solo un bacio per f.

Perché Emilie (SOLO UN BACIO PER FAVORE, Emmanuel Mouret, Francia 2007) si fa baciare da uno sconosciuto? Questo bacio è così importante da meritare un intero film dedicato ad esso?

VEDI IL TRAILER (con intervista al regista)
INDICE DEL RIASSUNTO DEL FILM COI MIEI COMMENTI (e con 3 VIDEO)

APPROFONDIMENTI

INDICE DEL RIASSUNTO DEL FILM COI MIEI COMMENTI (e con 3 VIDEO)


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|<= 1 – Coincidenze


Emilie (ad uno sconosciuto): – Mi scusi. <Lui si ferma> Sa se c’è un posteggio di taxi in zona?
Lui (Gabriel): – Dunque, vediamo. In zona, no, non mi risulta. Mi dispiace.
E.: – Non importa. Cercherò di fermarne uno al volo.
Gabriel (tornando indietro dopo essersi allontanato di qualche passo): – Senta, scusi. Ma esattamente dov’è che deve andare?
E.: – All’hotel Dubrais, quello vicino al municipio.

Gabriel (che ha dato un passaggio a lei): – Quindi è solo di passaggio?
Emilie: – Si, io abito a Parigi.
G.: – E a Nantes [che è a 400 Km da Parigi] ci viene spesso?
E.: – No, è la mia prima volta.
G.: – Ma è qui per affari?
E.: – Si. Io disegno tessuti per l’arredamento e per la maggior parte del tempo lavoro a casa, ma può succedere che debba incontrare un nuovo fornitore.

Dopo averla lasciata all’hotel Gabriel sta per andare via col suo furgoncino, ma torna indietro scusandosi di non essersi presentato.

Sono andati a cena insieme. Non sentiamo cosa si dicono ma li vediamo parlare, sorridere e dagli sguardi si capisce che si piacciono a vicenda.

Dopo cena lui la riaccompagna all’Hotel. Emilie (sorridente): – Bene, allora. Grazie. Grazie per la bella serata. Per la conversazione, per avermi riaccompagnata, per il vino che era favoloso, per il conto che ha pagato a tradimento. Per avermi lasciato un così bel ricordo di Nantes.

Gabriel (avvicinandosi col suo volto a quello di lei): – Mi permetta di lasciarle… un ultimo ricordo di questa serata.

Lei chiude gli occhi, mostrando di gradire il bacio sulle labbra che lui vorrebbe darle.


  • Qui Gabriel mostra di essere come Bertrand, che desiderava amare ogni donna bella che incontrava. Il fatto che Emilie gradisca, la rende come le donne di Bertrand che non mancavano mai di apprezzare il fatto di essere apprezzate da lui. Questo apprezzamento reciproco che comincia prima di conoscersi per regalarsi un piacere e continua dopo perché l’orientamento è all’apprezzamento è la regola su Terra2 e l’eccezione su Terra1. Per cui diciamo che Emilie e Gabriel sono si abitanti di Terra1, ma attualmente in vacanza su Terra2.
  • Il desiderio di amare ogni donna che s’incontra è spiegato su Terra1 con l’istinto sessuale, ignorando e quindi disprezzando la differenza tra l’uomo e gli altri animali, che è il disprezzo più radicale concepibile. Su Terra2, invece, si pensa che desiderano amare ogni donna gli uomini che coltivano un sogno da realizzare tipo il sogno della protagonista di Ferro 3. Per cui Gabriel sogna una donna per un domani che sta alla fine naturale del suo attuale matrimonio, la vede in questa sconosciuta e per questo desidera baciarla. Lei lo stesso.
  • Nel film Ferro 3 e su Terra2, il sogno per domani non solo è perfettamente compatibile col loro attuale matrimonio ma porta l’amore dentro al matrimonio (perché la moglie di lui è un’altra delle donne che lui desidera di amare se ha un sogno da realizzare e il marito di lei è un altro degli uomini da cui lei accetta amore se ha un sogno da realizzare). 

Emilie (girandosi in avanti all’ultimo momento utile): – No. … Io.
G.: – Le chiedo scusa, non avrei dovuto.
E.: – Non si deve scusare. Non mi ha dato fastidio. Anzi, al contrario, sono davvero molto… sono lusingata. Le confesso che sarei tentata anch’io, ma…
G.: – Ma…

Emilie: – Non credo sia il caso, ecco tutto.
Gabriel: – C’è qualcuno nella sua vita?
E.: – Si, è così.
G.: – Ascolti, voglio… ecco voglio essere onesto con lei. Insomma anche io ho una persona a cui tengo. Il bacio che ho avuto l’impulso di darle era un bacio di arrivederci, per dirle quanto siano state belle queste poche ore che mi ha regalato.
E.: – Parla di un bacio senza conseguenze.
G.: – Certo.
E.: – Anche per me sarebbe così.
G.: – E allora cosa la trattiene?
E.: – Una storia.

  • Su Terra1 sognare un amore per domani è proibito dentro al matrimonio e il rifiuto di lei di accettare il bacio riporta entrambi su Terra1. Momentaneamente, però, perché dopo la lunga parentesi del racconto della storia (di Judith e Nicholas) ambientata sulla terra negativa in amore, tornano su Terra2 dove darsi questo bacio è ammesso e apprezzato.
  • Intendiamoci: con bacio senza conseguenze qui s’intende un bacio senza sesso, non un bacio che non lascia nulla perché una delle maggiori conseguenze di un bacio è quella di rendere indelebile il ricordo di un dato momento e dunque un bacio qualcosa lo lascia, e anche per sempre.
  • E questo non vale solo per i baci perché l’intimità fisica in amore ha lo stesso ruolo del compenso in soldi nella vita lavorativa e qualsiasi intimità fisica accordata come qualsiasi compenso ricevuto ci lascia sempre con qualcosa più di prima, nelle tasche se si tratta di soldi e nella testa se si tratta di intimità fisica
  • La storia che trattiene Emilie è una storia lunga 5 mila anni che non prevede eccezioni alla regola “se accetti un bacio accetti il sesso”, ma noi siamo qui per scrivere domani una storia diversa da quella vissuta dalla specie umana fino ad oggi e da Judith e Nicholas in questo film, per cui c’interessano le storie con baci ma senza sesso come quella che vedremo tra Emilie e Gabriel, che definiamo amicizie con amore distinguendole nettamente dall’amore
  • Un’amicizia con amore non è un amore come un inizio non è una fine, anche se un inizio avvicina alla fine e anche se inizio e fine sono sulla stessa strada, quella strada che dovrebbe essere chiamata amore in tutto il suo lungo percorso ma che oggi chiamiamo amore solo nell’ultimo tratto, quando esce definitivamente dalle gallerie dove scorre quasi sempre per non interferire con le molte strade che incrocia e provoca una rivoluzione difficile da non notare
  • Continuando questa metafora, l’amicizia con amore è un breve tratto alla luce del sole di questa strada dell’amore quasi sempre in galleria, nel poco spazio libero tra l’uscita da una montagna e l’ingresso sotto alla prossima montagna, un’uscita che ogni tanto si rende necessaria per vedere dove stiamo andando e per fare le correzioni di rotta necessarie per approdare dalle parti dove si desidera approdare alla fine.
  • [Alla fine della strada dell’amore non c’è una città, però, ma una coppia stabile, una cultura condivisa e una lingua condivisa, condivisione che consente alle due persone di dare gli stessi significati alle parole e alle situazioni più importanti per loro e che non è il frutto di un miracolo ma la conseguenza della condivisione di una struttura cerebrale, che nasce a partire dalle strutture costruite separatamente dai due quando quell’amore lo sognavano, usate a scopo di prova all’interno di coppie del tutto temporanee in quei momenti che chiamiamo di amicizia con amore e solo alla fine usate all’interno di una coppia destinata a durare perché entrambi ci stanno a far confluire le loro due strutture all’interno di una sola struttura condivisa da entrambi]

Gabriel: – Una storia?
Emilie: – Uh-uhm.
G.: – Uno storia che è capitata a lei?
E.: – No, è successa a delle persone che conosco.
G.: – Vuol dire che una cosa capitata a qualcun altro ora impedisce a lei di baciare me?
E.: – Esattamente.

Emilie: – La saluto.
Gabriel: – Non vuole proprio raccontarmela?

Lei si aggrappa al fatto che è molto tardi, ma lui dice che si accontenterà di un piccolo riassunto e lei, passeggiando, comincia: – È la storia di una ragazza a cui andava tutto per il verso giusto. Lo so, è difficile credere che a qualcuno giri sempre bene, eppure nel suo caso era proprio vero. […]. La ragazza si chiama Judith.


  • Notare che Gabriel non insiste nel chiedere un bacio proprio come non insisteva Bertrand (vedi episodio della bella venditrice di reggiseni ed episodio in cui torna indietro perché a Delphine hanno detto di diffidare di quelli del segno dell’acquario) perché il “ti amo” lui l’ha già detto desiderando di baciarla e che lei lo voglia o meno è una cosa che riguarda lei.
  • Una a cui va tutto per il verso giusto deve essere una positiva in tutte le sue relazioni, dunque anche in amore, ed è difficile credere alla sua esistenza come dice Emilie, e infatti come vedremo Judith positiva in amore non lo è affatto.
  • C’e’ pero’ un buon motivo per inserire lo stesso questo film in un progetto di donna positiva in amore da inventare domani, perché presenta una storia di amicizia con baci e sesso (quella di Judith) dentro ad un’altra storia di amicizia con baci e senza sesso fatto oggi (quella di Emilie), mostrando che l’amicizia con amore e sesso lascia tutti scontenti, mentre l’amicizia con amore ma senza sesso fatto (solo sesso desiderato) lascia tutti contenti.

|<= 2 – Judith e Nicholas


Emilie: – Judith è una ricercatrice. Non mi chieda cosa ricerca, perché non ne ho la più pallida idea. Quello che so è che all’epoca adorava il suo lavoro, e lo faceva per passione visto che non aveva alcun problema economico…


  • Una ricercatrice è necessariamente una persona positiva sul lavoro (perché non si può fare ricerca senza darsi un obiettivo da raggiungere e chi punta a raggiungere qualcosa è orientato al successo), come ci conferma Emilie dicendo che lavorava per passione, ma la positività sul lavoro è una cosa e quella in amore un’altra cosa, con la prima tanto diffusa su Terra1 quanto la seconda è poco o nulla diffusa

Suo marito Claudio era un uomo ricco, di famiglia ricca. Gestiva una farmacia comprata con l’aiuto dei suoi e sperava che Judith lasciasse il lavoro, ma lei non ci pensava nemmeno. Non voleva gettare alle ortiche tutti gli sforzi fatti per affermarsi. …

… E non si sentiva di certo una casalinga. Almeno, non ancora. Avrebbe lasciato il lavoro per un po’ solo se fossero arrivati dei figli. E sia lei che Claudio desideravano molto avere dei figli. Insieme. Si, era una donna felice.

