last night

La serata con l’ex di Joanna in LAST NIGHT (Massy Tadjedin, USA 2010) è incubazione? Perché Michel è obbligato a far sesso e Alex è esonerato? E’ più piacevole la serata di Michael con sesso senza amore o quella di Joanna con amore senza sesso? Leggi le mie risposte nei commenti con lo stesso colore della domanda. (Prima però leggi => I concetti utilizzati nei miei commenti)

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fonte del video: casacinema


|<= 1 – Cena di lavoro


Michael (pr. Maicol): – Jo, sei pronta?
Joanna: – Si, quasi. No, sto. Si, ho fatto. Perché non mangi qualcosa?
Michael: – Jo, siamo già in ritardo.

Joanna si sveste e si riveste in un attimo.


  • Michael sembra aver fretta di arrivare alla festa data dal suo datore di lavoro, dove c’è la bella collega che gli piace (tanto quanto piace ad uno spettatore uomo di guardare qui una bella Joanna poco vestita), ma creando tensione ad una Joanna che si sta già cambiando alla massima velocità di fatto ritarda il suo arrivo. Perché con la ragione vuole arrivare prima possibile e col cuore più tardi possibile?
  • Perché Michael è condannato a fare sesso con la collega da una concezione dell’amore, voluta dalle donne e accettata dagli uomini, che non lo separa mai dal sesso fatto, dopo di che la stessa Joanna che lo obbliga a fare questo sesso glielo rimprovera considerandolo un traditore. Michael sa che sta andando verso qualcosa che gli darà qualche minuto di piacere e molti anni di spiacevoli rimoproveri e giustamente il suo sistema emozionale preferisce più allontanare che avvicinare la prospettiva di un evento complessivamente molto più piacevole che spiacevole. 

Joanna: – Prendi una bottiglia di vino?

Mentre Michael prende la bottiglia dalla cantinetta del soggiorno e si avvia Joanna trova il tempo di dare un morso ad un panino e poi lo segue spegnendo la luce e il televisore da 42 pollici che lui guardava quando l’aspettava mangiando.


  • Anche qui il Michael condannato a fare con la collega un sesso che preferirebbe evitare cerca di ritardare il “lieto evento” lasciando ad una già indaffarata Joanna l’incombenza di spegnere il televisore che guardava lui.

Michael (dentro al Taxi che li porta alla cena di lavoro, visto che Joanna si sta truccando gli occhi in auto): – Se ci tamponano potresti perdere un occhio.
Joanna (mettendo via il rimmel): – Non oggi. Come è andata la giornata?”
M.: – È stata una bella giornata.

Joanna ride, portandosi dietro il sorriso di Michael.


  • Joanna è allegra perché per lei quella festa è una festa, Michael no perché c’è la collega e sicuramente Joanna gli rimprovererà di guardarla con desiderio, cosa che lui non può evitare di fare perché l’approvazione femminile è necessaria ad un uomo.

Joanna (appena scesa dal taxi): – Dov’è il vino?
Al che Michael rincorre il taxi, che si ferma permettendogli di recuperare la bottiglia, mentre Joanna ride.
J. (a Michael che si avvia per salire): – No, aspetta, aspetta. Ciao
M. (passandole un dito dalla fronte alle labbra via naso): – Sei dolce, amore.

J.: – Grazie ( e poi lei lo bacia sulle labbra con convinzione)


  • Joanna sarebbe molto più dolce se non lo obbligasse con la sua idea dell’amore a fare quel sesso che poi gli rimprovererà, ma visto che donne che disgiungono il sesso dall’amore non ve ne sono sulla terra attuale cerca di farsi piacere quella.

Arrivati insieme agli altri Joanna bacia sulla guancia Andy, collega di lavoro di Michael e gli dice “non hai portato Sarah”.
Michael (baciando le mano di Joanna che continua a tenere la sua mano): – Ci vediamo tra un’ora, così forse avrete finito.
Andy (un po’ scocciato di essere classificato una fonte inesauribile di problemi di amore): – Ah, grazie tanto!

Stuart (il capo di Michael che vediamo senza cravatta a Joanna): – Michael dice che lavori a un nuovo libro.
Joanna: – Michael lo dice sempre.
Stuart (sorridendo): – Oh be! Magari ha ragione lui.
J. (ridendo di gusto): – Sono solo io a non saperlo.

Andy (a Joanna dopo che Stuart se ne è andato): – Mi detesta, mi licenzierà.
J.: – Lo dici tutte le settimane, ma non è successo negli ultimi due anni.
Andy: – Forse aspetta solo il momento giusto.
Joanna (cambiando discorso): – Vuoi che porti io a spasso Lucy (il cane) mentre voi sarete fuori?
Andy: – Ah, si. Sarebbe fantastico.
Joanna: – Ma Michael dov’è finito?

|<= 2 – Laura


Andy (indicando il terrazzo): Eccolo lì! È lì, andiamo.

Joanna resta dov’è e all’insistenza di Andy dice che deve andare in bagno, ma quando lui va via lei resta incantata a guardare il marito sul terrazzo accanto a una donna che mette per un attimo una mano sulla spalla di lui.


  • Qui Michael è già spacciato, perché su questa terra un contatto fisico come quello della collega implica una richiesta di sesso alla quale lui non può dire di no senza sentirsi un fallito, ma se dice di si Joanna glielo farà pesare.
  • Diverso sarebbe stato su Terra2, dove lui potrebbe e dovrebbe chiedere approvazione alla collega senza farci un sesso che si fa solo con la moglie, dopo di che avrebbe l’utile di questa mano sulla spalla ma non il danno.

La donna del terrazzo rientra dicendo che muore di fame seguita da Michael e vengono prima fermati da Andy e poi raggiunti da Joanna, che Michael bacia sulla guancia.
M.: – Laura, lei è la mia Joanna.
 Mentre le donne si danno la mano, Joanna dicendole “ciao” e Laura dicendole “è un piacere conoscerti” lui completa la presentazione: – Joanna, lei è Laura, la nuova designer che lavora con noi.
Laura: – Finalmente ci conosciamo. Michael mi ha detto che sei una scrittrice.
J.: – Si, è vero.
L.: – Avevo pensato di ordinare il tuo libro.

J. (sorridendo e approvando col capo): – Ah, che gentile.


  • Questi sorrisi tra donne non sono di circostanza ma di collusione, a danno di un terzo che è Michael e che giustamente qui è quello più teso, perché Laura aiuterà Joanna a far sentire il marito un traditore senza avere l’intenzione di portarglielo via.
  • Ufficialmente Joanna considera la collega una rivale in amore, ma per una donna che punta a portargli via il marito ce ne sono cento che aiutano Joanna a colpevolizzarlo senza chiedere in cambio altro che di fare la stessa cosa col loro marito, attuale o futuro che sia. E bastano pochi secondi di comunicazione non verbale perché Joanna sappia con certezza che Laura appartiene alla seconda categoria.

Andy: – Oh guardate, guardate, Neal (pr. Nil) ci sta riprovando con Cynthia (pr. Sintia)
M.: – Tanto lei non ci sta.
Andy: – Lo so, ma lui non capirà mai.
Laura: – Perché no? Lui è così carino.
M.: – Allora perché gli hai detto di no?

Ora sul terrazzo c’è andata Joanna con Andy.
J.: – E da dove esce questa Laura?
Andy: – L’ha assunta Stuart, sembra molto brava. Sta lavorando al progetto Monroe insieme a noi (cioè insieme a lui e a Michael).
J.: – Si, certo.

Joanna manda Michael a prenderle un bicchiere di vino e intanto osserva una Laura sorridente che parla con Stuart, vedendola poi andare al banco delle bevande e accettare da Michael il bicchiere di vino che lui aveva in mano per portarlo a Joanna, ma mentre cede quel bicchiere subito ne chiede un altro per Joanna e questa scena deve precedere quella in cui Joanna si informava su Laura perché subito dopo la sentiamo chiedere a Andy: – Viene a Philadelphia con voi domani?
Andy: – Si.
J.: – Ed era a Los Angeles con Michael lo scorso mese?

Andy fa cenno di si col capo.


  • Qui Michael cerca di accontentare entrambe le donne, perché due approvazioni femminili sono meglio di una, e ci riuscirebbe come ci riesce col vino se la sua condanna non fosse già scritta e le due donne non lavorassero all’unisono perché lui meriti quella condanna.

Michael (in strada mentre aspetta un taxi da fermare): – Hai fumato, vero?
J.: – Non vorrai rimproverarmi per questo?
M.: – Che cos’hai?
J (guardando da un’altra parte): – Niente.
M.: – Ho fatto qualcosa che non va?
Lei lo guarda ma non gli risponde.

|<=3 – Io te lo risparmio


Nel taxi sulla via del ritorno Michael guarda Joanna che guarda fuori dal finestrino dalla sua parte senza dire nulla, ma non le dice nulla.


  • Il titolo della parte del film che comincia qui e finisce con Joanna che va a dormire sul divano facendo l’offesa è un “io te lo risparmio” detto da Joanna e anche io ve lo risparmio, il mio commento, perché di scenate di gelosia siamo tutti grandi esperti.

Il silenzio di Joanna continua dentro all’ascensore che li porta a casa loro e quello di Michael pure.

Spogliandosi Joanna sbatte sulla sedia la maglietta che si è tolta e prende a calci il mobile, prima di affrontare Michael in cucina:
Joanna: – È bella.
M.: – Chi? J.: – Non me l’avevi mai detto.
M.: – Chi, Laura (pr. Lora)?
J.: – Si, Laura. Descrivendola hai detto una come tante.
M.: – Non me lo ricordo.
J.: – Te lo dico io.

