.: – Non tornerà mai tutto a posto. Lasciami stare. Mamma, ti prego, lasciami stare. No. No. No.

Tracy piange accasciata sul pavimento e la madre la abbraccia. Poi le scopre il braccio ferito e bacia le sue ferite, mentre la figlia continua a ripetere “no” e “basta” piangendo.


  • Qui Tracy dice alla madre anche a parole quello che finora le ha detto a fatti e a toni di voce (“ti odio”) e Melanie ricambia baciando le sue ferite, ovvero approvandole ufficialmente mentre finora le aveva approvate ufficiosamente evitando di vederle, dopo di che è chiaro che può restare con lei e farsi tutto il male che si vuol fare perché Melanie si prenderà volentieri tutte le colpe che vorrà dargli e le sofferenze che le procureranno le sofferenze per scelta di Tracy saranno le benvenute.
  • Un martirio accettato molto cristianamente ma per scopi molto meno nobili di quanto dica la religione, perché quella di Melanie è sofferenza accettata per disprezzare gli altri e per sottometterli a lei come lei si sottomette a Tracy, se vorranno avere una relazione con lei, ma qualcuno che le chiederà relazione lo troverà lo stesso perché lei è una donna e anche una bella donna e se si comporterà come il Brady che abbiamo visto la relazione avrà anche dei momenti belli, anche se chiaramente sono parentesi, cessazioni di una sofferenza che è la regola in una relazione negativa.

Poi si sdraiano sul letto, Melanie si stringe addosso a Tracy e restano una accanto all’altra sul letto per diversi giorni, fino a quando non tornano i colori, scomparsi dopo la scoperta della droga in camera.


  • La negatività di Tracy ha vinto perché la madre si è sentita in colpa e non la manda più dal padre, tenendola con se e dedicando tutto il suo tempo a lei e solo a lei, ma nessuna delle due fa assolutamente nulla e anche questo è il trionfo della negatività perché la sofferenza che caratterizza la negatività è un inibitore del fare e qui il fare è totalmente scomparso, o se si preferisce perché chi non fa nulla pretende che gli altri facciano tutto per lei senza che lei faccia nulla per loro.

|<= 28 – Sfoghi

Tracy è su una giostra.
Gli alberi intorno ruotano vorticosamente.

Lei urla disperatamente e porta sempre la fascetta al polso.


  • La fascetta ci dice che Tracy continua a tagliarsi e continuerà sempre a farsi del male o a farselo fare fino a che la sua negatività vincerà come ha vinto in questo momento, avendo ottenuto la madre a sua completa disposizione senza chiedere nulla in cambio (nemmeno un grazie che è poi l’unica cosa che normalmente chiede un genitore ad un figlio), anzi ringraziandola perché le consente di poterla servire, e ogni spettatore che crederà al fatto che Tracy ha dei problemi è responsabile quanto la madre del suo continuare a farsi del male.
  • La giostra suggerisce che abbiamo visto un giro, che ora inizia un altro giro e tutto sarà come prima, compresa la sofferenza espressa con l’urlo e il rischio di farsi male seriamente se si cade mentre si fa questo gioco, ma è tutt’altro che un destino ineluttabile per persone di ogni età e di ogni genere secondo l’analisi della domanda, bensì una loro scelta, sulla quale sarebbe utile che riflettessero perché preclude a loro e a chi ha la sfortuna di non poterli scansare la possibilità di una vita piena di piaceri e soddisfazioni.

|<= COMMENTO DELLA REGISTA

Questa è la regista Caterine Hardwicke, con la sua figliastra Nikki che nel film interpreta Evie e che è anche l’autrice della sceneggiatura, dopo che la madre acquisita le aveva consigliato di tenere un diario sui comportamenti suoi e delle sue amiche per vedere se ne potevano ricavare un film da fare insieme.
Caterine (nel commento al film): –  La conosco da quando era bambina, sono un’amica di famiglia. Era carinissima, ma all’improvviso quando ha compiuto 12 e 13 anni si è quasi trasformata in un feroce mostriciattolo, e così ho cominciato a notare che era in un certo senso arrabbiata, con sua madre e suo padre, arrabbiata con il mondo, e ossessionata da cose come capelli e trucco. Eh Nikki, ti alzavi tipo alle 4.30 per truccarti e solo per andare in seconda media…
…Quindi volevo in un certo senso trovare un modo di allargare la prospettiva di Nikki e portarla a pensare ad altre cose, cose di genere creativo invece di cose di genere distruttivo. Così ho cominciato a portarla ai musei «vediamo un po’ d’arte» e «impariamo a fare surf o alpinismo», fotografia e danza e classi di recitazione, e da lì siamo arrivate a «Beh, scriviamo qualcosa insieme, scriviamo un progetto insieme”…
…E pensavamo magari di scrivere una commedia adolescenziale, ma quello che alla fine abbiamo tirato fuori non era tanto buffo. Mentre andavamo avanti e iniziavamo a parlare delle cose intense che accadevano nella vita di Nikki e delle sue amiche ci siamo rese conto che le cose vere che le ragazze di 12, 13, 14 anni stavano attraversando erano più interessanti di qualunque cosa avessimo potuto inventare. Così è andata a finire che abbiamo scritto questo film.
Per tutto il resto del commento al film la regista e le due ragazze non dicono assolutamente nulla sul cosa mostra il film, a parte che “abbiamo voluto concludere il film con questa scena perché nessuna vita si chiude con un bel fiocco. Non c’è mai un vero lieto fine. E lei ora ha 13 anni e ne avrà 14 e 15 e dovrà affrontare tante altre cose.

Tutti discussero molto sul fatto di portare ancora la fascetta o meno. È una catarsi, ha passato tutte queste cose e le tira fuori.


  • La parola greca katarsis deriva da katairò ‘purificare’ e catarsi in estetica significa, cito dal Devoto-Oli, la purificazione delle passioni umane comprese e superate nell’arte, ma superate poco in questo caso visto che alla fine Tracy la fascetta continua a indossarla ed è su una giostra che gira sempre intorno allo stesso punto e comprese a livello cosciente ancora meno visto che nel loro commento non c’è una sola parola sul farsi del male da soli per darne la colpa ad altri della relazione possessiva, mentre la comprensione a livello emozionale c’è tutta visto che ogni inquadratura e ogni dialogo del film pare fatto apposta per evidenziare una possessività che evidentemente è chiara all’inconscio della regista.

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