Tra i tanti amici di Judith ce n’era uno in particolare che contava più degli altri. Lo conosceva dai tempi del liceo, erano stati compagni di banco e la vita non li aveva mai allontanati (Nicholas, l’amico salutato da Judith, è quello che nell’inquadratura piccola risponde al saluto di lei, fermandosi poi a dare informazione alle due turiste). Erano così amici da sentirsi sempre se stessi l’uno con l’altra.

Claudio lavorava anche di sabato, così Judith e Nicholas avevano preso l’abitudine di vedersi di sabato.

Si raccontavano la settimana trascorsa, le piccole e grandi gioie, le preoccupazioni, i dubbi, i desideri. Facevano discorsi profondi, ma parlavano anche di piccole cose e insieme ridevano molto.

Judith era affascinata dal fatto che Nicholas riuscisse a confidarsi totalmente con lei. La fiducia che lui le dimostrava la portava a rivelargli i suoi pensieri più intimi. Era libera di dire a qualcuno persino quelle cose che non confesseremmo mai a nessuno.


  • Se quest’amicizia è felice, vuol dire che qualcuno ci mette amore. E se ci mette amore, vuol dire che sta sognando un amore per il suo domani.

Fu Judith a presentare Louise a Nicholas.
Il feeling tra i due fu immediato. La coppia perfetta.

Poi Louise ricevette un’allettante proposta di lavoro all’estero e i due si separarono… molto civilmente.


  • Era proprio Nicholas a portare amore nell’amicizia con Judith, portandoci il sogno che qui tenta di rendere reale con Louise, ma senza riuscirci.

Trascorso qualche mese, di colpo i loro incontri divennero cupi e silenziosi. Era come se Nicholas si fosse chiuso in se stesso, cosa mai accaduta prima di allora.

Poi un giorno, un giovedì per l’esattezza, accadde qualcosa di inaspettato. Nicholas esce dalla classe dove sta insegnando matematica e telefona a Judith, che è al lavoro, chiedendo di vederla prima possibile e dicendo che si, sarebbe una cosa molto urgente.


  • Poi l’amicizia cessa di essere piacevole. Questo vuol dire che Nicholas cessa di metterci amore perchè cessa di sognare l’amore nel suo domani (dandone la colpa a Louise che se ne è andata, ma nulla vietava a lui di proporlo ad un’altra, cosa che invece non fa). Essere positivi o negativi è quindi una scelta e  basta un attimo perché una persona (qui Nicholas) passi da un orientamento al suo opposto (qui da un orientamento positivo che rendeva bella l’amicizia a un orientamento negativo che la rende brutta)

Judith: – Hai un problema fisico o di testa?
Nicholas: – Che ti posso dire? Ho tutte e due le cose.
J.: – Tutte e due?
N.: – Tutte e due. Sembra un discorso astratto, ma… Cioè, ci sono persone che hanno carenza di vitamine o di ferro o di magnesio e… io ho una lancinante… carenza di affetto.

J.: – Scusa, che stronzata è? Sei circondato da gente che ti adora!


  • La “stronzata” di Nicholas è composta da due cose una più brutta dell’altra. La prima è di chiedere sesso a Judith mica perché lui vede in lei la donna che sognava d’incontrare ma perché senza sesso lui, poverino, sta tanto male. La seconda è che se lei non gli dà sesso allora diventa la responsabile dello star male di lui.
  • È ora di finirla con questa separazione tra il cervello e il resto del corpo, se vogliamo capire perché un contatto fisico come un bacio va ad influire in modo così importante sulle emozioni del cervello determinando la creazione di un ricordo indelebile, perché un cervello senza un corpo non s’è mai visto e questo giustifica il fatto che il cervello si appoggi sul resto del corpo per poter funzionare e viceversa.
  • E basta anche col chiamare l’amore a volte amore e a volte affetto, che serve a negare che vediamo continuamente attorno a noi amori senza sesso usando la parola affetto al posto della parola amore in ogni relazione d’amore dove non si vuole autorizzare il contatto fisico.
  • Qualunque sia la cosa che Nicholas vuol chiedere a Judith, chiederla rattristando lei con le proprie tristezze è sicuramente impostare negativamente l’incontro, obbligando lei ad accettare le sue pretese se vuole che lui smetta di essere triste consentendo anche a lei di non esserlo più, precisamente è negatività di tipo seduttivo, quella in cui si fa del male a se stessi per far star male la persona che si ha di fronte.
  • Quella di Nicholas è una vera e propria aggressione, e non cambia nulla il fatto che la aggredisca con le sue emozioni negative invece che con le sue mani perché in entrambi i casi raggiunge lo scopo di procurarle sofferenza, e per certi versi è pure peggio perché se aggredita fisicamente può chiamare la polizia mentre quando è aggredita emozionalmente se la deve cavare da sola e rischia pure di sentirsi scema perché le sue emozioni spiacevoli sembrano venire da lei mentre sono indotte dalle emozioni di lui.

Nicholas: – Non mi riferivo a quel genere di affetto.
Judith: – Di che affetto parli?
N. (sospirando): – A me manca l’affetto… fisico.
J.: – L’affetto fisico.
N.: – Uhm. Mi sono spiegato, finalmente?
J.: – Meno di prima.
N.: – Hai presente quando due fisici si affezionano fisicamente tra di loro? Mi manca talmente tanto che non riesco a pensare a nient’altro.

Judith (avendo capito che a mancargli è il sesso): – Non capisco perché escludi di poterti innamorare.
Nicholas: – Perché sono troppo ossessionato, sono confuso, esaurito. Come faccio a distinguere [se sto cercando sesso o amore]?
J.: – A volte si può anche ricorrere a un certo tipo di infermiera, per curare il male di cui soffri tu. Sto parlando, per caso ci hai pensato a una prostituta?
Lui confessa che c’è andato, quella mattina, e lei resta a bocca aperta, prima di rimettersi e di chiedergli di raccontare come è andata.

  • Mettersi a discutere con Nicholas dopo aver capito che lui lamenta problemi da mancanza di sesso invece di spedirlo a raccontare queste balle a qualcun’altra è collusione, accordo sottobanco a danno di terzi, perché nessuno meglio di una donna sa che il bisogno di sesso lo hanno inventato le donne negative ma lei fa finta di non saperlo, coprendo la negatività di Nicholas per coprire la negatività delle donne che spiegano i desideri maschili col desiderio di fare sesso.

|<= 3 – Un rimedio


Nicholas racconta che ha cercato una donna su internet, usando il computer in sala professori visto che a casa non ce l’ha perché lui internet lo odia [e vergognandosi visto come ripara il computer all’arrivo di questa studentessa che gli ha riportato la penna dimenticata sulla cattedra]

La donna a pagamento mette i soldi in un barattolo e poi lo invita a farsi la doccia, anche se lui dice di averla fatta mezz’ora prima, dicendo che lei lo aspetta di sopra.


  • Ecco quello che ci guadagna questa donna a considerare mossi dal bisogno di soddisfare i loro istinti sessuali gli uomini che la cercano : soldi, superiorità nei confronti di lui considerato un animale, e pure piacere se ne avesse voglia perché a rendere spiacevole l’incontro è lei e non certo il cliente, che sarebbe ben felice se piacesse a lei e farebbe solo cose a lei gradite se il piacere di lei fosse in palio anziché escluso in partenza, perché se l’incontro fosse piacevole diventerebbe chiaro che chiedere soldi per essere amate è un furto e considerare animali gli uomini è farsi del male da sole.

Quando sale di sopra, Nicholas la trova a spiegare i limiti al figlio per telefono con terminologia molto precisa [insegnante di matematica come lui che arrotonda lo stipendio?]

Lei chiude il telefono quando lo vede e lo invita a venire sul letto con voce dolce, ma quando Nicholas la bacia sulle labbra lei si ritira contrariata e dice: – Ma come le è venuto in mente?
Nicholas (meravigliato): – Io l’ho soltanto baciata.
Donna: – Scusi, non lo sa che non ci si bacia?

  • Questo “l’ho soltanto baciata” esprime un profondo disprezzo dell’amore, perché un bacio vuol dire “ti amo” e il “soltanto” definisce insignificante l’amore.
  • Anche Bertrand ma lui non pretende amore in cambio di soldi e lo ottiene per gentile concessione della prostituta anziana e di quella giovane, mentre Nicholas lo pretende (facendo finta di non sapere che un bacio è un atto d’amore) e giustamente non lo ottiene.

Nicholas: – E non fanno eccezioni. Per loro è una regola ferrea.
Judith: – Non sapevo che avessero questa regola.
N.: – A quel punto ho preferito andarmene. Ma ovviamente le ho lasciato i soldi.
J.: – Perché te ne sei andato?
N.: – Perché non riesco a farlo senza baciare.
J.: – Davvero?

N.: – Certamente. Senti, forse non sono normale, ma io ho bisogno di complicità. E che complicità ci può essere senza baci?


  • Se prima potevamo pensare che a Nicholas mancasse il sesso (dimenticando la differenza tra gli uomini e gli altri animali per la consolidata abitudine a farlo) come ha pensato Judith quando gli ha suggerito la prostituta, ora non possiamo più pensarlo perché lui il sesso ce l’aveva apparecchiato a letto, ormai gratis e pure con una collega ma non lo ha voluto, per cui non lo dico io ma lo dice Nicholas con le sue azioni che quello gli mancava era il sesso con amore.
  • Se l’ingrediente mancante indispensabile non era il sesso ma l’amore, però, si potrebbe togliere il sesso e lasciare l’amore come faranno Emilie e Gabriel ma come non faranno Judith e Nicholas, perché lui pretende di dare a intendere che ha bisogno di sesso con amore oggi per continuare a costruire un amore che procuri un sesso meritato domani e lei accetta la sua pretesa
  • Chiedere il sesso con amore è come chiedere di essere pagati sul lavoro, una richiesta sacrosanta quando vai al lavoro ma una bella pretesa se a chiedere di essere pagato è uno studente che sta ancora andando a scuola, motivando la sua richiesta col fatto che lui ha bisogno di soldi adesso se no non può continuare a studiare preparandosi a meritare i soldi che riceverà domani per il suo lavoro.