Joanna: – Non mi avevi detto che era a Los Angeles con te.
Michael: Non era a Los Angeles con me, era lì nello stesso momento.
J.: – Michael guardami negli occhi. Non mi avevi detto niente di lei prima di stasera e lo sai benissimo.
M.: – E cosa cambia?
J.: – Come credevi che sarebbe andata stasera? Pensavi davvero che non avrei notato niente?
M.: – Perché avresti dovuto notare qualcosa?
J.: – Non sai proprio dire bugie.
M.: – Perché magari perché non le dico.
J.: – Tu le piaci e lei piace a te. È naturale che tu non voglia parlarne.
M.: – Ma come ti viene in mente?
J.: – Ho gli occhi Michael. È l’unica con cui hai parlato per tutta la sera.
M.: – Quanto vino hai bevuto stasera, Jo?

Michael: – Io non ho fatto niente di male. E tu stai cercando di litigare.

Joanna: – Viene a Philadelphia con te e Andy domani?
M.: Ah-ha
J.: Mh-mh M.: – Lavora al progetto Monroe (pr. Monrò) con noi. Perché? Cos’è quello sguardo?
J.: – Non mi arrabbio perché ti attrae, lei è… attraente e… è naturale desiderare la novità.
M.: – Allora perché ti arrabbi?
J.: – Perché fai di tutto per non ammetterlo.
M.: – Credevo di averlo ammesso.

Joanna resta a bocca aperta al “credevo di averlo ammesso”, poi spegne frettolosamente la sigaretta sotto il rubinetto e va a prendere la trapunta per dormire sul divano, mentre Michael dice: – Mi metti alle strette e mi costringi ad ammettere qualcosa, poi te la prendi con me appena lo faccio e adesso vuoi dormire sul divano? Cazzo, è fantastico!


  • Viviamo in un mondo simbolico e capire che l’importanza simbolica è spesso di gran lunga maggiore di quella pratica (qui inesistente perché Michael starebbe anche più comodo a dormire da solo se l’assenza di Joanna non significasse disapprovazione) è fondamentale per capire che ogni forma di intimità fisica concessa da una donna ha un valore simbolico incomparabilmente più grande del valore fisico.
  • Come qui a Michael non dispiace l’assenza di sesso con Joanna ma la disapprovazione del suo dormire lontana, anche con Laura non è il fare sesso ad essere importante ma l’approvazione del suo dormire vicino a lui, obiettivo che potrebbe tranquillamente sostituire sul piano simbolico quello del farci sesso se Michael non fosse costretto a farci sesso da una concezione dell’amore sessocentrica voluta dalle donne per colpevolizzare gli uomini.

|<=4 – Ancora meglio


È notte e fuori piove, quando Michael va al divano a dirle: – Mi dispiace.
J.: – Per cosa?
M.: – Non lo so bene, ma… io ti amo. … Vieni a letto.
J.: – Non mi va.
M.: – Vieni con me in cucina.
J.: – Mangiare non aggiusta le cose.
M.: – Allora dimmelo a stomaco pieno.

Michael: – Come è stata la tua giornata?
J.: – Più che altro priva di eventi. Ahh però…
M.: – Cosa?
J.: – Mi sono ricordata che sono arrabbiata con te.

M.: – Odio quando ti arrabbi.


  • Bellissima questa rabbia che Joanna si ricorda di dover provare per far sentire in colpa Michael.

Poi Joanna si mette ad apparecchiare, gli dice che non dovrebbe stare in piedi a quest’ora avendo il treno alle 8, parla di Danny che ha chiesto a Pia di sposarlo quando lei pensava addirittura che volesse lasciarla (entrambi ci ridono), dice di aver detto si all’invito della madre di Michael e chiede se possono fermarsi un po’ a Londra, mentre lui chiede cosa farà oggi e dice che finito l’articolo sulle perle potrà lavorare al libro senza che ci sia lui a distrarla

M: – Mi dispiace. Ti avrei detto qualcosa di lei se c’era qualcosa da dire.
J: – È successo qualcosa a Los Angeles?
M.: – No.
J.: – Giuralo.
M.: – Lo giuro. No.

J.: – Le uova sono buone.


  • Tranquilli, se non è successo a Los Angeles succederà da qualche altra parte, perché Michael non può sfuggire all’infinito all’obbligo di fare quel sesso che Joanna stessa gli impone di fare aderendo alla spiegazione dell’amore come soddisfazione dell’istinto a far sesso, e dopo lei avrà gioco facile a considerarsi offesa.

Poi vanno a letto insieme, ma lei non dorme e chiede se pensa che si siano sposati troppo presto.
Michael: – Non penso che ci siamo sposati troppo presto perché ci siamo sposati dopo 4 anni.
J.: – Si, ma ci siamo lasciati per un periodo e comunque non è la quantità di tempo, è il ‘quando’ nel tempo e il nostro ‘quando’ comprendeva il college. Capisci? È stato perfino prima che fossimo cresciuti davvero, no? … Insomma, pensi che sia tutto come prima tra noi?
M.: – Io credo che sia ancora meglio.

Joanna scoppia a ridere, poi guardandolo: – Ma… ti rendi conto di quello che dici?
Michael: – Perché? Se non sono d’accordo con te non mi rendo conto di quello che dico?

J.: – Non puoi pensarlo davvero.


  • Si, ci vuole una fantasia smisurata a pensarlo quando non si è mai visto sulla terra un matrimonio che non finiva a rimproveri, abilmente resi plausibili da un concetto di fedeltà che condannando anche solo il desiderare un’altra donna non dà scampo a nessun uomo.

Michael: – Vieni qui Jo. Ho freddo.

|<=5 – Alex


La mattina dopo quando lei si sveglia lui sta facendo la doccia e Joanna ne approfitta per scrivere un biglietto, che poi mette dentro al colletto della camicia che Michael poterà con se nel viaggio.


  • Nel biglietto Joanna scrive: “È possibile che abbia esagerato. Lo so. Ti conosco e ti amo. Baci. Jo”. Quello che non scrive è “sbrigati a fare quel sesso che io ti ho rimproverato di desiderare per aiutarti a farlo, così ti adegui allo stato di traditore previsto per te e io non dovrò più sforzarmi per dimostrare che lo sei, tu non dovrai più sforzarti per negarlo”

Michael (dopo averla abbracciata stretta prima di andar via): – Proverai a scrivere un po’?
J.: – Provare è una parola grossa.
M.: – Non è vero.

Sul treno Michael guarda il sedere di Laura che sistema i bagagli e non manifesta nessuna emozione visibile.


  • Guardate la faccia di Michael condannato a fare sesso con questa donna e ditemi quanto c’è di vero nella tesi che sono gli uomini a desiderare il sesso, mica le donne a renderlo di fatto obbligatorio.

Joanna esce col caffè che è andata a comprarsi quando si sente chiamare per nome.
J. (molto meravigliata e molto contenta): – Alex! Ma che… che ci fai qui?
Alex (baciandola sulla guancia): – Sono qui per lavoro.
J.: – Io… non riesco a crederci.
A.: – Si, è passato un po’.

Alex: – Tu come stai?
Joanna: – Sto bene, solo non mi sembra vero che tu sia qui. Come sapevi di trovarmi?
A.: – Oh! Ti tengo sempre d’occhio.
J.: – Parlo sul serio.
A.: – Anche io. Sui tuoi auguri di Natale. C’era l’indirizzo del mittente.
J.: – E se avessi cambiato casa?

A.: – Non l’hai cambiata.


  • Questa invece è la faccia di un uomo esonerato dal fare sesso dalla stessa Joanna che lo rende obbligatorio a Michael e che proprio per questo può mettere amore in quest’incontro, un ingrediente che rende tutto piacevole.

Joanna: – Quanto rimani?
Alex: – Parto domani. Anzi sono in ritardo per un appuntamento. Hai tempo per me più tardi?
J.: – Si… si, certo.
A.: – Bene. Allora ti chiamo per dirti a che ora.
J.: – Ok.
A.: – Ok.
J.: – Aspetta, ma ti serve il mio numero?
A.: – È cambiato?
J.: – Eh! No.
A.: – Allora ti chiamo dopo?
Joanna accenna di si con la testa.

|<=6 – Preparativi


Mentre vediamo Michael, Laura e Andy arrivare all’hotel dove hanno una prenotazione, Joanna (rispondendo alla chiamata di Alex): – Sai, prima, credevo che fosse stata tutta un’allucinazione. Si, si, no, no, va bene. Okay. No, no, ci vediamo là. Va bene, a più tardi allora. Ciao

Joanna prende dalla libreria un libro con dentro delle foto di Alex e le riguarda.


  • Joanna tiene a portata di mano le foto del suo ex, e come ci dirà più avanti lei ripensa a lui tutte le volte che le cose con Michael non vanno bene. Queste fantasie di Joanna hanno però un ottimo motivo per non essere considerate l’incubazione di un amore futuro, visto che lei sogna un amore del passato non per immaginarsi con lui tra vent’anni ma per immaginarsi con lui adesso, precisamente con lui al posto di Michael.
  • L’incubazione non è un concetto astratto che si può tirare in ballo ogni volta che fa comodo per giustificare i propri sogni, perché è un processo fisico ben preciso con una funzione ben precisa: quella di costruire una struttura cerebrale che oggi non viene utilizzata ma che verrà tirata fuori domani e messa in uso dopo averla condivisa con un’altra persona in amore (o con diverse altre persone se il gruppo che si sta facendo nascere è più ampio di una coppia).
  • Joanna, sognando il suo ex, non crea una nuova struttura cerebrale alternativa a quella oggi condivisa con Michael perchè essa sarebbe troppo simile a questa per tenerla separata ma interviene unilateralmente sulla struttura che ha condiviso con Michael danneggiando l’intesa col marito perché la modifica non è fatta insieme a lui.
  • Nell’incubazione orientata al futuro le modifiche al proprio cervello sono del tutto personali, ma prima di usarle verrà creata una struttura comune che sta bene ad entrambi e al presente non danneggia affatto la comunicazione perché la struttura in incubazione è parallela a quella in uso oggi e viene messa via nel giro di un decimo di secondo in presenza del partner di oggi.