Judith (mettendole una mano sulla spalla): – Fidati, una soluzione la troviamo, anche se al momento non vedo spiragli.
Nicholas: – Teoricamente, una soluzione ideale ci sarebbe, solo che è impossibile da realizzare.
J.: – E qual è?
N.: – No, guarda, non vale nemmeno la pena che te la dica.
J.: – Scherzi, devi dirmi tutto. <Lui dice che parlare di cose irrealizzabili è solo una perdita di tempo> E che cavolo ne sai che non si possa realizzare?
N.: – Ho seri dubbi

Judith: – Se nutri dei dubbi vuol dire che una possibilità esiste. E anche se non fosse realizzabile, può suggerirci qualcos’altro.
N.: – Anche questo è vero, lo ammetto.
J. (andando accanto a lui): – Che aspetti, parla.

Nicholas: – Come vuoi. Considerata la difficoltà del problema e vista la situazione attuale saresti tu la mia unica speranza di guarigione.
Judith: – Che vorresti dire?
N. (girandosi e guardandola negli occhi): – E che voglio dire? Tra di noi c’è complicità, c’è fiducia, affetto, confidenza. … Senti, facciamo un passo indietro. Fa conto che non abbia aperto bocca.
J. (uscendo dal suo immobilismo, sorridendo e andandole vicino): – È naturale che tra amici si parli di tutto. … Io vorrei aiutarti, ma…
N.: – No, non ti devi giustificare. Ti capisco perfettamente.

Judith: – E non hai pensato di chiederlo a qualche altra amica? Helene, Sophie…
Nicholas: – C’ho pensato, ma la mia migliore amica sei tu. È già stato mortificante. Con un’altra mi sentirei sprofondare.
J. (guardandolo per un attimo): – E va bene. Quand’è che vorresti farlo?
N. (deglutendo): Quando? Quando vuoi tu.
J. (girandosi): – È meglio se lo facciamo subito, così risolviamo la cosa e non ne parliamo più.

N.: – Certo. Si. Giusto, giusto. Si.


  • Coinvolgendo il sesso Nicholas sta chiedendo a Judith una relazione d’amore e quello che stiamo vedendo è il primo atto di tale relazione, perché quella precedente era di amicizia che è una relazione di tutt’altro tipo, e sul segno iniziale di questo amore non possiamo avere alcun dubbio visto che lo stesso Nicholas definisce mortificante la situazione emozionale creata dalla sua richiesta.

|<= 4 – La prima volta


Judith apre la porta della sua camera e fa strada.
Poi si fermano, imbarazzati e dubbiosi sul come proseguire.

Judith: – Vuoi spogliarmi tu o mi spoglio da sola?
Nicholas: – Ehm, io eviterei di passare all’azione in modo troppo brusco. Sempre che tu non abbia fretta.
J. (a voce bassa): – No, figurati. Non ho fretta.
J. (indicando il letto): – Ti dispiace se mi siedo?

N. (dicendo si col capo): – Vai


  • Di fare sesso con lui Judith lo ha accettato prima di far strada verso la sua camera, ma la sua accettazione del sesso con amore avviene in questo momento, quando lei lascia a Nicholas la possibilità di spogliarla e quando non usa la fretta per impedire alla cosa di diventare piacevole, ma sia chiaro che questa è pseudo-positività se è vero che il segno iniziale della relazione d’amore è negativo, come d’altronde testimonia il fatto che prima si sceglie di fare sesso e dopo di metterci amore.

Judith: – E tu non vieni?
Nicholas (andando a sedersi accanto a lei, ma senza toccarla): – Si.
J.: – Non esitare a dirmi quello che ti piace.
N.: – Quello che più mi piace è quello che fa piacere a te.
J.: – È buffo, per me è lo stesso. Cioè quello che mi eccita di più è far piacere all’altro.
N.: – Sotto questo aspetto siamo simili.

J.: – Gia.


  • Non sono solo loro ad aver piacere di dare piacere, però, ma tutte le persone che sono dentro ad una relazione positiva, come evidentemente lo sono loro in questo visto che lei lo invita a chiederle qualunque cosa gli faccia piacere e che lui lascia l’iniziativa a lei consentendole di fare solo cose che a lei va di fare, ma la positività di ora copre la negatività di fondo risultando pseudo-positività..

Judith (visto che non succede nulla).: – Che facciamo, ci buttiamo?
N.: – Ovvio.
J.: – I-inizi tu?
N.: – Ovvio. Posso, posso toccarti.
J.: – Ah si!
N.:- Posso, toccarti il seno?
J.: – Si va bene.
N. (dopo un po’ che lo tocca): – È piacevole?
J.: – Penso che a te faccia piacere e questo aumenta il mio piacere.
N.: – Eh, in effetti mi fa molto piacere.

Judith: – Che dici, mi stendo?
Nicholas: – Eh, certo. <dopo essersi steso a fianco di lei> Potrei continuare?
J.: – Ehm, si.
Lui mette la mano sul seno sopra la maglietta.
J.: – Se chiudo gli occhi ti dà fastidio?
N.: – No. … Me lo hai chiesto perché stai pensando a Claudio?

Judith: – No, niente affatto. Lui il seno non me lo accarezza mai. E quando me lo tocca, non lo fa così.
Nicholas: – E come fa?
J.: – Lui, lui me lo strizza.
N.: – E… tu cosa preferisci.
J.: – Non lo so, forse… la dolcezza.
N.: – Posso far scorrere la mano sul tuo corpo?
J.: – Siii. La mano va molto lentamente verso il basso, ma quando tocca la pelle delle gambe lei si rimette seduta di scatto.
N.: – Che succede?
J.: – Mi sta venendo un po’ di maldigola. Vado a prendere un bicchiere d’acqua. Ne vuoi un po’ anche tu?

Lei torna con due bicchieri di vino, sorride e poi bevono.
Judith: – Vuoi che mi rimetta nella posizione di prima.
Nicholas: – Non lo so, scegli tu.
J.: – Il malato sei tu.
N.: – Magari ora è il caso di spogliarsi?
Lei fa cenno di si, e si spogliano, ognuno per conto suo, con lei che ogni tanto lo guarda e lui che la guarda spesso, continuando a spogliarsi.

Andati sotto al piumino, lei si toglie il reggiseno e quando lui accenna a togliersi le mutande lo fa anche lei.
Judith (sorridendo): – Prima io.
Nicholas: – Si, ma di un secondo. (Dopo un po’) Posso… posso baciarti?

Judith: – Tu… tu ci tieni veramente?
Nicholas: – Eh lo sai. Perché, non ne hai voglia?
J.: – No, non è questo. Se il bacio non mi piacesse, dopo non lo so se riesco a farlo. Penso sia più facile con uno che non hai mai baciato, piuttosto che con qualcuno che ti attrae finché non scopri che non ti sa baciare e sei già nel suo letto.

Judith: – Se vuoi baciarmi poi corri il rischio che io non ci stia.
Nicholas: – Lo corro. Correrò il rischio, altrimenti non ce la farò mai. Però mi devi giurare che mi dirai sinceramente se non ti piace baciarmi. Non voglio la tua pietà.
J.: – D’accordo, te lo giuro. Segue un bacio di breve durata.
N.: – Come va?
J.: – Uhm.
N.: – Ti posso baciare con la lingua?
J. (dicendo si col capo): Uh-uhm.
Il bacio che segue deve piacere, perché non smettono più di baciarsi.

|<= 5 – Un mese dopo


Sono le 11 e 30 quando Emilie riprende il suo racconto a Gabriel: – Passò un mese prima che i due si rivedessero.

Nicholas dice di aver incontrato una donna (Caline) e di essere molto contento.
Judith: – Ti sentirai come un adolescente col cuore che scoppia di gioia.
Nicholas: – Non è stato un vero e proprio colpo di fulmine.
J.: – Ah no? Ma sei innamorato, giusto?
N.: – Ah si-si. Forse è un tantino presto per pronunciarsi, però sento già che ha il potenziale per coinvolgermi in un amore profondo la cui crescita è direttamente proporzionale al tempo che passa. Inoltre lui dice che il dialogo con Caline è ottimo.

Judith: – È perfetto. Potremmo dire che sei guarito in tempi luce. Sei quasi un miracolato.
Nicholas (senza entusiasmo): – È vero, è vero, sto meglio.
J.: – C’è qualcosa che non va?
N.: – No-no-no… in realtà c’è una cosa.
J.: – E dimmela, ormai siamo qua.
N.: – La faccenda è… è un pochino complicata visto che tutto va veramente molto bene. Se non fosse…
J.: – Se non fosse?
N.: – Insomma, so che è stupido, ma ecco, quando la bacio, è molto dolce guarda, molto dolce.
J.: – Ma?

Nicholas: – Non sento neanche l’ombra di quello che ho sentito con te. Io ci provo a dimenticare, ma non ce la faccio.
Judith: – È una cosa strana, perché anch’io da quando ti ho baciato sento che con Claudio è un po’ diverso. Cioè, mi sembra meno… Insomma è cambiato qualcosa.
N.: – Allora provi la stessa sensazione che…

Nicholas: – Mi dispiace, è colpa mia.
Judith (allargando le braccia): – Ma no, non è colpa di nessuno. Il fatto è che non riusciamo ad essere obiettivi. Abbiamo perso le nostre facoltà di giudizio. Il ricordo di quello che abbiamo provato è un ricordo falso. Anzi, non è nemmeno un ricordo, è un’illusione. Tutto qui. Probabilmente se ora li rifacessimo ci accorgeremmo che non è niente di speciale.
N.: – Tu credi?
J.: – Si. Anzi, ne sono sicura.

Judith dice che Claudio vuol fare un weekend romantico, che la cosa le crea un’angoscia infernale e che vorrebbe partire serena.
Anche lui vorrebbe liberarsi di quest’incubo che lo allontana da Caline, così per demistificare il ricordo decidono di rifarlo subito, mettendoci un po’ di malavoglia, meccanicamente, sul pavimento che è scomodo.

Judith: – Allora, tu che cavolo hai provato?
Nicholas: – Tu che cosa hai provato?
J.: – No, l’ho chiesto prima io.
N.: – Me lo prometti che non ci resti male se ti dico la verità?
J.: – Uhm.
N.: – Disgraziatamente questa volta è stato… meglio di quell’altra. Non riesco a spiegarmi come sia successo. Senti, non volevo, sono desolato. Ce l’ho messa tutta per farlo da schifo, ma con te non ci riesco. Sei arrabbiata?
J.: – Si. Non ce l’ho con te, sono incazzata nera con me stessa. Avevo persino i brividi.