Poi sceglie la gonna da indossare, passa una crema sulle sue gambe, indossa un reggiseno viola, si trucca gli occhi, un ultimo rassettamento di capelli prima di uscire e poi va

Joanna va all’appuntamento con Alex, che è al bar di un albergo.

|<=7 – Un aperitivo


Quando Joanna entra nel bar Alex è ad aspettarla al bancone, sorride vedendola e lei risponde al sorriso, lei lo bacia sulla guancia e lui le dice che è bellissima.
J: – Mi hai colto di sorpresa stamattina.
A.: – Eri bella anche stamattina.

Joanna (dopo essersi seduta): – E ti sembro diversa?
Alex: – No.
J.: – Mi sento più vecchia.
A.: – Sei sempre la stessa.
J.: – Tu hai lo stesso odore.
A.: – Anche tu.
Poi lui ordina anche per lei e Joanna: – Non può essere una notte come quella”
Alex: – Lo so.
J.: – L’ultima volta che ci siamo visti.
A.: – Al Claridge.
J.: – Per un aperitivo. È stato almeno…
A.: – Due anni fa.
Joanna passa il suo dito dentro alla sua borsetta.

Joanna: – E come va il lavoro? Come va il libro?
Alex: – Non lo so, però è finito.
J.: – Ah si?
A.: Mh-hm
J. (con entusiasmo manifesto): – Fantastico! Posso leggerlo?
A.: – Ma certo. Parli francese?
J. (ridendo davanti alla sfida che non può vincere perché lui conosce la sua lingua ma lei non conosce il francese): – Ah, bene, cominciamo presto, benissimo…]
A. (rassicurante): – La traduzione è quasi finita. Lo leggerai.

Joanna: – Com’è Parigi?
Alex: – Come stai tu?
J.: – Sto bene.
A.: – Come va il tuo lavoro?
J: – Si, sono freelance. Riviste di moda, mi piace, va bene (ma il tono di voce esprime delusione e il “va bene” è rassegnato). Dove alloggi?
A.: – Qui.
J: – Ah, certo (sorridendo con gli occhi mentre scopre di essere a due passi dalla camera di lui)

Joanna (ad Alex che le chiede se ha ancora paura di parlare per troppo tempo di se): – Ti prego, è così strano.
Alex: – Noi che beviamo una cosa?
J.: – Tu a New York.
 A.: – Perché?
J: – Perché il tuo posto non è qui.
A. (triste ma senza perdere il sorriso): – Grazie.

Joanna: – Allora, dimmi qualcosa di importante.
Alex: – Era troppo tempo che non ti vedevo.
J.: – Questa è una cosa personale.
A.: – È una cosa molto personale.
J.: – Stai con qualcuno in questo momento.
A (accennando di si col capo).: – Mh-hm.
J.: – Dimmi di lei.
A.: – Siamo… felicemente poco impegnati [ovvero si divertono insieme senza impegni matrimoniali].
J.: – Da quanto?
A.: – Da qualche mese.
J.: – È tanto.
A.: – È tanto per te, concludi la frase.
J.: – No, non stavo per dire questo. È bello rivederti.
A.: – Benediciamo il Martini.

Intanto alla cena di lavoro col cliente che sta esaminando la possibilità di affidare la ristrutturazione del suo hotel alla loro ditta, mentre Andy dice che Michael ha lavorato molto a mettere a punto queste ristrutturazioni attente alle energie alternative Laura guarda esplicitamente Michael pur continuando a parlare col cliente e lui lo nota ma non la guarda negli occhi e continua anche lui a parlare della ristrutturazione, e alla fine il cliente dice “d’accordo”

Joanna: – Hai un tempismo pazzesco.
Alex: – Perché? Stai divorziando?
J.: – No.
A. (ridendo): – Allora?
J.: – Probabilmente voglio che tu sia presente nella mia vita. Se ti penso troppo a lungo tu lo percepisci.
A.: – Avevi pensato a me?
J.: – Penso sempre a te quando le cose non vanno bene.
A.: – Che cos’è che non va bene?
Joanna non risponde

Alex: – Dovremmo andare.
Joanna: – Dove?
A.: – Nella mia camera. J
oanna lo guarda impietrita e lui dopo un po’ scoppia a ridere dicendo: – Sto scherzando. Devo cenare con… sai l’uomo che ha comprato la casa editrice che mi pubblica in Francia?
J.: – Ah.

Alex: – Tu vieni con me?
Joanna: – Okay. No, non vengo.
A.: – Perché?
J.: – È una cena di lavoro.
A.: – No, per niente. Lo conosco da tanto tempo. È un amico, ti piaceranno lui e sua moglie.
J.: – No, non mi sentirei a mio agio.
A.: – Io parto domani, non posso rimandare. Dai, sono passati due anni. Michael non ti lascia uscire una sera?
J.: – Michael è fuori New York.
A. (dando per scontato che allora lei viene): – Chiedo il conto.

|<=8 – Solo buoni amici


Cliente (alla fine della cena di lavoro): – Beviamo qualcosa insieme?
Laura: – Oh la ringrazio, preferisco di no, dobbiamo alzarci presto domattina.

Fuori dal ristorante Michael chiama Joanna. Lei è nel taxi che li porta alla cena con l’amico editore e visto che a chiamarla è Michael spegne il telefono.

Laura (entrando nell’albergo): – Beviamo qualcosa.
Andy: – Oh no. E poi non avevi detto che non è rilassante?
Laura: – Beh, no, con Zac no. (Poi rivolta a Michael) a te non va?
M.: – Si, bevo una cosa.
Andy: – Davvero? Perché pensavo che non avessi dormito ieri notte.
M.: – Sto alla grande. Ti chiamo domattina, andiamo a correre.
Andy va via, salutato da una Laura evidentemente felice di restare sola con Michael.

Amico di Alex (Truman) alla cameriera: – Ciao tesoro, come stai?
Cameriera: – Bene. I suoi amici sono al bar.

Truman (a Joanna) – Mio Dio, che bella che sei.
J.: – Grazie!
T. (alla moglie).: – È bella davvero, guardala. Non avevo idea che avessi un movimento a New York.
J.: – Oh, no. Siamo solo buoni amici.
T.: – Che vanno a letto insieme? E poi davanti all’imbarazzo di Joanna: Oh, andiamo scherzavo. Si, è vero, me lo sono chiesto, ma sai è solo l’inizio della serata, è troppo presto per rispondere a una domanda del genere.
A.: – Lei non ti risponde e neppure io. Poi, mettendosi a ridere: e comunque no.
Joanna: – Grazie.

Mentre Alex concorda con Truman nel considerare Joanna una scrittrice brava che non ha avuto col primo romanzo la fortuna che meritava, Michael chiede a Laura se ne vuole un altro.

|<=9 – Avvenimenti casuali


Laura: – Se quello con il maglione verde se ne va, ne prendo un altro.
Al “perché?” di Michael, Laura racconta che faceva così intorno ai 12-13 anni.
M.: – Non volevi la responsabilità di ciò che facevi.
Laura: – Esatto.
M.: – E adesso?
L.: – Ovviamente ho avuto una ricaduta.

L’uomo col maglione verde se ne va e Laura dice “Ne prendo un altro, però non qui” e visto che Michael dice “d’accordo” lei si avvia, seguita da lui, per andare dove non è detto.

Nel frattempo Joanna: – C’è un aspetto della mia vita, aspetti casuali che mi capitano non casualmente che non ha senso.
Mentre Truman dice “si” sua moglie dice “no” e Alex: – Ha senso per me, perché ti conosco.

Ovviamente passava di lì per caso un’amica di Joanna (Maggie): – Mi sembrava che fossi tu. Come mai sei qui?
J.: – Oh, è una cena.
Maggie: – Dov’è Michael?
J.: – È fuori New York, fino a domani.
E quando più avanti Truman chiede chi è Michael e Joanna dice che è suo marito, Truman guarda Alex preoccupato.

Laura: – Allora, dimmi di tua moglie.
Michael: – Come ti è venuto in mente?
L.: – Non so, ci ho pensato
M.: – È straordinaria.
L.: – Cosa fa quando tu parti?
M.: – Le stesse cose che fa quando sono a New York.
 L.: – Cosa fa stasera?
M.: – Non lo so.
L.: – Credevo l’avessi chiamata.
M.: – Si, è vero, non sono riuscito a parlarle.
L.: – Da quando siete sposati?
M.: – Da tre anni.

Rientrando all’albergo Michael dice che deve trovare un bagno, ma non è solo un bisogno fisiologico visto che dal bagno chiama Joanna, che esce dal ristorante per rispondere.
M.: – Ciao, dove sei?
J.: – Sto solo mangiando un boccone, sono appena uscita. Com’è andata la giornata?
M.: – È il mio telefono o il tuo?
J.: – Dev’essere il tuo. Ti sento bene.
M.: – Che?
J.: – Ho detto che ti sento bene.
M.: – Com’è andata oggi? J.: – È andata bene, ho lavorato un po’ (Michael non dice nulla) Non ti sento più.
M.: – No, infatti è disturbato.
J.: – Sei fuori?
M.: – Sono in un bagno, ma siamo ancora coi clienti.
J.: – Allora perché non mi chiami domattina?
M.: – Ok. Ti amo.
J.: – Anch’io ti amo. Ciao.
M.: – Ciao.

|<=10 – Felici e tentati


Truman: – Non ne ho mai voluti [i figli], infatti per questo la mia prima moglie e io ci siamo lasciati.
Joanna: – Non ne avevate parlato prima di sposarvi?
T.: – Beh, si, certo, ma credo che lei pensasse che sarei cambiato dopo sposati. Ma non si cambia. Insomma, al massimo prendi peso e ti vesti in modo diverso. La moglie di Truman ride.

Laura: – Mi rendo conto che per un mare di ragioni io probabilmente non dovrei parlarne, ma… ne parlerò. Quella sera a Los Angeles, quando siamo andati in quel locale, eravamo seduti sui divani bassi e Jeff voleva sedersi vicino a noi, così tu ti sei dovuto spostare. La tua mano si è quasi… fermata contro la mia gamba. Lo hai fatto apposta?
Michael: – Dovevo stare attento a toglierla subito… nel caso ti fossi mossa.
L.:-  Non mi sono mossa. Non mi sarei mossa.

Poi Laura avvicina le sue labbra a pochi millimetri da quelle di Michael e lui accetta l’offerta andando a baciarle.

Michael (subito dopo il bacio): – Sono sposato.
Laura: – Lo so. È stato bello comunque.

Intanto Joanna scopre che il Patrick con cui Alex era andato in Italia era proprio Truman e Alex le fa una carezza dolce sulla testa, che Joanna approva con la sua mano.

Michael: – E se fossi sposata tu?
Laura: – Beh, le ipotesi non contano molto per me, ma… penso che non cambierebbe niente.

Laura: – Sei felice?
M.: – Di che cosa?
L.: – Del tuo matrimonio.
M.: – Si. Tanto.
Laura appare contenta di sapere che lui è tanto felice del suo matrimonio.
M.: – Si può essere felici e tentati lo stesso.
L.: – Lo so. Solo mi sorprende che lo sia tu. L’hai mai tradita da quando sei sposato?
M.: – No.
L.: – Sei mai stato tentato di farlo?
Lui la guarda e Laura ride soddisfatta.
L.: – Cosa è successo?
M.: – Il pensiero di Joanna.
L.: – Ti penti di non averlo fatto.
M:: – Mi sarei pentito di più se l’avessi fatto. Tu hai mai giocato sporco?
L.: – Giocato sporco?
M.: – L’hai fatto?
L.: – No. E non necessariamente per principio, solo… non ho mai voluto.

|<=11 – Domande


Sandra (mostrando un pacchetto di sigarette): Alex, so che ne vuoi una <invitandolo in pratica ad andare a fumare fuori con lei>.
Alex: – Ne ho bisogno, si. E so che anche tu <indica Joanna> ne vuoi una.
Truman: – No, lei vuole tenermi compagnia.
J.: – È vero.
A.: – Ah si? Allora buonanotte! Tutti ridono

Truman dice a Joanna che Alex ha una fidanzata a Parigi che si chiama Helene (pr. èlen), ma non crede che si sistemerà con lei, anzi, aggiunge “non so se Alex si sposerà mai in generale. Mi sembra che stia meglio da solo”. Nel frattempo vediamo dietro a Joanna una coppia.

Truman chiede a Joanna se il marito sa di Alex e quando lei dice di no gli chiede perché non glielo ha detto.
Joanna: – Credo che quando sai una cosa del genere non riesci a dimenticarla.
Truman: – Quindi questa è una cosa del genere?
Joanna non risponde, mentre risponde subito con un si convinto quando le viene chiesto se è fedele.

Truman: – Pensi di dire a tuo marito di stasera?
Joanna: – Non lo so, stasera non è ancora finita.

Eccoli Laura e Michael, tristi come è triste questo bar vuoto perché guardano entrambi verso il basso e stanno fermi come statue.

|<=12- Geografia e tempismo


Nel frattempo invece Joanna e gli altri della sua compagnia si muovono in auto continuando a ridere.
Truman (ad Alex, entrambi ridendo di gusto): – Ti ricordi l’ultima volta che siamo stati qui e abbiamo preso la macchina sbagliata?
Joanna: – Quando è successo?
Truman: Dopo quanto ce ne siamo accorti?
Alex: – Dopo 10 isolati.
Poi Sandra li invita a venire con loro ma Joanna dice che deve andare a portare fuori Lucy (pr. Lusi), il cane del suo amico, e Truman dice che è solo una scusa, pensando che vogliano rimanere da soli.

Joanna (sul taxi verso la casa di Andy): – Quando sei stato qui l’ultima volta?
Alex: – Circa nove mesi fa.
J.: – E perché non ti sei fatto sentire?
A.: – Perché non ero da solo.
J.: – Ah! Joanna si rattrista per questa presenza tra lei ed Alex, ma lui le prende la mano e la bacia.

A casa dell’amico Alex vede per la prima volta Michael, in una foto che lo ritrae accanto ad una Joanna sorridente, ma sono in tre perché un amico non è affatto incompatibile con una coppia.

Alex: – Allora, perché non scrivi?
Joanna: – Ma io sto scrivendo.
A.: – No, perché non scrivi?
J.: – Vuoi dire…
A.: – Il tuo libro, Joanna.
J. (aprendo il rubinetto e anche il suo cuore): – Il mio editore dice che devo superare i miei dubbi.
A.: – Di che cosa dubiti?
J.: – Di tutto, Alex. Io mi metto a scrivere e ogni parola, ogni pensiero, ogni scelta conduce a un’altra e dubito di tutte quelle che faccio.
A.: – Non era così l’ultima volta. Joanna da la colpa della diversità al fatto che il primo libro si scrive quasi da solo, mentre col secondo libro arrivano i dubbi, tanti dubbi.

Alex: – Il tuo primo libro era bello, Joanna.
Joanna: – Forse mi hai appena rovinato questa cucina.
A.: – Perché?
J.: – Ci sei entrato. Io vengo spesso qui e ora ci sei stato tu.

Alex: – Ok, allora ricordami perché non è andata tra noi.
Joanna: – Per la geografia.
A.: – Tante persone vivono in due città [diverse].
J.: – Io no e neanche tu. E per il tempismo.
A.: – Vi eravate lasciati.
J.: – Temporaneamente. Teoricamente. Come ti pare, io… siamo tornati insieme. Dopo essere stati insieme davvero per tanto tempo. Tu sei arrivato dopo.
A.: Oh! Quindi stai con lui perché è arrivato prima?
J.: – Certo e perché lo amo. E amo anche te e amo poterti dire la verità. E amo… la fedeltà e la lealtà e tutte quelle cazzate lì, perfino ora.
A.: – E questo?

Joanna: – Questo? <Poi scuotendo il capo> non so se questo sarebbe quello che è da solo. Insomma questo è quello che è soltanto perché è una cosa fra me, il mio matrimonio con Michael, te e tutte le tue cose.
Alex (alzandosi e allontanandosi da lei): – Andy ha niente da bere? <Poi mentre lei prende da bere> che sono le mie cose?
J.: – Niente che io voglia criticare. Solo che… so che se ci avessimo provato, avremmo perso tutto. Credo che sia ancora così intenso perché non lo abbiamo consumato.

Joanna: – Stavamo giusto arrivando a capire di non essere fatti l’uno per l’altra.
Alex: – Tu non hai voluto.
J.(molto meravigliata): – No.
A.: – No?
J. (battendo la mano sul tavolo): – Sono venuta a Parigi per due mesi!
A.: – Ce l’hai con me per questo?
J.: – No, non ce l’ho per niente con te.
A.: – Stavo finendo il libro. Ero troppo stanco per capire il significato della tua presenza lì.
J.: – Il significato era voler passare del tempo con me.

Joanna: – Senti, non, non importa.
Alex: – No, no, no, importa a me. Perché sono io che devo vederti qui; sono io che devo guardarmi intorno a casa di Andy per vedere quelle foto di te in questa vita. <Joanna tace> Che c’è, ti sono servito per essere sicura di Michael?
J.: – No. No, non funziona così. Io credo che. <pausa> Magari non ho mai voluto che questo cambiasse. Tutto cambia, tutto. Ma questo non è ancora cambiato. Non per me. Non è diminuito. Io ti ho visto stamattina… E… nel cuore di tante notti in cui non riesco a dormire, ripenso ancora a te.
Dopo questa dichiarazione d’amore Alex finisce quello che ha nel bicchiere e va a fumare alla finestra.

|<=13 – meno di 100 giorni


Joanna porta a spasso il cane lasciando Alex a fumare alla finestra e ritrovandolo ancora lì a fumare al suo ritorno, poi Alex le va incontro sulla strada ma le chiavi di casa Joanna non le aveva prese, così restano fuori di casa e vanno col cane alla festa a cui non erano andati prima, prendendo bene il contrattempo visto che alla fine si mettono a ridere.

Anche Michael ride, finalmente, mentre esce dall’ascensore con una Laura sorridente diretta a prendere due bottigliette nel frigorifero che ha in camera sua

Alex (a Truman): – È il cane del miglior amico di suo marito <entrambi ridono di gusto all’idea di Alex che invece di fare sesso con Joanna porta a spasso il cane del miglior amico di suo marito>

|<=14 – Esplicita


Truman apprezza molto Joanna ma sconsiglia Alex dal provarsi a prendere il posto del marito, non solo perché gli anni con lui Joanna se li porterebbe sempre con se ma anche perché la magia dell’amore quando ha meno di 100 giorni sparirebbe.