Nicholas: – Malissimo, male, male.
Judith: – Guarda, per me dobbiamo rifarlo all’istante. Siamo tristi, spompati, sarà squallidissimo.
N.: – Si, forse è vero. Con me di solito la seconda è molto fiacca. Hai qualche preferenza per la posizione?
J.: – Dobbiamo impegnarci al massimo perché sia strepitoso. […] Applichiamoci al massimo perché sia formidabile. D’accordo?
N.: – D’accordo.

Gabriel: – E loro malgrado fu formidabile, o mi sbaglio?
Emile: – No, ha indovinato.

G.: – È da ingenui sperare di fregare i nostri ormoni.


  • Ma quali ormoni? L’amore umano ha tutt’altre spiegazioni che una questione di ormoni e loro due ne sono una prova, perchè stanno passando la serata insieme per aver fatto dei sogni e possono continuare a farli se si daranno quel bacio che desiderano di darsi.


Judith: – Sono desolata, non lo avevo mai fatto. Mi credi una ninfomane?
Nicholas: – No, il problema sono io. Non sopporto il dolore fisico, ma più mi facevi male più mi sentivo un toro.
J.: – Ma come un toro?
N.: – E che ne so, sono fuori di testa.
Poi lui dice che ha di nuovo voglia di baciarla, e lei che ha voglia di morsicare ancora le sue labbra, come un crampo.
N.: – Se serve a farti passare il crampo io lo rifaccio volentieri.
J.: – Sei un viscido. Non sono sicura di poter lottare da sola.
N.: – Si, hai ragione, ora riprendo il controllo.

Judith (Tra un bacio e l’altro): – Mi farei trapiantare il cervello.
Nicholas: – Dici che è quella cosa, l’amore?
J: – Non penso proprio.
N.: – Siamo abbastanza compatibili.
J.: – Ma grazie, siamo amici.
N.: – E come distingui l’amicizia dall’amore: in entrambe c’è il piacere di stare con l’altro e il piacere di fargli piacere.
J.: – Hanno dei punti in comune, ma questo non vuol dire che siano la stessa cosa.
N.: – Però che c’è in più quando si è innamorati?
J.: – C’è l’attrazione.
N.: – Ma noi siamo attratti.

J.: – Si, ma non vorremmo esserlo.


  • Non è di nessuna utilità rispondere a queste domande di due persone che prima hanno fatto sesso senza motivo e poi si chiedono se hanno voglia di mettersi insieme.
  • Per quelli che invece stanno guardando questo film per capire Emilie e Gabriel, dirò che l’amore può stare sia nell’amicizia (amicizia con amore) che nel fare coppia (fase a due dell’amore, quando terminata l’incubazione in cui si è scelto cosa si vuole in amore si cerca di passare da due strutture cerebrali simili a una struttura condivisa identica in entrambi).
  • L’amore a due è quando ci si accorda sul come vivere le situazioni in un modo che piace ad entrambi e dopo, trovato un accordo su quasi tutto, ci si fa sesso sopra, mentre Judith e Nicholas hanno fatto sesso senza accordarsi affatto sul come volevano vivere insieme.
  • In piccolo sono più avanti Emilie e Gabriel che a fine serata su una cosa sono d’accordo: come ci si comporta incontrano qualcuno che si trova attraente. Ma prima di fare sesso si dovrebbero accordare su molto altro e infatti non lo fanno.

Nicholas: – E se invece fosse un colpo di fulmine a scoppio ritardato?
Judith (separandosi spazientita): –  Non lo so, ma so che amo mio marito.
Nicholas dice che è fortunata, che lui non è più tanto sicuro di amare Caline, che tra amore, amicizia, attrazione e complicità non riesce a capirci più un cavolo.
J. (porgendogli la giacca per mandarlo via): – Bell’aiuto. Il tipico egoismo maschile. Tu l’ami, ficcatelo in testa.
N.: – Tu dici?
J.: – Ma certo, che dubbi hai. Non saranno certo due scopatine del cavolo a devastarci la vita. Tra qualche giorno questa cosa si sgonfierà da sola e ci rideremo sopra

|<= 6 – Confessioni


Gabriel (prima di trasferirsi con lei nella sua camera all’hotel perché il bar chiudeva e altri bar aperti in zona non ce ne erano): – E invece la cosa non si è sgonfiata.
Emilie: – Purtroppo no.

Gabriel si complimenta per la stoffa creata da Emilie e dice che sarebbe perfetta per il suo salone, ma lei dice che dovrà rinunciarci, avendo accettato di raccontargli quella storia perché lui non aveva alcun contatto con la sua vita.

Emilie (dopo essersi sdraiata, mettendo un cuscino davanti alla sue gambe): – Se si distrae con le mie gambe non potrò avere la sua attenzione.
Gabriel: – Chiedo scusa, mi ha beccato. Ora mi concentro.
E.: – Dunque, dov’ero rimasta?

G.: – A quando si stanno chiedendo se si sono innamorati. A mio avviso è accaduto, ma sono troppo sconvolti per rendersene conto. Sa mi ricordano una storia che è capitata a me.


  • E’ importante capire che il desiderio di fare sesso c’è anche nell’amicizia con amore, solo che non viene fatto perché oggi stanno sognando un amore per domani e quando si comincia a fare sesso l’amore è per oggi e esclude gli altri amori con sesso (il marito di Emilie e la moglie di Gabriel, come stanno escludendo il marito di Judith quando lei e Nicholas si mettono a fare sesso)

Gabriel: – Circa due anni fa stavo visitando un museo quando in lontananza intravedo la compagna di un mio vecchio amico. Io spesso sono a disagio con le donne degli amici perché non solo bisogna sforzarsi di non provare nessuna attrazione per loro, ma l’etichetta impone che ci si comporti da amici pur senza esserlo davvero. Ma lei (Penelope) lo vede e va da lui chiamandolo.

Penelope (baciandolo sulla guancia): – Come stai?
Gabriel: – Bene. E tu?
P.: – Mai stata meglio.
Più avanti lei dice è stata lasciata per un’altra donna, da due mesi.
G.: – Accidenti, Penelope, sono desolato.
P.: – E perché? Ti assicuro che sto benissimo.

Penelope (dopo aver detto che adesso sta meglio di quando stava con lui e che si sente perfino più attraente): – Tu per caso l’hai notato?
Gabriel (passando dal guardare il quadro a guardare lei): – Adesso che ti guardo, si, si lo sei.
P.: – Ora mi sento più indipendente, più spensierata, più aperta alle cose che mi circondano. Sono una donna libera.

Penelope: – Non ho nessuna voglia di fidanzarmi di nuovo.
Gabriel: – Ma, scusa, se incontri qualcuno che ti piace?
P.: – Ah, non ci penso due volte, è chiaro. Mi abbandono, non sto certo a farmi delle remore. Me la vivo senza ipocrisie. Ma non voglio nessun vincolo.
G.: – Anche se va alla grande?
P.: – Oh si. Ora ho solo bisogno di avventure, di cose leggere, di situazioni piacevoli. Prive di drammaticità, prive di doveri asfissianti. Mi godo ciò che di bello la vita può offrirmi.

Si gode anche Gabriel, dalla scena che segue.
Gabriel: – Dopo quel bacio lei non mi ha più lasciato.
Emilie: – Vuol dire che vivete insieme?
G.: – Esatto, è la mia compagna. E il nesso con Judith e Nicholas è palese, perché alla fine è quando meno te lo aspetti che ti innamori. Per me anche loro due si sono innamorati, sebbene senza saperlo.

E.: – Poi l’hanno capito. Purtroppo in un modo piuttosto brusco.


  • L’amore non c’entra nulla in quello che stanno facendo Judith e Nicholas perchè il loro è sesso per disprezzo (con Nicholas che disprezza Judith chiedendole sesso non perché le piace ma per cura; con Judith che disprezza Nicholas dandogli non perchè gli piace ma per terapia e che disprezza Claudio tacendogli quello che fa con Nicholas).
  • Gabriel e Penelope non si mettono insieme perché sono stati fulminati dall’amore ma perchè sapevano quello che volevono, era simile e ne hanno fatto una versione comune condivisa.
  • Penelope dovrebbe ringraziare le sconosciute che l’hanno preceduta (come la futura compagna di Gabriel dovrebbe ringraziare la Emilie di adesso), perché ciò che viene condiviso nell’amore a due è stato costruito prima nel corso di molte amicizie con amore.
  • Ma anche Emilie dà qualcosa a Penelope, purché passando la serata con Gabriel lo aiuta a sognare un amore per domani che fa bene anche all’amore per oggi, visto che tutto quello che Gabriel potrà mettere nell’amore attuale non aspetterà vent’anni per averlo ma lo metterà nella relazione con Penelope.
  • La tesi che l’incontro è più piacevole se i due non puntano ad avere una relazione a lungo termine è vera, perché la scelta di non star bene ha la funzione di far durare la relazione rendendola impermeabile al mondo esterno e non ha senso farla quando non interessa far durare la relazione, col risultato che il piacere nell’incontro di una sera di regola viene cercato e ottenuto.
  • Non è invece affatto vero che i due non sapessero di potersi dar piacere l’un l’altro prima di passare insieme una serata piacevole, perché lo sanno tutti che si sta bene ogni volta che si è orientati allo star bene col proprio sistema emozionale anche se non lo ammette nessuno.
  • Se neppure gli incontri senza impegni sono piacevoli, certo non ci si mette insieme, ma il successo di questi incontri può solo aiutare a illudersi che sarà piacevole la relazione a lungo termine prima che essa cominci, perché il primo atto che si farà insieme da coppia stabile determinerà il segno e sarà necessariamente un atto spiacevole se la coppia va verso una relazione negativa.
  • La coppia si forma quando entrambi decidono che non hanno più voglia di incontri belli ma senza futuro ed è una scelta libera, perché possono scegliere sia di guardare al primo atto insieme spiacevole smettendo la relazione che agli atti precedenti piacevoli continuandola, e quando continuano usano il piacere precedente per nascondere il non piacere attuale, per cui il successo degli incontri precedenti è necessario per accettare una relazione negativa ma tutt’altro che sufficiente.
  • Lo schema del mettersi insieme in un mondo negativo in amore è allora questo:  quando due vogliono mettersi insieme prima fanno funzionare gli incontri senza impegni e poi usano questo successo per mettersi insieme nonostante sia già chiaro al loro sistema emozionale che non vanno affatto a star bene.

|<= 7 – Alla festa


Emilie: – Quella festa [in cui vediamo che c’era anche Emilie] mise a dura prova Judith e Nicholas. Riuscire a ignorarsi era una vera tortura.
Nicholas raggiunge Judith davanti alla porta del bagno e vuol parlarle. Lei dice che non è il momento, ma non oppone alcuna resistenza quando lui entra nella camera oltre il bagno tenendo la sua mano e dunque portandola dentro con se.