Intanto Laura e Michael entrano in una piscina ancora più deserta del bar di prima e vanno in direzioni opposte.

Laura (dopo essersi spogliata di fretta, entrando nell’acqua): – Io entro. Tocca a te.

Michael appare a disagio e dopo averle allungato un bicchiere se ne sta lì con la mano in tasca senza sapere che pesci pigliare, al che Laura dice: – Oh andiamo. Non voglio essere l’unica in biancheria intima.

Laura sorride mentre Michael si spoglia per poi tuffarsi, anche se lui mostra l’entusiasmo di uno che si avvia ai lavori forzati.

Laura: – Sembri a disagio.
Michale: – Sono molto a disagio. Tu sei molto esplicita, vero?
L.: – Siamo qui mezzi nudi, mi sembra un po’ tardi per non esserlo, no?

|<=15 – Giocare sporco


Alex preferirebbe stare con Joanna e suggerisce a lei di salire insieme al terrazzo posto in cima al grattacielo in cui si svolge la festa.
Joanna acconsente e una volta soli dice: – Ti ricordi la nostra prima notte? Ci hai mai ripensato?
A.: – Ma si, certo.
J.: – Non volevo tornare a casa e allora tu mi hai messo sul taxi.
Alex: – E ti ricordi quella sera quando abbiamo incontrato il fotografo che dovevi intervistare?
J.: – E lui era ubriaco.
A.: – E lui era ubriaco. E tu avevi quel top con la schiena nuda e hai ballato.
La mano di Alex invita lei a ballare.

Joanna poggia la sua testa sulla spalla di Alex e solo allora lui la stringe forte a se.

Il ballo è senza baci, evidentemente perché Joanna ha deciso che gli abbracci si, i baci no.
Poi lei gli dice “andiamo” all’orecchio e Alex si affretta a prendere l’ascensore per andare in camera sua all’albergo.

Alex ha capito “andiamo a fare l’amore” e sull’ascensore che li riporta sulla strada la bacia sulle labbra, con Joanna che risponde baciando lui con la stessa passione se non anche di più, così l’ascensore è arrivato a terra da parecchio quando smettono di baciarsi per avviarsi alla camera di lui in albergo.

Quando Joanna e Alex si separano dopo il bacio e lei dice si con la testa, sentiamo Laura chiedere a Michael: – E qualcuno ha mai giocato sporco con te?
M.: – No.

Laura: – Beh, con me si [qualcuno ha giocato sporco tradendomi]. La cosa peggiore è come l’ho scoperto. Avevamo lo stesso account fotografico, sono andata sul sito per ordinare delle foto e ho visto l’album che lei aveva deciso di condividere con lui. Credo che avessero passato insieme l’weekend o qualcosa di simile. Avrei fatto volentieri a meno delle immagini. Ce n’era una di loro due dove ridevano insieme e…

Michael: – E che è successo?
Laura: – Abbiamo litigato come animali, ehh come animali per quasi un mese.
Laura: – Sai, ero arrabbiata, forse perché pensavo di doverlo essere. O forse perché ero triste. Ma lui voleva stare ancora con me e io volevo stare ancora con lui.
M.: – E poi?
L.: – Siamo rimasti insieme. È stato l’anno più bello di tutta la nostra storia.
M.: – E poi?
L.: – Lui è morto.
M.: – Mi dispiace.

|<=16 – Se


Michael (mentre Joanna e Alex si tolgono il soprabito in camera di Alex): – Credi che staresti ancora con lui?
Laura: – Si. Di sicuro.

Laura (uscendo dalla piscina).: E credo che sarei qui lo stesso perché tu mi piaci.

Joanna: – Sai perché ero così giù stamattina. Micahel aveva una cena di lavoro ieri sera e ci siamo andati; e dopo l’ho accusato di essere attratto da una con cui lavora.
Alex: – Ed è vero?
J.: – Credo di si.
A.: – Secondo te c’è qualcosa tra di loro?
J.: – Potrebbe esserci. Penso che lui vorrebbe che ci fosse. Ed è a Philadelphia con lei adesso.
A.: – Ti preoccupi?
J.: – Forse ho dato troppo peso alla cosa.
A.: – Perché?
J.: – Sono le 2 del mattino e sono qui con te.

Joanna: – È strano come puoi svegliarti e non sapere come sarà la giornata <Alex va a sedersi accanto a lei e Joanna si offre alle carezze di lui mettendo una sua gamba le sue> Ottanta, novanta, mille giorni passano senza che succeda niente e poi all’improvviso: Ciao!
Alex (con voce dolce e accarezzandole il piede): – Ciao!
J.: – E se non fossi scesa per il caffè stamattina?
A.: – Ti avrei chiamata.
J.: – E se il mio numero fosse cambiato?
A.: – Allora sarei venuto a casa.
J.: – E Michael?
Alex non risponde ma alza le sopracciglia e le spalle come a dire “non m’importava se c’era anche lui”.

Joanna: – Perché hai smesso di mandarmi email?
Alex: – Perché non mi bastavano.
J.: – Sai quante volte devo decidere di non scrivere “Ciao Alex, come stai? Dove sei? Che stai facendo? Ti va di vederci? Dove ti pare. Venerdì prossimo a cena? Solo per chiacchierare un po’”.

Joanna (mentre Alex la accarezza sulla coscia): – Tu mi tocchi tutte le volte che ti va, vero?
Alex: – No, non è vero. Ti tocco una sulle mille volte che vorrei toccarti.
J.: – Perché?
A. (baciando la pelle di lei sul braccio nudo e poi sopra ai vestiti): – Perché mi piaci.

Joanna: – Non posso. <Alex blocca subito i suoi movimenti> Non posso andare avanti e poi guardarlo negli occhi.
Alex si stacca da lei e torna ad essere solo seduto accanto a lei.

Joanna (andando a sedersi sul letto matrimoniale): – Sai, non gli ho mai raccontato di noi; perfino quando sentivo il bisogno di confessare qualcosa.
Alex: – Cioè quando?
J.: – Quando siamo ubriachi. O felici. O dopo una litigata o mentre litighiamo, sai quando le cose ti escono di bocca. Questa mai.
A.: – Perché? Si arrabbierebbe?
J.: – Non ce ne sarebbe ragione. Ho rinunciato a te.

Alex appare indeciso sul cosa fare, ma quando Joanna gli chiede “allora com’è Helene?” lui si toglie le scarpe per andare sul letto dicendo: – Abbiamo un altro paio d’ore. Non voglio passarle a parlare di Helene.
Poi battendo la mano accanto a lui per invitare lei a sdraiarsi lì e dicendole “Forza” e poi visto che lei guarda dall’altra parte aggiunge un “Jo, vieni qui” che è un invito ad abbracciarlo e a farsi abbracciare.

Nel frattempo Laura torna in camera sua dalla piscina seguita da Michael, che appena dentro la camera la sbatte sul muro per baciarla e poi la porta sul letto strappandole i vestiti di dosso, prima di farci sesso come vediamo dallo specchio in un tempo successivo non precisato.

|<=17 – La mattina dopo


La mattina dopo nel suo albergo Michael si sveglia accanto a Laura e nello sguardo di lei non c’è cattiveria.

Intanto in un altro albergo Alex chiama a voce bassa Jo, che si sveglia, lo guarda e con voce serena chiede “Che ore sono?”
Alex: – Le sei e mezza.

Michael (appena finito di abbottonarsi la camicia): – Laura..
Laura (interrompendolo): – Michael, non c’è neanche bisogno di parlarne.
M.: – Stanotte…
 L. (interrompendolo ancora): – Michael, ti prego… No.
M.: – Non pensavo che sarebbe successo.
L. (sorridendo soddisfatta): – Neanche la seconda volta?

Mentre Michael va via dalla camera di Laura anche Joanna esce per tornare a casa sua e guardando il volto tirato di Alex dice: – È un momento complicato, vero? (Dopo una pausa) Cosa non darei per essere stanca di te.
Un bacio non se lo danno, pur essendo tentati di farlo, e poi lui si offre di accompagnarla a casa e lei dice che preferisce camminare.
Alex: – Sicura?
Joanna: – Si, farà bene a lei (guardando la cagnetta), farà bene a me. Non rendiamo le cose difficili, ti prego.

Joanna lo bacia sulla guancia, ma Alex le prende la testa e le offre un bacio sulle labbra, che lei accetta e riaccetta, prima di prendere l’iniziativa di abbracciarlo, con lui che accetta molto volentieri e che alla fine la saluta con un ultimo veloce bacio sulle labbra, prima di salire sul taxi e di allontanarsi da lei.

Michael legge il biglietto che Joanna aveva infilato nel colletto della sua camicia la mattina prima…

… e prende la decisione di tornare a casa, per lasciare isolato questo episodio di sesso con Laura e poterlo dimenticare prima possibile.

Questo è il volto pensoso ma sereno di Laura appena dopo che Dan le ha comunicato che Michael non sarà con loro perché è stato richiamato in sede (“penso che Stuart avesse bisogno di lui” aggiunge Dan), dopo essersi informata che sia tutto ok e dopo aver detto “D’accordo”

E questo è il volto sorridente di Alex, che poi si asciuga una lacrima da un occhio, mentre aspetta il suo aereo guardando vecchie foto di Joanna sul suo portatile e ripensando alle ultime ore insieme a lei.

|<=18 – Va tutto bene


Al suo ritorno a casa Joanna: – Sei tornato prima!
Michael: – Perché Lucy (pr. Lusi) è qui?
J. (dopo un’esitazione): – Siamo rimasti chiusi fuori casa di Andy.
M.: – Chi?
J.: – Lucy e io.
M.: – Quando?
J. (dopo un’esitazione): – Ieri sera, quando sono andata per portarla fuori.
M.: – Hai pianto, Jo.
J.: – Solo un po’.