Nicholas: – Ho delle cose da dirti e non posso più aspettare. La prima, è il frutto di una analisi accurata, io ti amo. Ho valutato ogni fattore negativo, ma io ti amo da morire Judith. La seconda è che so che questo è ininfluente, dal momento che tu non vuoi una storia con me. Perciò ho bisogno che mi aiuti a non amarti. […] Coraggio, guardami dritto negli occhi “io non ti amo Nicholas”.
Judith non dice nulla e abbassa gli occhi.

Nicholas: – Proviamo un’altra cosa, allora. Trovato. Adesso io provo a baciarti e tu mi respingi con decisione, in modo che io lo capisca.
Judith fa cenno di si col capo, ma poi si prende il bacio senza respingerlo affatto.
Secondo tentativo, ma identico risultato.

Nicholas: – Mi dispiace, ma a questo punto sarò volgare, perché tu reagisca d’impulso e in modo credibile. Io altre soluzione non ne vedo.
Lui toglie il vestito a lei, che però si limita a coprire il seno senza protestare affatto.
N.: – Beh, non mi dici niente? Non ti repelle il mio gesto? Ma come, di là c’è tuo marito, sputami in faccia.

Nicholas (togliendosi la camicia): – Lo vedi quello che faccio? Ehh? Dimmi che non vuoi che lo faccia. <Judith lo guarda senza dirlo affatto> Dillo avanti. Che aspetti?

Poi la abbraccia, ma Judith invece di protestare lo abbraccia anche lei e lo segue sul letto.


  • Loro spiegano quello che stanno facendo con l’amore che è scoppiato tra loro, ma c’è un’altra spiegazione: Judith prova piacere a disprezzare Claudio. L’amore negativo è questo, e finito di disprezzare Claudio comincerà a disprezzare Nicholas. Questi ha provato piacere a disprezzare Judith chiedendole sesso come terapia, ma raccoglierà quello che ha seminato.

Claudio guarda l’orologio e cerca Judith, anche nei bagni, vedendola poi uscire dalla camera.
Claudio: – Sei qua? Ti ho cercata dappertutto.
Judith: – Si, no, è che stavamo discutendo.
Nicholas: – Si, il fatto è che ho un problema urgente e allora gliene ho parlato.
C.: – Ah. Niente di grave, spero.
N.: – No, no-no-no. In realtà è una sciocchezza, ma sentivo il bisogno di chiarirmi le idee.
C.: – È normale.

Emilie (alla domanda se è stata abbastanza pazza): – Non lo so, mezzanotte è passata da un’ora e mi trovo in una stanza d’albergo mezza sbronza e con un uomo che conosco appena. Forse può darsi la risposta da solo.
Lui la ritiene saggia.
Emilie: – Mi lasci tornare alla mia storia e alle sue terribili conseguenze.

Gabriel: – Perché mai terribili? E.: – Beh, se avesse un finale tutto rosa crede che mi sarei fatta condizionare così tanto e che a quest’ora non le avrei permesso di baciarmi? E sorvolo su ciò che staremmo facendo in questo momento. L’amore ha il potere di farci volare ma non può cambiare la realtà dei fatti. Quando lei rivide la sua Penelope, nessuno di voi due aveva un’altra storia, per fortuna.


  • Qui Emilie mostra di non sapere affatto che Gabriel sta incarnando un sogno, perché con i sogni non si fa sesso (la protagonista di Ferro 3 lo fa, ma la cosa non funziona affatto e alla fine deve fare marcia indietro tornando a considerare un sogno quel ragazzo che lo incarna senza essere un uomo reale). Questa non coscienza non le impedisce però di comportarsi correttamente, accettando il bacio ma non il sesso.

|<= 8 – Sesso o amore?


Ora si vedono di nascosto per fare l’amore, qui sul luogo di lavoro di lei, che prima di far entrare Nicholas si accerta che nessuno abbia visto lei aprire a lui.

Dopo essersi baciati, Judith e Nicholas scivolano verso il basso ovvero verso il sesso.


  • L’amicizia con baci accende un fuoco (cartello a sinistra) che fa bene al matrimonio, ma se poi scivola verso il sesso allora c’è pericolo di morte (cartello a destra) per il matrimonio.
  • L’amicizia tra Nicholas e Judith è con baci e con sesso, ma visto che l’amicizia tra Emilie e Gabriel finirà con un bacio ma senza sesso è lecito pensare che il sesso non è così inevitabile come si dà per scontato che sia sulla terra attuale.
  • Ma il problema non è il sesso in se quanto l’orientamento al piacere di chi cerca l’intimità fisica nelle sue amicizie, perché il procurarsi piacere non è tollerato all’interno di un matrimonio negativo anche se si ferma prima del sesso, mentre è il benvenuto all’interno di un matrimonio positivo anche se qualche volta scivola nel sesso, per caso perché se finire in sesso è la regola invece che l’eccezione allora vuol dire che c’è qualcosa che non va nel matrimonio.

Con i rispettivi partner, Judith e Nicholas investivano tutto ciò che restava delle loro deboli forze per dimostrarsi normali. Non sapevano più cosa sperare, cosa volere, cosa pensare. Forse il loro amore non era che una fantasia che si sarebbe dissolta col tempo. Un inconscio bisogno di cambiamento, un espediente per sfuggire all’implacabile noia del quotidiano.


  • L’implacabile noia del quotidiano c’è solo nelle relazioni negative e il contrasto che i due stanno sperimentando è il contrasto tra una relazione dove cercano il piacere e un’altra dove al piacere hanno rinunciato il primo giorno che si sono messi insieme, mentre non ci sarebbe nessun contrasto ma un alimentarsi a vicenda se le due relazioni avessero lo stesso orientamento.

E se non si fosse trattato di amore, ma solo di una forte affinità carnale, una storia di feromoni [sostanze che suscitano specifici comportamenti in altri individui della stessa specie], un semplice fenomeno biologico?

Forse sono malata, troppo debole per farmi guidare dalla ragione, si rimproverava Judith (prendendo un sonnifero per dormire).

Forse sono un mostro di egoismo spinto unicamente dai suoi istinti sessuali, si diceva Nicholas (accendendosi una sigaretta). È a causa di uomini animaleschi come me che la civiltà non progredisce armoniosamente.


  • Certo, basta dimenticare quella montagna di cultura che la specie umana ha creato e nessun altro animale crea, qui ben rappresentata dai libri dietro alla testa di Nicholas, dopo di che siamo identici a tutti gli altri animali e facciamo sesso per riprodurci, così come i cacciatori vanno a caccia per mangiare la selvaggina spinti dai loro istinti a nutrirsi, o non ci vanno per questo a caccia?

Come sperare nell’emancipazione femminile con donne frivole e indecise come me. Bisogna davvero sconvolgersi la vita e mettere tutto a soqquadro solo per i baci e le carezze che seguiranno?

E se non fosse una storia di carezze e di baci ma di straordinaria complicità?

E se fosse una bellissima storia d’amore, come succede nei romanzi e nei film?


  • Non so in quale film Judith abbia visto una bellissima storia d’amore, visto che io ne sto ancora cercando uno che finisca con un matrimonio che prometta qualcosa che vada oltre alla luna di miele iniziale.

Judith emette gemiti di piacere, appoggiata al poster di un fungo bello e allucinogeno ma velenoso se non consumato in un certo modo come l’amanita muscaria, e poi vediamo spuntare da sotto Nicholas.
Judith: – Non dobbiamo farlo.
Nicholas: – Perché non ti va?
J.: – Si, ma stasera devo farlo con Claudio, la scusa dell’emicrania non regge più. Perché fai quella faccia? Sei geloso?
N.: – Eh, un po’.
J.: – Vuoi che pensi a te? Come se fosse facile non farlo. <Lui resta serio> Sei geloso.
N.: – È vero.

Nicholas: – Però ti capisco. E comunque mi aiuterà a fare l’amore con Caline senza troppi rimorsi di coscienza.

Judith (calcando le parole): – Devi farlo proprio stasera?


  • Sono entrambi gelosi, quindi possessivi, quindi passata questa fase iniziale orientata al piacere diventeranno tossici uno per l’altro come l’amanita muscaria, se non si sa come va usata per sfruttarne le proprietà allucinogene senza farsi del male.

Nicholas: – Scusa, ma che cambia visto che non vuoi che la lasci.
J.: – Ma, guarda che, se non voglio che la lasci è solo per te. Che ti piaccia o no, io sono sposata e vivo con Claudio. Mi sentirei troppo in colpa sapendoti solo come un cane ogni sera.
N. (dopo aver detto che vuole lasciarla): – È una persona stupenda. È per questo che mi sento in colpa; lei merita molto di più. Sono troppo sleale.
J.: – Anche Claudio meriterebbe una donna migliore.


Claudio: – Se questa musica ti deprime, la cambio.
Judith: – Ti devo parlare. No, per favore non mi guardare. […] Quello che sto per dirti ti farà molto male. Ma non posso mentire a me stessa, ne ingannare un uomo del tuo valore. Voglio soltanto che tu sappia che farti del male è l’ultima cosa che vorrei al mondo. […] Si, io non sarò più tua. Eppure so che una parte del mio cuore resterà tua finché vivo. Ma il resto è partito. È volato via verso qualcun altro. Lei continua, dolcemente ma fermamente.

Ma poi si scopre che ha solo immaginato di dirglielo.


  • L’essenza dell’amore negativo è in questo “qualcun altro” che si contrappone a Claudio, un amore che prende il posto di un altro, mentre nell’amore positivo un amore si aggiunge agli altri amori, fianco a fianco come l’amore verso i figli coesiste con quello verso il partner, a patto che uno solo sia l’amore col sesso.

Nicholas: – A che stai pensando? J
udith: – Penso che quando avremo una casa nostra potrò svegliarmi tutte le mattine così, tra le tue braccia.
Nicholas (più avanti, vestendosi): – Prima di tutto dovremo dirlo a Claudio e Caline.

J. (sedendosi sul letto): – La verità è che io non ci riesco a lasciare Claudio. Non potrei mai fargli del male. L’idea che soffra per colpa mia è insopportabile.