Joanna: – Perché sei tornato prima?
Michale: – Abbiamo finito prima.
J.: – Ma la presentazione non era oggi?
M.: – No, no, abbiamo finito prima.
Joanna resta in silenzio.

Michael: – Mi dispiace se abbiamo litigato.
Joanna: – Si. Anche a me. Non ne parliamo più, okay?
M.: – Si. Andiamo a pranzo fuori, facciamo una passeggiata si, stiamo insieme.
J.: – Ok.

Michael (prendendo per un braccio lei che si avviava in camera evitandolo come se avesse intuito che lui le stava mentendo): – Jo, va tutto bene?
Joanna risponde “si”, ma non si muove un muscolo sul volto di lei mentre lo guarda fisso negli occhi e le mani di lei sembrano più voler tenere lui a distanza che volerlo avvicinare.

Michael ricambia il “si” di lei abbracciandola e Joanna ricambia l’abbraccio.
Lui la stringe a se e dopo un po’ anche Joanna stringe a se Michael, anche se con meno forza.

All’inizio Michael tiene gli occhi chiusi ma poi li apre, vedendo le scarpe di lei alle sue spalle, e se prima aveva dei dubbi sul fatto che anche Joanna gli stesse nascondendo qualcosa, ora non li ha più.

Poco dopo si separano, restando a guardarsi a vicenda come se entrambi si stessero chiedendo se non sia il caso di dirsele le cose che si stanno nascondendo. Michael, però, non dice nulla.


Joanna fa un verso come se stesse cominciando a dire qualcosa, ma non dice nulla neanche lei e il film finisce bruscamente sopra a questa frase non detta.


  • Se mai sono stati una coppia che si diceva le cose, ora non lo sono più. Restano insieme, si, ma immersi in un mare di silenzi reciproci.

|<= FINE RIASSUNTO DEL FILM e INIZIO APPROFONDIMENTI

|<= I concetti utilizzati nei miei commenti


Mettere amore in una serata con qualcuno diverso dal partner non è tradimento se l’amore è dovuto all’incubazione di un amore per un domani abbastanza lontano da consentire di fare e allevare i figli insieme all’attuale marito (diciamo per un domani distante almeno 20 anni). Questa incubazione di un amore futuro non fa danni al matrimonio se è fatta quando il partner è assente per cause di forza maggiore, perché non toglie nulla al tempo insieme e anzi porta in questo tempo i sogni fatti in incubazione (su questo punto vedremo, prima o poi cosa, ha da insegnarci il film IL DANNO).

La seconda condizione è verificata per Joanna, ma la prima no. Infatti Joanna passa la serata con l’ex-amante (Alex) facendo rivivere per una notte un sogno già reso reale col marito (Michael). Questo è tradimento, non col corpo perché non fanno sesso, ma col cuore, perché desiderare ancora di realizzare un sogno già realizzato significa volergli dare un finale diverso, sostituendo il marito con Alex.
Molto diverso sarebbe stato, invece, se Joanna avesse passato la serata con qualcuno che incarnava per una sera l’uomo che lei sognava di amare tra vent’anni, perché questa era incubazione di un amore futuro e non il rispolverare una incubazione del passato il cui futuro era quello che oggi è il presente.
Inoltre l’incubazione ha il compito di costruire una struttura cerebrale diversa sempre più utile man mano che passano gli anni, perché nel frattempo l’ambiente intorno cambia rendendo obsoleta la struttura usata oggi (che non può essere aggiornata progressivamente perché per usare con successo la comunicazione verbale orale bisogna attenersi all’accordo che ha ridefinito in modo condiviso le parole importanti, in pratica i valori previsti da quell’accordo, ma sarebbe meglio chiamarlo “cultura”). Oggi, a matrimonio ancora fresco, non ci sarebbe stato motivo di metterci tutto l’amore che ci mettono Joanna e Alex (giustificato nell’incubazione appena terminata in matrimonio, ma non nell’incubazione orientata ad un futuro ancora lontano). Nella figura qui sotto ho evidenziato il progressivo intensificarsi dell’incubazione al passare del tempo con un giallo sempre più intenso.
Per capire come mai Michael è obbligato a fare sesso con Laura bisogna tener presente che nell’idea di amore che uso io il ruolo maschile è di accontentare il soggetto che fa il ruolo femminile. Tutte le donne della terra attuale, quindi anche Joanna e Laura, spiegano l’amore con l’istinto a far sesso. Dopo di che o Michael manifesta voglia di fare sesso o Laura si offende perché è tenuta a tradurra la mancanza della voglia di fare sesso con la mancanza della voglia di amarla. Dopo di che penserà che non era affatto il caso uscisse con lei per fare una serata romantica se non aveva voglia di metterci un po’ d’amore.
La controprova che il sesso è importante per gli uomini perché lo è per quelle donne che loro cercano di accontentare al meglio è che Alex non punta al sesso perché si vede che quel sesso non è gradito a Joanna. Il che è una fortuna, per Alex, perché proprio l’escludere il sesso gli permette di metterci tutto l’amore che vuole senza mettere a rischio il matrimonio di Joanna e metterci l’amore significa metterci il piacere. Ebbene si, il Michael costretto a puntare al sesso anche da sua moglie oltre che da Laura, rinuncia al vero piacere accontentandosi in cambio di un miserissimo orgasmo. Aggiungeteci i sensi di colpa, dopo di che si capisce che Michael è contento in quella serata quanto è contento di lavorare un condannato ai lavori forzati.
La terza domanda, ovvero il confronto del piacere provato nella serata col sesso di Michael e nella serata con amore di Joanna, non ha bisogno di alcuna considerazione razionale. Basta guardare la faccia dei soggetti e si vede se e quanto sono contenti.

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10 thoughts on “last night

  1. Ma non finisce proprio così… lui abbracciandola si accorge delle scarpe di lei alle sue spalle, quindi sembra che lui si stia chiedendo se le stesse nascondendo qualcosa.. sembra inoltre che lei abbia intuito ciò e che stia per mentirgli, come per dire che da coppia leale e sincera sono diventati una coppia ancora legata ma con tradimenti reciproci.. o no? In ogni caso il film finisce con le scene che ho descritto.. no?

    • Si, Alessandro, è come dici tu e io ti ringrazio per avermi fatto notare che il finale non era riassunto bene. Quello online ora è il riassunto del finale aggiustato recependo le tue osservazioni (anche se io ho voluto sottolineare con un “Se mai sono stati una coppia che si diceva le cose” che non possiamo dare per scontato che prima si dicessero davvero le cose).
      Il fatto è che il riassunto originale conteneva anche i miei commenti e visto che in essi sottolineavo abbondantemente che entrambi sapessero perfettamente che l’altro stava nascondendo qualcosa, non mi ero preoccupato di sottolineare quelle scarpe di lei che ufficializzavano agli occhi di Michael che lei gli stava nascondendo qualcosa.

  2. ho appena finito di guardare il film…e mossa da alcuni dubbi che la trama mi ha generato…mi sono imbattuta in questo topic, molto interessante ma che mi lascia ancora con una domanda irrisolta…
    Spero potreste darmi il vostro parere/spiegazione, anche se da come vedo la data del post è remota…

    Mi chiedo:
    Perchè Joanna ha rinunciato ad Alex?

    Ovviamente non credendo alla spiegazione che lei stessa fornisce, cioè che quella rinuncia è un modo per mantenere in vita in eterno quel sentimento che altrimenti sarebbe naufragato nella quotidianeità (se ho bene interpretato). Si puo dire che il suo sia vero amore per Alex a questo punto? O piuttosto che la sua sia una personalità critica (intendendo non equilibrata)?
    Ne risulta che anche Alex non lo sia, perchè dopo anni è ancora inchiodato al pensiero e all’amore di una donna che gli ha palesemente preferito un altro, apparentemente amato per comoda e gestibile abitudine, che nulla sarebbe senza la presenza interiore di Alex stesso nel cuore di lei…

    Joanna dice ad Alex che tutto quello che fra loro ancora c’è, esiste ancora solo perchè “non è”…ma non dice Joanna che altrettanto quello che ha con il marito sarebbe ancora più fatiscente se nel cuore non avesse Alex..

    Delineando i due uomini come rispettivamente un succube del proprio amore per una donna (Alex, che di fatto si condanna a non avere nessuna relazione stabile) e un passivo sopravvivente che si lascia trascinare da quello che la vita gli porta (Michael, che è l’unico personaggio che a mio parere non sembra collegato con le proprie emozioni,, se escludiamo la colpa, e che gestisce l’espressione delle stesse in modo fin troppo immaturo e inconsapevole, come i ti amo non sinceri detti alla moglie per espiare), quello che mi interessa più sapere è il profilo psicologico di Joanna, una donna che potrebbe scegliere di essere felice con l uomo che ricambia il suo stato nascente, ma che di fatto rinuncia all’amore e condanna a sofferenza tre persone, non si capisce bene perchè.
    Debole?Paura?Egoismo?Comodo?Compiacenza del proprio tormento inteirore?non so…

    vorrei capire proprio quel perchè..
    Spero possiate aiutarmi…
    non so se sono stata chiara o meno..

    grazie
    naive

    • Per “capire proprio” un qualsiasi aspetto di una qualsiasi storia d’amore bisognerebbe sapere di cosa parliamo quando parliamo d’amore. Io ne do’ una definizione e sulla base di essa mi sarebbe molto facile rispondere a tutte le tue domande. Se ti interessa, ne possiamo parlare, ma nel frattempo tutto quello che posso fare è di darti qualche spunto di riflessione.

      Perchè Joanna ha rinunciato ad Alex? Tu lo sposeresti uno che sei andata a cercare a Parigi sperando di essere nel suo cuore come lui è nel tuo e ti dice “adesso devo finire il mio libro”? Non è Joanna che, a suo tempo, ha rinunciato ad Alex, ma lui che non gli ha chiesto di sposarlo. Mentre Michael evidentemente glielo ha chiesto.

      Tu vedi il presente. Alex ci mette amore, Michael no, e ti chiedi perché mai Joanna ha rinunciato all’amore. Ma prima di mettersi insieme anche Michael ci metteva amore, perché l’amore serve per mettersi insieme, esattamente come ce lo mette oggi Alex quando spera di poter recuperare quella relazione. E anche un po’ di più, perché lo stato nascente di cui parli, se ti riferisci al concetto di Alberoni, è quando dai un seguito all’amore rendendolo reale. Davanti alla prospettiva di quel seguito (chiamato stato nascente perché fa nascere una coppia stabile nel tempo), Alex s’è fermato mentre Michael è andato avanti (quindi è Alex a non aver vissuto uno stato nascente con Joanna e Michael ad avercelo vissuto).

      Alex non si condanna affatto a non avere nessuna relazione stabile perché ama sempre Joanna. Si condanna, ma io direi che si regala, la possibilità di continuare ad amare (Joanna, quella con cui sta e ogni donna desiderabile che incontra). E lo fa non sposandosi, perché dopo l’amore non ha più senso (mi spiace di essere così drastico, ma se l’amore serve a costruire qualcosa mi pare piuttosto ovvio che non ci sia più quando quel qualcosa è già costruito). Michael s’è sposato, quindi addio amore (e non c’entra niente come “è fatto” lui, mentre c’entra molto come è fatto il matrimonio). E Joanna pure, anche se per una sera fa volentieri una rimpatriata a quando amava ed era amata perché c’era la prospettiva di costruire qualcosa insieme.

      Ma attenzione, tu sottovaluti di parecchio l’importanza di quel che hanno costruito e condiviso Joanna e Michael. Per mostrarne la straordinaria importanza io volevo commentare il film “the impossible” (http://www.cineblog01.net/the-impossible-2013/), ma era troppo angosciante e non l’ho mai fatto. Comunque condividere qualcosa a livello di cervello non è acqua e fa fare il possibile e l’impossibile se qualcuno o qualcosa cerca di toglierti a forza l’altra persona. Per questo si dice che la si ama, ma l’amore come lo trovi nella serata di Alex e Joanna non c’entra più nulla, da sposati. E’ una parte di te che condividi con un’altra persona e anche se nemmeno ti accorgi di averla, se qualcuno cerca di portarti via una mano, te ne accorgi eccome.

      Ora te la faccio io una domanda. Se la serata/nottata di Joanna è stata bella, e lo è stata perché con amore, per quale motivo Joanna non la racconta a Michael, apprendosi alla possibilità di viverne altre di serate così e offrendo questa possibilità anche a Michael? Il ritorno dell’amore (quello che costruisce una struttura cerebrale condivisa) dentro ad un matrimonio è legato alla possibilità di dare una risposta positiva a questa domanda. Tu te la senti di dire in quali condizioni si può accettare che altri ti desiderano, e di desiderarli a tua volta, senza far danni al matrimonio in corso ma anzi rafforzandolo?

  3. Grazie innanzitutto per la risposta…
    Sono sempre interessata alle opinioni intelligenti altrui, per cui mi interessa anche il suo punto di vista sull’amore…Nel frattempo guarderò più approfonditamente il suo sito, dal quale dovrebbe già trasparire quanto sopra.

    Ho letto molto attentamente quello che mi ha scritto…

    “Perchè Joanna ha rinunciato ad Alex? Tu lo sposeresti uno che sei andata a cercare a Parigi sperando di essere nel suo cuore come lui è nel tuo e ti dice “adesso devo finire il mio libro”? Non è Joanna che, a suo tempo, ha rinunciato ad Alex, ma lui che non gli ha chiesto di sposarlo. Mentre Michael evidentemente glielo ha chiesto.”

    Comprendo, ma fino a un certo punto. La frase che secondo me evidenzia la colpa di Joanna è l’ultima. Perchè mai una donna, una donna positiva e leale quantomeno con se stessa, dovrebbe accettare la proposta di matrimonio di qualcuno che, evidentemente, non ama (più)?
    Per la triste condizione di non restare sola, perché gliel’ha chiesto, perchè prima di imbattersi nell’amore vero comunque con quella persona stava bene?lo trovo patetico. Cioè io non lo avrei mai fatto e lo dico per esperienza. E so benissimo quanto è difficile rinunciare a qualcosa di comunque bello confortante sicuro tenero caldo e tutto il resto che vi pare…Ma una volta che si passa da una tale condizione di tiepido amore ad esperire l’amore vero di stato nascente (si intendevo il concetto di Alberoni) come si può tornare indietro, a quel ramo che eravamo pronti a lasciare, senza sentirsi meschini e quantomeno miseri con se stessi??
    Facile, ma per come sono fatta io, è un prezzo troppo alto da pagare in merito all’opinione che avrei di me stessa vita natural durante.

    Per cui avendo, grazie al suo punto di vista, realizzato che l’artefice del primo allontanamento in questo caso è stato Alex, continuo a condannare Joanna, che per debolezza forse o non so cosa, si è ripiegata letteralmente su ciò che aveva prima, complicando di molto le cose per tutti e tre.
    Joanna avrebbe dovuto andare oltre i due, al tempo del mancato progetto con Alex. Un altro amore, una terza persona, avrebbe appagato in futuro lei stessa, liberandola di fatto, da tutto quello che nel film ancora la intrappola e forse per sempre.

    Nel caso poi, che Alex, ormai consapevole, fosse tornato a riprenderla prima che quella terza persona fosse comparsa nella sua vita, avrebbero anche potuto completare quello che avevano interrotto, ammesso che anche per lei perdurasse ancora l’amore (cosa non difficile da ritenere ovvia, dato che solo le infatuazioni o gli pseudoinnamoramenti sono rapidi a scomparire).

    Quindi rispondo che io non mi sposerei un uomo, se ne amo un altro. Nemmeno se quell’altro, pur amandomi, non mi ha voluta. Aspetterei di amare di nuovo.
    E dato che mi è capitato, posso essere sicura di questo.

    Sulla seconda osservazione non mi trovo pienamente d’accordo…Noi nel film vediamo la coppia realizzata e la coppia sospesa..Nella seconda è palese l’amore, che entrambi i componenti ci mettono..Ma il fatto che nella prima non lo vediamo, vediamo cioè consuetudine e quant’altro diverso da vero amore, non implica, secondo me, che quella coppia di cui non conosciamo (vediamo) il passato “amorevole”, si sia formata in presenza di vero amore. Voglio dire cioè che è fin troppo evidente nella vita quotidiana rendersi conto che molte coppie si formano in assenza di vero amore e in presenza di surrogati dello stesso, attrazione fisica, comodo, ultima spiaggia ect..e che vanno avanti più a lungo e meno travagliatamente di coppie in cui l’amore è realmente presente. Di fatto, potrebbe benissimo darsi che la coppia JM sia un esempio di amore negativo, di quelli che ben rodate nel quotidiano si ritrovano poi per inerzia a compiere passi come il matrimonio, un figlio ect. Ma avendo fatto esperienza Joanna di vero amore e di quanto esso possa trasfigurare la vita stessa e il proprio modo di essere, lei è colpevole per essere riapprodata sulla sicurezza in mancanza di altro. Non vedendo cioè il matrimonio come obiettivo di vita, non la giustifico per la sua scelta.

    Passando ora alla condizione di Alex, per come la poni (mi permetto di dare del tu per comodità di scrittura) può sembrare che egli sia quello che ne esce meglio di tutti. Dal momento però che nella mia vita mi è capitato di essere l’Alex della situazione, posso dichiarare che il danno c’è eccome.
    Egli potrà anche liberamente coinvolgersi in qualunque relazione desiderabile, continuando ad avere nel cuore Joanna, ma aggiungo, purtroppo continuando ad avere nel cuore Joanna. Questo amore sospeso e non elaborato nè vissuto nè portato a termine con difficoltà potrà consentirgli in futuro di innamorarsi veramente di nuovo…ovvero di trasformare ancora il suo cervello e di sperimentare ancora quel cambiamento attuato solo dall’energia pura che il sincero innamoramento induce. Non dico che sia impossibile ma di sicuro non deve indugiare oltre nei ricordi e tantomeno nelle improvvisate all’oggetto del suo amore, se vuole veramente mettersi nella condizione di vivere di nuovo totalmente al 100% un amore e costruire qualcosa in futuro. Per come la vedo sono in trappola entrambi.

    Vedo Michael invece troppo poco consapevole e troppo poco connesso con la propria intima emotività da poterlo considerare in trappola. E’ un dormiente per me.