  • Peccato che svegliarsi tra le braccia di uno che ami e che ti ama dura ben poco, nell’amore possessivo, mentre dura all’infinito nell’amore dove la possessività è limitata al sesso, ovvero nell’amore che non proibisce altri amori con emozioni e con intimità fisica ma solo il sesso con altre persone.

|<= 9 – Un piano perfetto


Nicholas: – Stammi a sentire, Caline. Io credo che tra di noi non possa funzionare. Non c’è un motivo preciso, tu sei una ragazza meravigliosa, chiunque sarebbe al settimo cielo, chiunque. Ma ammettiamolo, tra noi due l’amore non è scoppiato.
Caline: – Beh, in effetti hai ragione.
N.: – Non lo so, magari sarebbe nato col passare del tempo…
C.: – Già, è quello che mi ero detta anch’io.
N.: – Il guaio è che non ci sono con la testa, l’avrai notato.
C.: – Si, un po’ me n’ero accorta. Hai incontrato un’altra donna?
N.: – Si, e la sfortuna vuole che sia il grande amore.

Caline: – Ah. Perché parli di sfortuna?
Nicholas: – Ma perché butta all’aria la vita di troppa gente. Alla fine io sono uno che porta solo guai. Se mi fossi innamorato di te sarebbe stato meglio per tutti quanti.
C.: – Ma l’amore non si può pianificare.
Lui si meraviglia che lei non sia inviperita con lui, ma lei dice che è fatalista, e che se uno in bici ti investe non guarisci prima se lo tratti male e lui le dice che ha un fascino pazzesco e che ha voglia di baciarla.
Lei rifiuta, ma accetta un bacio sulla guancia, che lui le dà con piacere.
N.: – Ho guadagnato un’amica.

C.: – E io un amico.


  • Si, lei qui mostra un bell’atteggiamento positivo, che oltre a massimizzare il piacere minimizza la sofferenza, e quest’atteggiamento è molto adatto all’amicizia, dove non essendoci obblighi un atteggiamento negativo porterebbe subito alla fine dell’amicizia, se non è una di quelle amicizie obbligate di cui parlava Gabriel.

Judith (dopo che Nicholas le ha raccontato come è andata con Caline): – Comunque lei è in gamba.
Nicholas: – Si, è straordinaria, è fuori dal comune. Ma perché fai quella faccia?

J.: – Eh, niente. Ho avuto una fitta di gelosia. Ma ora è solo un’amica, no? Zitto, non commentare.


  • Si, Judith è gelosa, Nicholas pure, e alla fine è proprio vero la diagnosi che Nicholas si è fatto da solo, ovvero che porterà solo guai nella vita di Judith, perché dopo tutto il trambusto che provocherà il lasciare Claudio lei si ritroverà dentro ad una relazione negativa, col nuovo compagno che guadagna molto meno e dice molte più bugie di Claudio, perché la storia del bisogno di fare sesso è stata una bugia di quelle che dopo qualsiasi altra bugia diventa una passeggiata.

Judith: – Se la vita fosse giusta, Claudio si innamorerebbe di un’altra e sarebbe tutto sistemato.


  • Non c’era bisogno di sistemare alcun problema se Judith fosse stata orientata a risolvere i problemi invece che a crearli, nel qual caso avrebbe esaminato la richiesta di Nicholas insieme a Claudio e non da sola e di nascosto, cercando tutti e tre insieme una  soluzione piacevole per tutti, che esisteva ed era pure molto vicina alla richiesta di Nicholas, consistendo nel dare a Nicholas tutta l’intimità fisica che voleva a patto che lasciasse fuori il sesso.
  • Se poi lui sosteneva che era proprio il sesso che gli mancava, Judith e Claudio lo potevano invitare a cercarsi una prostituta, sconsigliandolo dal tornare mai più da loro, avendo offeso tanto Judith quanto chi stava con lei non apprezzando l’offerta di tutto quello che poteva dargli lei come donna meno che quel sesso che giustamente riservava all’uomo con cui aveva intenzione di fare i suoi figli.

Nicholas: – Beh, è geniale. Ecco l’idea.
Judith: – Quale?
N.: – Se Claudio si innamorasse di un’altra donna, non dovresti essere tu a lasciarlo. E non soffrirebbe nel vederci insieme, ma sarebbe in estasi perché si sentirebbe alleggerito dai sensi di colpa. Guarda, oso dirti che farebbe i salti di gioia.

Caline fa l’hostess e Nicholas va ad aspettarla all’aeroporto, prima che parta, per chiederle se è interessata a conoscere un uomo.
Caline: – Apri una casa di appuntamenti?
Nicholas: – È un tipo a posto, molto ricco, attraente.
C.: – Come mai è tuo amico?
N.: – dai, dai, non scherzare. È un po’ complicato.

Nicholas (dopo averle parlato di Claudio): L’ho chiesto a te perché siete entrambi fantastici. E poi mi sono detto “se è ancora single cosa ha da perdere?”
Caline: – Hai il tatto di un monco.
N.: – Pe-Perché, scusa?
C.: – Niente, lascia stare.

N.: – Io cercavo di essere pratico. Se sei single, esaminerai degli uomini. Uno in più che ti cambia. Se ti piace tanto meglio, se non ti piace tanti saluti. Poi le mostra una foto di Claudio e lei “in effetti non è male”. Lui conclude dicendo che lei è la sua unica speranza


  • Il piano, come ogni altra azione di una coppia negativa nei confronti di altri, non serve a far star bene Claudio ma a farlo stare ancora più male, sentendosi buoni e bravi mentre trasferiscono la colpa delle sofferenze che creano loro a lui, che sarà accusato di non aver accettato lo star bene che loro le offrivano.
  • In realtà non gli offrivano proprio nulla, perché il non verbale è un libro aperto per il sistema emozionale di chiunque e di sicuro Claudio avrebbe visto subito che Caline non era sincera con lui, mentre gli offrivano un altro atto di disprezzo, pensando che lui non starebbe mica male per il torto che gli è stato fatto, ma perché non sa star bene e non sa costruire da solo belle relazioni con belle donne.
  • Inoltre il problema lo ha creato la non sincerità di Judith con Claudio e aggiungere una nuova bugia serve ad aggravare il problema mentre si fa finta di volerlo risolvere per mandare assolti se stessi.
  • Quanto a Caline unica speranza, evidentemente Nicholas proprio non concepisce la sincerità, mostrando di non sapere nemmeno dove sta di casa una relazione positiva che di sincerità si nutre dal primo all’ultimo minuto, per cui se al momento la relazione con Judith è positiva è solo perché non poteva sperare in una relazione con lei senza esserlo, ma appena si metteranno insieme stabilmente sarà tutta un’altra musica.

Judith: – È un po’ complicato, ma ci dà la possibilità di colpire nel segno, sempre che lui ti piaccia, è chiaro. Il problema è che mio marito è completamente monotematico, non ha mai guardato un’altra donna, senza nulla togliere al tuo fascino. È per questo che ci siamo scervellati per trovare un aggancio che ti permetta di attirare la sua attenzione. E l’abbiamo trovato: Schubert.
Caline: – Schubert?
J.: – Esatto, quello là (indica la foto dietro a Caline), il compositore.

|<= 10 – Claudio


Di giovedì Claudio esce di farmacia alle 12 perché fa un corso di tennis. Alle 14 esatte pranza al bar del club, stesso posto, stesso sandwich al formaggio. […] Si trattiene lì fino alle 15, a volte legge, a volte ascolta la sua musica, e a volte se ne sta lì a pensare. Lo aspetterai lì fingendo di leggere un libro: la nuova biografia di Schubert. Non è ancora uscita in Francia, l’ho ordinata via internet, e quando Claudio la vedrà vorrà sapere a qualsiasi costo come te la sei procurata.

Caline non sa nulla di Schubert ma accetta.


  • Tutti sanno, anche se non ne sono coscienti, che ci sono relazioni basate sulla verità e relazioni basate sulla bugia e la prima cosa che fanno in ogni interazione è di stabilire il segno di quella interazione osservando come comincia. Dopo due parole Claudio capirà perfettamente che quella interazione nasce all’insegna della bugia, per cui Judith e Nicholas sanno perfettamente che non la prenderà bene, e se mandano lo stesso Caline è per dare a Claudio la colpa di non aver voluto star bene con una bella donna ben disposta nei suoi confronti.

Claudio: – Che cos’hai?
Judith: – No, niente.
C.: – Dicono che mi succederà una cosa brutta?
J.: – Niente di tutto questo, anzi. Dicono che ti accadrà una cosa meravigliosa.
C.: – E allora come mai fai quella faccia triste?
J.: – Perché per me non sarà una meraviglia.
C.: – Che vorresti dire?
J.: – Incontrerai una persona.
C.: – E con questo?

J.: – Una donna di cui ti innamorerai alla follia.


  • La gelosia, ovvero il dispiacersi perché all’altra persona capita una cosa meravigliosa come l’innamorarsi, è tanto normale nell’amore negativo quanto assurda nell’amore positivo dove il piacere altrui è vissuto come un proprio piacere, ed esprime la natura conflittuale della relazione negativa dove se l’altro sta bene io me ne dispiaccio, per cui che lo ammetta o meno se sta male io sono contento.
  • Abbiamo visto Judith sincera con Nicholas e ora le vediamo continuare ad essere falsa con Claudio. il che evidenzia che la stessa persona è sincera nelle relazioni dove cerca il piacere e falsa in quelle dove se dicesse il vero dovrebbe dire che cerca la sofferenza, anche se mentendo dice che cerca il piacere.

Claudio (andando a baciarla): – Buona giornata. A stasera.
Judith (prima di baciarlo): – A stasera.
C.: – Ma che c’è? Mi dici a stasera come se mi stessi dicendo addio. Stai ancora pensando a quelle maledette carte? Lo sai che cominci a diventare ridicola?
J. (seria): – Ormai non ha importanza, perché quello che deve accadere accadrà.
C. (sorridendo): – Tu sei completamente pazza. Adesso devo andare ma non voglio più sentir parlare di questa storia.
Lui la bacia sulla guancia.

Poi Claudio esce e Judith telefona a Nicholas.


  • Dal momento che lui vede benissimo dal non verbale quando le parole non corrispondono alle azioni è il caso di chiedersi perché questa volta nota il tono falso e da oltre un mese fa finta di niente pur avendo visto la falsità delle parole di lei tanto quanto l’ha vista ora.
  • Perché non potrebbe stare dentro ad una relazione negativa se non accettasse per vere le parole false, nella maggior parte dei casi, e oggi sulla terra una relazione positiva in amore non è disponibile, per cui o Claudio si tiene quella negativa o sceglie di stare da solo.