    Andando ancora avanti, è vero che quello che si è condiviso e costruito negli anni con una persona ha una importanza estremamente grande. Sono d’accordo. Ma non la sottovaluto. La tengo fuori considerazione semplicemente perchè solo fino a un certo punto la includo come componente di amore. Legami del genere, cosi forti e duraturi nel tempo, capaci di strapparci una parte di noi stessi nel momento della loro fine/rottura, non necessariamente sono legami amorosi. Per questo, quando subentra il riconoscimento del vero amore, tutto per me passa in secondo piano, non perde di importanza certo, ma passa in secondo piano. Perché a un certo punto bisogna gerarchizzare la qualità e l’effetto che i sentimenti e le relazioni hanno su di noi. E come ho letto anche in questo interessante sito, ciò che ci trasforma non sono le abitudini, ciò che chimicamente neurologicamente interviene sul nostro cervello non sono certo quelle. Il tempo è relativo, quando parliamo degli effetti di un amore positivo…no?

    in ultimo provo a rispondere alla domanda che mi hai fatto…
    Ovviamente la mia risposta è impregnata di tutto quello che più sopra ho espresso…ed è soltanto umilmente la mia ipotesi, ovviamente.

    Joanna non può rivelare a Michael dei suoi sentimenti e della serata appena trascorsa perchè tale rivelazione metterebbe tristemente a nudo il meschino opportunismo operato da Joanna nel ripiegare nuovamente su Michael una volta rifiutata da Alex. Credo, come ho già scritto, che la scelta di comodo da lei fatta all’epoca (quando poteva benissimo ricominciare da zero in onestà e in lealtà non solo con se stessa) incida ancora sulla sua considerazione di se stessa, perché sono sempre convinta che non si possa agire in quel modo senza provare vergogna per se stessi..senza sentirsi cioè quantomeno un pò miserabili. Joanna ricordo ha 30 anni, all’epoca anche meno…un pò troppo giovane per ritenersi senza altre possibilità. Ma il discorso sull’età è comunque superfluo perchè sappiamo che le giovinezze della vita possono essere molte e concordo su questo.
    Se Joanna rivelasse il fatto a Michael, quest’ultimo si renderebbe conto che i sentimenti di sua moglie sono cambiati prima che lui gli proponesse di sposarla e che sua moglie è divenuta tale solo perchè l’altro non l’ha degnamente considerata. Il che avrebbe l’effetto su Michael di rivedere tutto quanto costruito fino ad allora con Joanna sotto la luce di una ipocrita illusione, di un ipocrita scelta di comodo…Conseguentemente, anche l’opinione che egli ha di Joanna, fino a quel momento positiva e ora anche innalzata dal senso di colpa per il tradimento perpetrato con la collega, crollerebbe irrimediabilmente e lei apparirebbe ora non più solo ai suoi stessi occhi come un essere debole e in fondo meschino.
    Nonostante tutto, ritengo che per alcune persone, sia di primaria importanza la salvaguardia della propria faccia agli occhi degli altri, nonostante già la propria coscienza sia infangata…Chi recita la parte della persona integerrima senza esserlo, aspira a uscire sempre dalle situazioni con la parte della brava persona. Per questo Joanna rifiuta anche di fare l’amore con Alex: non concedersi totalmente ritengo sia più una punizione per se stessa, in virtù della sua insincerità di lunga data col marito, che altro. Tanto è vero che lei dice che poi non riuscirebbe a guardarlo più negli occhi. Joanna per come la vedo io, resta con Michael anche ora che Alex la vorrebbe, non per quello che ha costruito con Michael ect (anni prima l’aveva lei stessa bellamente messo in discussione ed era pronta a rinunciarvi) ma perchè ritornando con Michael si è messa nella condizione di grave e invalidante colpa nei confronti dello stesso, perchè la sua scelta non era sincera, era ipocrita.

    Se avesse conosciuto Alex successivamente al matrimonio, quest’ultimo sarebbe potuto saltare, lei sarebbe stata una donna come un’altra che con coerenza segue i suoi mutati sentimenti e Michael se ne sarebbe fatto una ragione..Ma cosi, per come sono andate le cose, lei paga la sua meschinità rimanendo intrappolata in quel rapporto comodo ma privo di vero amore, perché la sua facciata di perbenismo e di donna corretta salterebbe immediatamente all’aria, non perchè ama un altro, ma perchè sta con chi non ama.

    La domanda finale che mi hai fatto è contraddicente: non credendo nel matrimonio, per come è comunemente oggi vissuto, per me non esiste l’evenienza di rafforzare lo stesso grazie a sentimenti provati verso qualcuno di esterno. Per cui se mi sono sposata mossa da intenzioni e convinzioni che ben poco c’entrano con l’amore ho tre strade eventuali di fronte a me: nella prima, non sono consapevole perchè non ho mai provato vero amore e quindi agisco in buona fede e se sono fortunata/sfortunata, non mi capiterà mai di provarlo e questo preserverà la mia unione con la persona che quotidianamente mi fornisce di sicurezza e affetto tiepidi ma stabili (sperando che la condizione sia verificata anche per la controparte);
    nella seconda, mi sono sposata senza la consapevolezza del vero amore ma mi capita di viverlo nel corso della mia unione e a quel punto o mi lascio, con coerenza e lealtà, o mi condanno a una vita spenta restando nella situazione pregressa; nella terza, che è quella di Joanna, sperimento il vero amore prima di unirmi stabilmente con qualcun altro, ma per una serie di circostanze non posso concretizzare il vero amore e allora opero la scelta peggiore, cioè ripiego sulla situazione pregressa portando a termine la scelta di unione stabile, non solo condannandomi a una vita piatta comoda quanto si vuole ma spenta ma anche vivendo con il peso del disprezzo per se stessi, per la propria debolezza;la quarta ed ultima strada è uguale alla terza con la differenza che si interrompe la propria unione o non la si concretizza nel caso di Joanna e si ricomincia da capo, da soli, indubbiamente privandosi dei vantaggi di una vita di coppia per altri versi rodata e positiva, ma guadagnandone stima per se stessi, lealtà verso gli altri e soprattutto non privandoli del diritto di poter scegliere della propria vita, e aprendosi alla possibilità futura di amare ancora e di avere una nuova giovinezza, riconoscendo il vero amore dai fatui, poichè si ha avuto la fortuna di provarlo…

    ecco la mia opinione…
    la ringrazio molto dello scambio, mi è servito infinitamente a capire diverse cose.
    Avrò piacere di leggerla ancora e di approfondire quanto scrive nel suo sito.

    Cordialmente
    Naive.

    ps. perdoni la prolissità e gli eventuali errori. ho scritto di getto.

  4. Mi sono solo ora imbattuta in questo sito/blog perchè cercavo delle frasi del film “Last night” e sono rimasta colpitissima dalla tua teoria. Ora ho voglia di saperne di più. Complimenti per l’analisi!!! Per quanto riguarda la scena finale, io l’ho interpretata come la ragazza sopra, nel senso… lui guarda le scarpe e intende, lei sa, lui sa, lei capisce che lui sa, lui capisce che lei sa… imbarazzante e teso silenzio… lei apre bocca per dire qualcosa, penso anch’io una bugia; se avessero voluto essere sinceri, avremmo visto un litigio, mentre entrambi preferiscono passare sopra quel che è successo perchè nessuno dei due è innocente e nessuno può accusare, inoltre hanno solo voglia di dimenticare in fretta quella notte.

    • Ciao Marina

      come ringraziamento per il commento che hai lasciato ti invito a casa mia, nel senso che ti invito a vedere il mio studio in versione studio fotografico nella pagina http://www.piangatello.it/?page_id=9428. Ok, è una visita virtuale, ma questa pagina è un invito a venirmi a trovare realmente, con la scusa di farsi fotografare da me o meno, questo non è importante.

      Benvenuta sul mio sito e se posso fare qualcosa di utile per te, sarei felice di farlo.

      Guido

      • Ciao Guido! Grazie dell’invito, virtuale o meno. Preferirei stare dall’altra parte, però, dato che sto appassionandomi, a poco a poco, all’arte della fotografia. Comunque ti riscrivo perchè volevo invitare ad analizzare anche il film “HER”; ad occhio e croce, infatti, lo troveresti interessante, soprattutto verso il finale…
        Spero davvero che tu prenda in considerazione questa dritta, perchè sono estremamente affascinata dalle analisi minuziose delle situazioni in generale (mi piace cogliere le sfumature e mi piace chi è dotato di sensibilità e attenzione innate, per farlo), di vita vissuta, ma anche dei film, di cui sono una grande appassionata. Alla prossima!! Continuerò a seguire il tuo blog.

        • Bentornata da queste parti, Marina.

          Non so a che punto sei con la passione per la fotografia dalla parte del fotografo (o della fotografa), comunque se sei avanti ti consiglio di fare prove col simulatore di illuminazione in studio che cito nella mia pagina “Foto per mostrare Terra2” (http://www.piangatello.it/?page_id=9253).
          Se invece sei alle prime armi, forse potresti trovare interessante la mia pagina di spiegazione sul funzionamento della Nikon 1 j3 nel modo creativo (http://www.piangatello.it/?page_id=10132#creativo)

          Il film HER lo proposi ai miei ragazzi di scuola quando ancora non c’era la versione in italiano, per insegnare loro una strada per imparare l’inglese (appunto ascoltare coi sottotitoli film ncora non disponibili in italiano).

          Poi mi sentii in dovere di analizzarlo e il mio commento lo feci (lo trovi qui: http://www.piangatello.it/?page_id=9504). Fino a che il film non fece una cosa molto grave ai miei occhi: quella di supporre che si possa immaginare una donna senza darle in un modo o nell’altro un corpo. A quel punto (all’incirca al 33% del film) la storia diventa negativa e fuorviante, per cui persi interesse a continuare il mio commento.
          Il finale è positivo, nonostante tutto, e mi ripromettevo di commentarlo. Ma come puoi vedere, misi le immagini ma senza testo e senza commento.

          Ora se tu mi dici cosa ti interessava di sapere su tale film, io ti rispondo volentieri e magari trovo anche la voglia di commentare il finale, che come già hai notato tu è interessante.

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