La giornata sembrò insopportabilmente lunga a Judith e Nicholas, prima e soprattutto dopo l’ora dell’incontro, passata la quale aspettarono invano una telefonata di Caline per sapere come era andata.
Qui Judith telefona per chiedere a lui se l’ha sentita, ma Nicholas non ha ricevuto alcuna telefonata da Caline e Claudio ha il cellulare spento, al che pensano che stiano ancora insieme.

Emilie: – Alle 9 Claudio non era ancora rientrato e di Caline nessuna notizia.
Gabriel: – E com’è possibile? Un secondo per telefonare lo trova anche una monaca di clausura. Beh, a meno che il loro incontro non fosse stato così travolgente da far dimenticare il resto del mondo a tutti e due.
E.: – La verità è che niente andò come loro avevano previsto. Torniamo a quella stessa mattina, prima che Claudio uscisse.

|<= 11 – Niente è come sembra


In fondo alle scale Claudio si accorge di aver dimenticato la sciarpa e ritorna in casa per prenderla, sentendo Judith al telefono con Nicholas


  • La sciarpa dimenticata è una coincidenza casuale o il sistema emozionale di Claudio gliela ha fatta dimenticare prima e ricordare in fondo alle scale per farlo tornare indietro a vedere che faceva Judith, stanco delle troppe bugie sentite negli ultimi tempo e deciso a far chiarezza dopo la bugia di troppo delle carte?

Judith (al telefono): – Si, si, la racchetta l’ha portata. È una bella giornata, ci andrà, sta tranquillo. Si, la cosa delle carte gliela ho fatta, ma mi sono sentita molto meschina. Te l’ho detto che non era una buona idea e comunque non c’ha creduto. […] Dì a Caline di trovarsi al bar del club prima delle due e ricordale di portarsi il libro di Schubert. … Non lo so, incrociamo le dita. … Ti amo anch’io.


  • Notare che le bugie partono sempre da Nicholas, che comincia col sesso che gli manca per chiederle di lasciare Claudio per lui senza offrirle nulla di più di Claudio se mai di meno e continua col piano perfetto e con le carte, anche se Judith ne diventa corresponsabile quando ci sta a seguirlo, mentendo volentieri a Claudio quando può darne la colpa a Nicholas.
  • Un altro amore diventa tradimento quando non va ad aggiungersi all’amore che si ha già come può fare e fa nell’amore positivo, ma si contrappone ad esso entrandoci in conflitto, dove tale conflitto non è affatto una necessità come vedremo con Emilie e Gabriel per cui diventa una scelta, un voler far male all’altro per sentirsi superiore a lui mentre riesci a farlo soffrire.

Lo shock fu talmente forte che sul momento Claudio fu incapace di reagire e cadde in una crisi profonda.
Cliente: – Buongiorno dottore. Si sente bene?
Claudio sembra non averla sentita.
Cliente: – Dottore?
Alla fine lei si rivolge all’altro farmacista, il quale prende la ricetta guardando preoccupato Claudio, che anche chiamato dal collega non risponde.

Senza dire nulla Claudio guarda a lungo Caline, che imbarazzata cerca di nascondersi invano dietro al librone di Shubert,

Claudio (dopo essersi seduto vicino): – Lei è un’appassionata di Schubert?
Caline (sorridendo nervosamente): – Eh, si. Cioè lo sto scoprendo, ho sentito un suo pezzo e… Perché anche a lei interessa la musica classica?
Cl.: – Detto tra noi, lei non sa un bel niente di Schubert, vero?
Cal.: – Beh, in effetti è un amore recente. Una specie di colpo di fulmine. […]
Cl.: – Ma lei non si vergogna?
Cal.: – Come prego?
Lui dice che sa tutto quanto e lei dice di non sapere di cosa sta parlando.

Caline (alzandosi): – Io penso che lei stia sbagliando persona, la saluto.
Claudio (bloccandola): – No, lei non va da nessuna parte. E io non sto sbagliando persona.
Alla fine lei ammette.
Cal.: – Se ho accettato di venire qui oggi lho fatto solamente per aiutarli. Ero la loro unica speranza. Non hanno agito con cattiveria, ma per il suo bene.
C.: – Per il mio bene? Magari ora si aspetta che le dica grazie? Che fortuna che ho. Sono circondato da persone meravigliose. E dire che neanche me ne rendo conto.

Poi si alza per andarsene.


  • La colpa grave di Caline è di aver preso per buone le cattive intenzioni di Judith e Nicholas, e non per sbaglio perché non si può confondere la notte col giorno, con un piccolo danno a Claudio che ci avrebbe messo in ogni caso pochi secondi a capire che lei lo ingannava e un grosso danno potenziale a se stessa, perché starare il proprio sistema emozionale per non vedere la negatività altrui è pericoloso come starare la soglia del dolore con qualche droga.

Claudio: – Non immagina quanto ami Judith, quanto io… Ma per capire lei dovrebbe essere in grado di amare.
Caline: – Se l’amasse dovrebbe volere la sua felicità.
Cl. (alzando la voce): – Ho sempre voluto la sua felicità.
Cal. (alzandola anche lei): – Beh adesso la sua felicità è vivere accanto ad un altro, però questo, scusi tanto se glielo dico, dipende solamente da lei. Perché Judith preferisce soffrire piuttosto che farla soffrire.

Lui se ne va, inseguito da un “ora sta a lei, può tenersela oppure lasciarla andare”


  • Quella detta da Caline è la classica cosa giusta detta nel momento sbagliato, facendo più disastri di una cosa sbagliata, perché Judith non sta affatto preparando la sua felicità accanto a Nicholas altrimenti avrebbe cercato anche quella di Claudio invece di mentirgli dal primo all’ultimo minuto della sua relazione con Nicholas, e la storia che i loro star bene sono in conflitto è una delle molte bugie che appoggiano un mondo negativo in amore.

A Caline rubano il cellulare, il numero di telefono di Nicholas è riservato, così lei parte senza poter riferire dell’incontro con Claudio.
Per ben tre giorni Judith e Nicholas annasparono nel nulla più assoluto.
Poi Claudio ricompare in casa. Appare molto provato e ha una mano ferita, che ritrae bruscamente quando Judith gliela tocca..

Senza dire nulla, Claudio si mette a fare la valigia.
Judith: – Dove stai andando?
Claudio: – Avevi ragione.
J.: – Ragione su cosa?
C.: – È vero, ho incontrato qualcuno.
J.: – Ah!
C.: – Le carte. C’hanno preso. […] Ho incontrato una donna. È stato come un flash, mi spiego? Non pensavo che potesse capitarmi una cosa simile, ma… Sono partito 3 giorni con lei. Mi dispiace dirtelo in modo così brutale, però sono convinto che mentirti sarebbe anche peggio. È pazzesco, lo so, ma tu mi puoi capire, no?  Non ti fa troppo male vero?

Judith: – No. Si. Sono un po’ confusa. Non saprei.
Claudio – Sei molto arrabbiata con me?
J.: – No. È che io non credo che siamo in grado di controllare il nostro cuore.
C.: – Sono contento, che tu prenda la cosa in questo modo. Beh, è ora che io vada. Mi aspetta. Per il resto della roba passerò appena posso.

Poi va via, fermandosi un attimo quando la incrocia, senza salutare.


  • Claudio fa la cosa migliore da fare in questi casi, secondo l’analisi della domanda, cioè non mettersi a discutere, prendendo per vera la versione di Judith e Nicholas perché se è vera allora va bene quello che hanno fatto e se è falsa la massima punizione è inchiodarli a una finta verità, che fa soffrire lui per qualche giorno ma è una sofferenza utile perché quelle persone è meglio perderle che trovarle, e che farà soffrire Judith e Nicholas per il resto del tempo che staranno insieme perché una relazione fondata sulla falsità è una relazione orientata alla sofferenza.

|<= 12 – Conseguenze


Quella stessa mattina Caline riatterrò a Parigi, andò immediatamente a cercare Nicholas, lo trovò a casa e gli raccontò del suo penoso incontro con Claudio. Poi lui telefonò a Judith e le riferì ogni cosa.
Pochi giorni dopo Judith scoprì che Claudio era tornato in Italia dalla sua famiglia e che stava molto male. …
Gabriel: – E come proseguì la relazione tra Judith e Nicholas?

In una giornata senza sole Nicholas aspetta Judith sotto un grande albero.
Lei arriva camminando piano e si avviano insieme senza parlare, chinando la testa.

Mentre si allontanano, lui le mette un braccio sulla spalla.
Judith (con voce triste): – Abbiamo fatto qualcosa di sbagliato.

Nicholas: – Non volevamo ferire nessuno…


  • Uno chiede sesso alla sua migliore amica felicemente sposata non davanti al marito e alla luce del sole perché lo considera compatibile col matrimonio di loro ma lontano dalle orecchie di lui evidentemente perché lo considera una ferita inferta alla coppia e non voleva ferire nessuno solo perché le sue intenzioni coscienti non erano ostili alla relazione di lei con Claudio?
  • Lei accetta un sesso che nasconde al marito evidentemente perché non lo considera accordabile con la sua relazione con Claudio e non sta ferendo nessuno perché le sue intenzioni coscienti non sono quelle di far del male alla sua relazione con Claudio?
  • Quando parole e fatti non si accordano tra loro, la verità è quella dei fatti, qui che sapevano entrambi di ferire Claudio facendo sesso di nascosto, e la versione cosciente di segno diverso serve solo a nascondere le loro intenzioni ostili dietro un tentativo di conciliare le due cose solo apparente, perché fanno tutto meno quello che serviva davvero: dire a Claudio le loro intenzioni, meglio prima ma comunque era accettabile anche subito dopo, cercando insieme una soluzione che andava bene a tutti.

Nicholas (continuando): – …ma pare che in amore sia quasi impossibile.

J.: – Non volermene, ma finché Claudio non sarà felice non potrò esserlo nemmeno io e c’è il rischio che passi molto tempo.


  • È impossibile solo nell’amore negativo, che è quello in cui due persone invece di cercare di star bene rinunciano a star bene, cosa che qui Judith fa chiaramente perché se aspetta la felicità in amore di Claudio per star bene lei con Nicholas, allora aspetterà tutta la vita non essendo previsto lo star bene in un mondo negativo in amore.
  • Si può anche dire che ferire qualcuno in amore è impossibile sulla terra attuale, visto che non conosce eccezioni all’amore negativo, ma noi siamo qui per definire le linee guida di un amore positivo, e in questo amore è quasi impossibile esattamente il contrario, cioè il ferire qualcuno, e per gli stessi motivi per cui nell’amore negativo lo si ferisce di sicuro.


Emilie: – Io penso che l’amore sia imprevedibile.
Gabriel: – Mi scusi, che intende dire?
E.: – Che se non fosse accaduto non avrei incontrato mio marito.
G.: – Non ci credo. Mi sta dicendo che il povero Claudio oggi è suo marito?
E.: – Perché povero? Guardi che con me è molto felice, o almeno lo spero.

Gabriel: – Credo di capire perché mi ha negato quel bacio.


  • Emilie ha voluto vedere come Gabriel reagiva a quella storia per capire se quel bacio lo meritava o meno.

Emilie: – Lo amo molto e non permetterei mai che gli capitasse di nuovo.


  • Siamo arrivati al cuore di questa storia, quando Emilie dopo aver spiegato a Gabriel quale è il bacio a cui ha detto no nell’interesse di Claudio ma anche nel proprio interesse, ora sta chiedendo a se stessa come dovrebbe essere il bacio con Gabriel per aggiungere qualcosa di bello alla sua vita senza toglierle nulla di quello che di bella la sua vita ha già.

Gabriel: – Certo. Anche se era solo un innocente piccolissimo bacio.


  • Un bacio significa “ti amo” e non ci sono “ti amo” piccoli e “ti amo” grandi, ma “ti amo” veri nel senso di seguiti da fatti che cercano e ottengono di aumentare lo star bene altrui e “ti amo” falsi nel senso di seguiti da fatti che non vanno affatto verso un aumento dello star bene altrui.
  • Quanto all’innocente, se esso significa che Gabriel non ha chiesto un bacio per chiedere un atto sessuale subito dopo, allora sta andando nella direzione dei “ti amo” veri, perché un “ti amo” in più non guasta mai come non guasta mai ricevere del denaro in più, mentre il sesso chiede esclusività perché è simbolicamente legato ai figli e se Emilie accettasse di farli con Gabriel non sarebbe più disponibile a farli con Claudio, per cui non si aggiunge al sesso che c’è già ma tende a sostituirlo.

Emilie: – Il punto è che non possiamo decidere come sarà un bacio finché non ce lo daremo.
  • La verità contenuta in questa frase, secondo il modello del cervello che sto usando qui, è che il sistema razionale di una persona non sa con certezza se il suo sistema emozionale ha intenzioni positive o negative verso quella persona fino a che non fa qualcosa con lei, per cui prima di baciarsi ma in generale prima di fare qualcosa insieme le sue sono solo congetture, poco più attendibili delle congetture sulle intenzioni di un’altra persona.

Dopo un attimo di silenzio, Gabriel si mette il cappotto per andarsene.
Lei continua a guardarlo e lui risponde allo sguardo, lasciando entrambi capire che hanno sempre voglia di quel bacio.
Emilie: – Non mi va di lasciarla in questo modo. Desidero che abbia un bel ricordo di questa serata
  • Prima una correzione (“desidero che abbia un ricordo di questa serata”), perché il piacere è un fissativo dei collegamenti cerebrali utilizzati in questo incontro che verranno conservati generando un ricordo stabile nel tempo, mentre in presenza di un dispiacere il ricordo della serata durerà ben poco.
  • Poi un inquadramento di questo ricordo, che non è un soprammobile a se stante da tenere in casa per bellezza ma una parte di un progetto, ne più ne meno di un apprendimento scolastico di un argomento all’interno di una materia, piccola parte di quella conoscenza della materia che uno studente avrà a fine corso, e qui la materia è “come relazionarsi con l’altro sesso”, cosa chiedere ad un amore la prossima volta che se ne vivrà uno, tra 20 anni.

Emilie: – Lei è un uomo molto gentile, mi ha ascoltata con pazienza.
Gabriel: – Guardi che per me è stato un piacere.
E.: – Sa, credo di doverglielo questo bacio. E devo anche confessare che ho molta voglia di darglielo. <Lui non si avvicina> Ma anche se tutte e due desideriamo un bacio senza conseguenze…

  • Senza conseguenze al presente, perché se un ricordo lo lascia esso entrerà a far parte di quel progetto di un amore per domani, progetto che al momento non viene usato per rispondere all’ambiente ma che un giorno, quando sarà completato, verrà usato e con molte conseguenze tutte insieme, determinando una svolta nella vita di quella persona.

Emilie: – Dobbiamo proteggerci da ogni possibile imprevisto. E dagli scherzi del cuore.
Gabriel: – Lei che cosa propone?

  • Nel mio modello del cervello, scherzi del cuore si traduce con scherzi del sistema emozionale corticale, che può fare brutti scherzi quando è orientato verso la sofferenza e bei scherzi quando è orientato verso il piacere, e in entrambi i casi il sistema razionale che non può far altro che adeguarsi.
  • Notare che in tutta questa storia lui mette la proposta del bacio e poi lascia sempre l’iniziativa a lei, rispettando lo schema che lui propone e lei decide se accettare o meno e dando valore al contributo femminile, piccolo se pensiamo che una proposta maschile di regola ha dietro molti anni di incubazione ma decisivo e rischioso, perché lei si prende la responsabilità di definire bene quello che approva e male quello che disapprova.

Emilie: – Ci daremo quel bacio e quando… le nostre labbra si staccheranno rimarremo in silenzio, non diremo nulla. Nemmeno arrivederci. Ci saremo già detti addio prima del bacio. Il silenzio ci sarà complice nel non tradire le nostre emozioni. Io non so il suo cognome e lei non conosce il mio. Non cercheremo mai di scoprirlo, ne di rincontrarci. Quando le nostre labbra si staccheranno, lei se ne andrà via, senza uno sguardo, senza voltarsi indietro. Noi due non ci rivedremo mai più. E non conserveremo altro che il ricordo del bacio. Lo vuole ancora?


  • Le regole sono ok, perché una serata di amicizia con amore è un sogno dal quale ci si risveglia a fine serata per tornare poi ad essere quello che si era prima, due perfetti estranei nel caso di Emilie e Gabriel.
  • Il clima non è per nulla ok, ma bisogna capire che questi due stanno facendo il primo passo su un pianeta positivo in amore del quale non conoscono assolutamente nulla, venendo da un mondo che da millenni declina l’amore al negativo e meno capisce quello che si fa in amore meglio è, e che a questo mondo negativo vogliono tornare, non essendo in grado nemmeno di immaginare quel mondo positivo in amore dove un atto come il loro, e anche molto di più, segue quelle regole spontaneamente perché tutti sanno che fa parte dell’incubazione di un amore futuro.

Gabriel: – Si, più che mai.
E devo confessarle che le sue regole mi piacciono molto.
Emilie: – Tanto meglio. È tardi. Ho passato una splendida serata. È il momento giusto per salutarci.
Gabriel: – Addio.
Emilie: – Addio.

Si baciano.

Poi lui le da un ultimo sguardo e lentamente scompare nel buio da dove era venuto.


  • In questo film non viene mostrato perché quel bacio venga chiesto e perché venga concesso, ed è solo un’ipotesi che dietro ci sia un’incubazione in corso per entrambi (ovvero il sognare un amore per domani, quando i loro attuali matrimoni avranno raggiunto la loro conclusione naturale).
  • Il prossimo film (diretto dallo stesso regista di questo film un anno prima), però, confermerà ampiamente quest’ipotesi mostrandoci una situazione in cui lo sconosciuto è chiaramente usato per dare un corpo ad un sogno di lei in attesa di essere realizzato.

|<= FINE RIASSUNTO FILM e INIZIO APPROFONDIMENTI

Se un bacio vi pare poco, provate a iniziare una serata tra amici con un bacio


Un bacio sulle labbra è il punto di arrivo di questo film, come il punto di arrivo del film Ferro3.. Se vi sembra poca cosa, provate a iniziare e finire una serata con amici con un bacio vero (invece che con un bacio formale) e poi ne riparliamo (=> film NOVO).

Un bacio sulle labbra ad una persona diversa dal proprio partner almeno una volta alla settimana è il segreto dell’amore positivo coniugale di Terra2 e cominciamo la sua esplorazione da questo film. Bertrand infatti è positivo, ma la sua è una positività pre-matrimoniale e non ci basta. Mentre Ferro 3 è una affermazione teorica (sognare un amore per domani dentro ad un amore per oggi riporta l’amore dentro alla relazione attuale), ma bisogna imparare a calarla concretamente nella realtà quotidiana di ognuno di noi.
Il personaggio che mi interessa di questo film è Emilie, perché l’altra donna (Judith) è una donna di Terra1 quanto Valerie visto che alla fine (cioè accanto a Nicholas) è meno allegra di quanto era all’inizio (accanto a Claudio) e in mezzo c’è un sesso nel quale disprezza Nicholas, Claudio e se stessa.
Emilie è la sintesi dei due personaggi positivi visti fino ad ora: il Bertrand che amava le donne (quindi escludiamo il Bertrand dell’ultima scena che amava il sesso delle donne più delle donne e pensiamo a questo Bertrand) e la moglie di Ferro 3 che sogna un amore per domani senza dargli ne poco peso (prima scena in cui manda Lui, il suo sogno, a dormire in una casa vuota nel senso che le persone che la abitano non sognano più) ne troppo peso (da quando lascia il marito, finendo per sposarsi col suo sogno, fino a quando non restituisce Lui alla sua natura di sogno) ma dandogli il giusto peso-ruolo (=> lei che bacia il suo sogno mentre abbraccia il marito)
Il commento che sviluppa questo tema sarà evidenziato col colore rosa, per distinguerlo dai commenti vecchi.

|<= Il bacio senza sesso di Emilie è un piccolo passo in una grande direzione


Nel vecchio commento definivo il bacio senza sesso tra Emilie e Gabriel che conclude questo film “un piccolo passo in una grande direzione” perché dietro a quel bacio c’è un’altra idea dell’amore.

Se lui ha piacere a darle quel bacio e lei a riceverlo dopo aver escluso nel modo più categorico che esso possa portare al fare sesso tra di loro, allora questo piacere non può essere spiegato con l’istinto sessuale e deve essere spiegato in qualche altro modo.

Non ha alcuna importanza come venga spiegata l’attrazione degli uomini verso le donne, ma per costruire un mondo positivo in amore è della massima importanza:

  1. che non venga spiegata col desiderio di far sesso “procreativo” (= per tramandare i geni);
  2. che venga spiegata in qualche modo e che la spiegazione sia esplicitata perché altrimenti s’intende tacitamente accettata la spiegazione col desiderio di fare “sesso procreativo”.

|<= Baciare è l’atto simbolo dell’amore+ (fare sesso è l’atto-simbolo dell’amore-)


Nessun commento solo una canzone accompagnata da un video col titolo: “I baci nell’arte”.
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